Buoni e cattivi, tredicesima giornata

I BUONI

PERIN – Protagonista assoluto a San Siro e non solo per il rigore parato a Balotelli. Il giovin Mattia – 21 anni – sta confermandosi portiere di livello assoluto. Grandi doti tecniche e personalità: dopo il pomeriggio nero di Genoa-Fiorentina 2-5 con clamorosa cappella assortita è riuscito a tenere i nervi saldi, a mantenere il posto tra i pali e a rilanciarsi.
LLORENTE – Un altro a cui non fa difetto la personalità. Nelle prime settimane in bianconero si sentivano, dagli assidui frequentatori di Vinovo, frasi del tipo “Conte proprio non lo vede, piuttosto al suo posto fa giocare un ragazzino della Primavera”. Il bel tenebroso navarro ha saputo aspettare il suo momento e adesso, grazie anche agli acciacchi vari e assortiti delle altre tre punte juventine Vucinic, Quagliarella e Giovinco si è imposto come la miglior spalla dell’intoccabile Tevez.
IMMOBILE – In silenzio ha già segnato 5 gol e se tirasse i rigori sarebbe vicino alla doppia cifra. Ventura, per il suo gusto calcistico, gli preferisce in teoria attaccanti come Meggiorini e Barreto, bravi “a fare i movimenti giusti”. Ciro di movimenti conosce a menadito il “palla in rete e via ad esultare”. E scusate se è poco…
LAZAREVIC – Segnare il primo gol in A nel recupero del derby contro l’Hellas Verona è battesimo quanto mai piacevole. Che finalmente l’attaccante sloveno stia maturando? Goleador non può esserlo per indole, visto che è un’ala vecchio stampo. Ma a 23 anni non è troppo tardi per imparare e crescere…

I CATTIVI

BALOTELLI – Il confine tra l’infamia e la lode, tra la gloria e gli inferi è davvero labile. Contro il Genoa ha provato il gol da applausi, quella splendida rovesciata creata dal nulla e finita centralmente tra le braccia di Perin. Poi ha calciato un rigore davvero pessimo e da lì il black out. Da Supermario a Minimario.
BENITEZ – Anche il tecnico spagnolo è sull’altalena: fino a un mese fa a Napoli era considerato il novello San Gennaro, gli ultimi inciampi in campionato ne hanno fatto precipitare le azioni. Tanto che adesso non si contano più i “vedovi” di Mazzarri.
PALACIO – Per una volta è decisivo in negativo, si mangia tre gol nel primo tempo e grazia così il Bologna- Ma per quanto fatto in questo anno e mezzo nerazzurro rimane largamente in credito.
MAXI LOPEZ – A Torino è sceso in campo ma la sua maglia numero 10 profumava ancora a fine partita di bucato. Non ha neppure sudato, forse frastornato dal suo supermediatico divorzio dalla moglie Wanda Nara, novella fidanzata dell’ex amico e collega Icardi.

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someonePrint this page

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *