Malagiustizia federale e il gioiello Pogba

PREMIO PREDICATORE D’ORO – Il Profeta, trasformato da Mancini (uno che se ne intende) in trequartista, torna a fare proseliti. La sua predicazione, specie col fatato piedino sinistro, è un piacere per gli occhi: punizione mancina e capriola senza mani nel primo tempo, tocco felpato a incrociare e tuffo sull’erba dell’Olimpico nel secondo. L’Inter vola, la Lazio piange (e una bella mano alla squadra di Pioli la danno anche gli inadeguati assistenti di Massa: Passeri e Fiore) e il pubblico biancoceleste fischia il vecchio idolo. Così va il calcio…

PREMIO PARLAR CHIARO – Roberto Donadoni è mediaticamente uno degli allenatori peggiori che possano capitare: il suo valore davanti a taccuini e microfoni è inversamente proporzionale al suo valore professionale. Mai una polemica, mai una parola fuori posto. Insomma, un “prete” che regala pochi titoli. Il Donadoni post Parma-Napoli è proprio per questo una sorpresa. E quell’aggettivo “schifoso” sull’atteggiamento di alcuni tesserati del Napoli (calciatori e/o dirigenti) che pietivano i tre punti all’insegna del “tanto voi del Parma siete falliti e retrocessi” sintetizza alla perfezione un certo andazzo del calcio italiano.

PREMIO TALENT SCOUT – In attesa del big match di mercoledì la Juve ha dato una bella rispolverata all’argenteria più preziosa. Paul Pogba-Il ritorno lascia il segno contro il Cagliari e lucida le scarpette per la serata di gala della sua carriera. Proprio là a Madrid dove nel 2001 la Juventus cedette a peso d’oro un altro straordinario talento francese, Zinedine Zidane, pagato 7,5 miliardi di lire al Bordeaux nell’estate ’96 e venduto per 150 cinque anni dopo proprio ai Galacticos. Pogba è stato pagato dalla Juve 300mila euro (di indennizzo Uefa) al Manchester United. Vale già, come minimo, 100 milioni. Roba che Moggi-Bettega, al confronto del tandem Marotta-Paratici, diventano dilettanti…

PREMIO MALAGIUSTIZIA – Due settimane fa tutti a indignarsi per la bomba carta lanciata in mezzo ai tifosi del Torino della curva Primavera. Tentata strage, è ora di finirla, basta con il tifo violento. Succede poi che la Corte d’appello federale sospende la chiusura della curva juventina per due giornate invocando – in base a un documento dell’Osservatorio del 27 aprile – un supplemento di indagini. Peccato che le indagini, nel frattempo, le abbia portate avanti brillantemente la Questura di Torino che ai primi di maggio identifica i 4 responsabili del folle lancio. Evidentemente in Federazione, nello specifico i componenti della suddetta Corte d’appello, non leggono i verbali della Questura competente. E neppure i giornali. E così ci si chiede come sia stata possibile la chiusura della Curva Sud romanista per gli striscioni (di pessimo gusto) contro la mamma di Ciro Esposito e sia invece  misteriosamente slittata quella della Curva juventina per un gesto che poteva costare carissimo e magari far piangere l’ennesimo morto.

 

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