Oronzo Benitez e Gufo Vidic

PREMIO ORONZO CANA’ – Rafa Benitez è tecnico di spessore internazionale, gran lavoratore e anche persona affabile e simpatica. Ma di questi tempi Benitez ci sembra molto un allenatore nel pallone, in stile Oronzo Canà. Esclusioni eccellenti e poco spiegabili, un rendimento stagionale fin qui deficitario: sei partite ufficiali con tre sconfitte. Brucia ancora quella di Bilbao, ancor peggio vanno le cose in campionato: contro Chievo in casa e Udinese fuori il “vero” Napoli doveva raccogliere almeno 4 punti. E invece ne ha fatti zero…

PREMIO MARADONA – Argentino, origini umili, maglia numero 10, idolo del Boca Juniors. Carlitos Tevez fa la differenza, a San Siro come, finalmente, in Champions League. Ha grandi doti tecniche e lo spirito del leader. Certo, accostare chiunque (anche Messi…) al grande Diego è sempre una bestemmia. Ma Carlitos qualcosa di Dieguito ce l’ha. E pazienza se non è mancino.

PREMIO GUFATA NERAZZURRA – Tutti a contare i minuti di imbattibilità di un’Inter che scendeva a Palermo senza mai aver incassato gol in questa stagione: cinque partite e porta blindata. Aleggiano e volteggiano i gufi sui nerazzurri al Barbera e dopo due minuti il gentile omaggio di Vidic a Franco Vazquez toglie la verginità a Samir Handanovic.
PREMIO NEUER – Una parata da campione del mondo quella di Stefano Sorrentino sul colpo di testa di Osvaldo all’ultimo secondo di Palermo-Inter. Che finisce 1-1 grazie allo strepitoso intervento di un portiere che a 35 anni si conferma tra i top italiani con il grande rimpianto di non aver mai fatto parte di una big nel corso di una carriera comunque importante.

PREMIO TESTINA D’ORO – Mauricio Pinilla ha tatuato sul suo corpo la traversa all’ultimo secondo di Brasile-Cile che poteva regalare una storica vittoria della Roja al Mondiale. L’incubo di quella strepitosa giocata lo sta comunque allontanando con prestazioni maiuscole. Compreso il gol (di testa) su assist (di testa) di Diego Perotti. Una zuccata da tre punti, una zuccata tutta d’oro.

PREMIO LIBRO CUORE – Nonna Aurora a 82 anni si è presa le prime pagine dei giornali sportivi: il gol con dedica del nipotino Alessandro Florenzi regala un momento deamicisiano in quell’Olimpico che mercoledì aveva vissuto sulle sue gradinate la vergogna dell’aggressione degli ultrà moscoviti del Cska ai poveri stewards.

PREMIO ARBITRO OCCHIALI – Anzi, guardalinee occhiali: il signor Fabrizio Posado da Bari l’ha combinata grossa sventolando un inesistente fuorigioco a Vidic che era in posizione assolutamente regolare al momento del passaggio per il gol di Icardi. Gol dell’1-2 ingiustamente annullato.

PREMIO DISCHETTO MALEDETTO – Cambia il dischetto (da quello sotto la Curva Primavera a quello sotto la Maratona), cambia il tiratore (da Larrondo a El Kaddouri) ma non cambia il risultato finale: gloria per Handanovic e per Rafael. Sarebbe cambiata e molto la situazione di classifica del Toro: con due punti in più contro l’Inter (sempre e quando fosse stato portato a termine l’1-0 sui nerazzurri) e uno contro il Verona

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