Immobile, Pjanic, Cuadrado: un tris mundial

I BUONI

IMMOBILE – Fa 21, come Ciccio Graziani nel ’77 e Paolino Pulici nel ’76. Numeri importanti, nomi scritti con la maiuscola nella storia del Torino. Ciro Immobile tiene aperta la porta granata verso l’Europa e si presenta al check in per Rio de Janeiro. Una grande stagione per lui, una grande stagione griffata Gian Piero Ventura: va infatti al tecnico genovese di Cornigliano gran parte del merito per la sua resurrezione dopo i 5 golletti nel Genoa e le incomprensioni con il pubblico rossoblù.

PJANIC – Pennella un gol da applausi in una stagione romanista da record. Per Miralem, poi, la ciliegina sulla torta di questo 2014 indimenticabile sarà il Mondiale. Il primo nella breve storia della Bosnia, la manifestazione che può aggiungere lustro a uno dei migliori centrocampisti offensivi del calcio europeo.

CUADRADO – A 25 anni il colombiano ha raggiunto la piena maturazione. E battuto il suo record personale di marcature, raggiungendo quota 9 e a un passo dalla doppia cifra. Sembrava un’esagerazione quando si parlava di Cuadrado novello Asprilla. Ebbene, rispetto al mitico Tino magari il viola è un po’ meno estroso ma di sicuro è più professionale. E anche per lui il Mondiale può significare la definitiva consacrazione.

SILVESTRI – Debutta in A a 23 anni in una squadra, il Cagliari, che in stagione ha cambiato spesso padrone della porta. L’esordio porta vittoria e imbattibilità, Marco Silvestri (da Castelnuovo ne’ Monti, provincia di Reggio Emilia, paese natale di Paolino Monelli ex bomber tra gli altri di Monza e Fiorentina) sfodera alcuni interventi da campione e non fa rimpiangere gli Avramov, Agazzi e Adan che lo avevano preceduto in stagione.

 

I CATTIVI

KAKA’ – Troppo facile il tiro al Balotelli. Ok, SuperMario è disperso ma anche Kakà non è più lui. Lento, svuotato di idee e di energie, fotocopia sbiadita non solo del Ricardino dei tempi felici milanisti ma anche di quelli più anonimi nel Real. Gli va bene che tutte le critiche portano a… Mario.

BARDI – Nel Livorno che sembra destinato a ritornare in B non sta brillando ultimamente Francesco Bardi. Difficile essere profeta in patria (Cristiano Lucarelli, con i suoi 100 e passa gol in amaranto ne sa qualcosa…), ma il 22enne portiere di proprietà dell’Inter ha le sue belle responsabilità in questa striscia negativa del Livorno. Compreso il gollonzo subito da Mauri.

D’AMBROSIO – Nel Torino viaggiava sulle fasce che era un piacere. Nell’Inter gioca con il freno a mano tirato. Che la maglia nerazzurra pesi effettivamente troppo? Di sicuro, meglio di lui contro il Napoli fa l’over 40 Javier Zanetti. Che con competitors del genere può tranquillamente decidere di prolungare la sua attività agonistica…

GUARALDI – Lo sportivissimo pubblico bolognese (come si diceva una volta…) applaude a fine partita giocatori e allenatore (Ballardini) nonostante lo 0-3 subito dalla Fiorentina. Ma per il presidente sono insulti dal primo all’ultimo minuto. Insulti che non giustifichiamo, per carità. Ma le colpe di questa disgraziatissima stagione di chi possono mai essere se non di una dirigenza che ha allestito una squadra imbarazzante e licenziato un tecnico (Pioli) che lo scorso anno aveva ottenuto una lusinghiera salvezza? 

 

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