Buffon torna SuperGigi, Mazzarri stecca

I BUONI

BUFFON – Ammettiamolo, ci piace andare controcorrente. E così, mentre tutti lodano (giustamente, peraltro) Re Leone Fernando Llorente, noi strizziamo l’occhio a un Buffon capace, a 35 anni suonati, di riscattare un grigio avvio di stagione. Se dopo le quattro sberle di Firenze la Juventus si è rimessa in carreggiata tanto in campionato quanto in Champions non possiamo non dare meriti al suo capitano-portierone. Da quel 20 ottobre, sette vittorie, un pareggio onorevole contro il Real Madrid e una sconfitta (ingiusta) al Bernabeu. E in campionato sei partite senza gol al passivo, evento che alla Juve non capitava dal 2002. E dire che c’era chi dava SuperGigi per finito…
GUIDOLIN – Ha un duplice merito: 1) Nessuna squadra allo Juventus Stadium ha messo così in difficoltà i campioni d’Italia e quei due gol che si è mangiato Di Natale gridano ancora vendetta; 2) Perdere immeritatamente una partita al 90esimo fa sempre male, ma se con la sconfitta ancora bollente l’allenatore battuto va a cercare l’allenatore vincente (Conte) per stringergli la mano, beh, come minimo ha diritto al Premio Fair Play.
CASSANO – La carica dei 101 gol (anche se per alcune statistiche sarebbero 100) dà ulteriore slancio alla pazza rincorsa di Cassano a un posto nei magnifici 23 azzurri per il Mundial brasiliano. Per ora Fantantonio è a quota 6 e ha nel mirino il suo record personale di 14 centri (Roma, 2003-04) che gli valse la partecipazione a Euro2004 in Portogallo.

I CATTIVI

MAZZARRI – Con Erick Thohir il feeling (e parliamo esclusivamente di risultati…) stenta a scattare. Il neopresidente stecca anche la prima “live” a San Siro: l’1-1 contro la Samp segue l’1-1 di Bologna, la prima partita del tycoon indonesiano sulla tolda di comando nerazzurra e segue l’amichevole 0-1 ad Appiano Gentile nella prima uscita alla Pinetina di ET. Per farla breve, da quando è presidente dell’Inter ancora zero vittorie.
DANILO – Bravo Llorente, certo, nell’occasione del gol vincente contro l’Udinese. Ma il centrale brasiliano non può concedere nel giro di pochi secondi due-colpi-di-testa-due al suo avversario diretto.
CENTURION – Il giovane attaccante esterno argentino nel Racing di Avellaneda sapeva essere devastante. Contro il Torino, per la prima volta lanciato titolare da Gasperini, ha sbagliato tutto. Non gli è riuscito un dribbling, faceva sempre la cosa sbagliata, non ha mai impensierito la difesa granata. Un serio candidato, insomma, al Premio Pippero 2013-14. Quando nell’intervallo Gasp lo ha lasciato sotto la doccia inserendo al suo posto Fetfatzidis, il Genoa è riuscito a cambiare (come si dice oggi) l’inerzia della partita. Conquistando un pareggio comunque immeritato.

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