Benassi il pasticcione, Peres e Manolas super

PREMIO GOLAZOS – Bruno Peres e Josè Holebas non sono esattamente due goleador, di solito i gol devono pensare a evitarli. Ma le prodezze del brasiliano e del tedesco d’origine greco-uruguayana sono da applausi, hanno fatto il giro del mondo via web. Due gol eccezionali, due coast to coast che riconciliano con le brutture che spesso ci regala il calcio italiano. Il gioiello del granata (78 metri di corsa e destro violento sul palo interno) non è servito per il risultato, la perla di Holebas ha rotto l’equilibrio di Roma-Inter che erano sul 2-2. In ogni caso, come diceva Josè Altafini, trattasi di… golazo. Anzi, golazos (al plurale).
PREMIO NOTTE DA INCUBO – Quella passata da Marco Benassi, anni 20, nativo di Modena, cresciuto nell’Inter. A venti secondi dal fischio finale si mette a cincischiare, subisce il rude intervento di Bonucci (fallo? Non scherziamo…), perde palla e dopo una dozzina di secondi sente cadergli il mondo addosso. Il suo erroraccio è un pasticcio che entrerà nella storia del derby: perchè dopo più di dodici anni, dopo 933 minuti netti, il Toro era tornato a segnare un gol alla Juve e poteva sperare di spezzare una catena di sette sconfitte consecutive. Invece il destro di Pirlo ha rovinato la festa granata. E riempito (giustamente) di incubi la notte del giovin Benassi.
PREMIO ZEMANLANDIA – L’originale non ha vissuto esattamente una domenica splendida (0-4 contro la Fiorentina). Ma Eusebio Di Francesco – uno dei pochi degni allievi di Mastro Zeman – viaggia che è un piacere con il suo Sassuolo nella parte sinistra della classifica. Il tecnico abruzzese è uno dei pochi che utilizza un vero 4-3-3 con un tris di punte di ruolo. In un mondo di parolai e di venditori di fumo, vedere giocare il Sassuolo è un piacere per gli occhi.
PREMIO RIECCOLO – Infortuni a ripetizione e un bel po’ di gol mangiati. Diciamolo chiaro: Mario Gomez sembrava un bel bidone, di quelli dal nome altisonante ma dai piedi imbarazzanti. Non sarà un Van Basten ma forse neppure un Oscar(s)one Dertycia, bufala argentina fine anni Ottanta che a Firenze ricordano come un incubo. A Cagliari, finalmente, il tedesco dal cognome spagnolo si è sbloccato: meglio tardi che mai. Per Montella e i tifosi viola. In attesa di riabbracciare un altro infortunato illustre (ma dal pedigree certificato): Pepito Rossi.

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