Conte rosicone e Samir il presuntuoso

PREMIO PIPPERO – Ha ragione Sinisa Mihajlovic a lamentarsi più degli errori dei suoi che della svista arbitrale in occasione del gol laziale (evidente fallo di Klose che trattiene per la maglia Viviano in uscita e lo strattona). Errori gravi quelli di Eto’o e Soriano, topica colossale quella di Pedro Obiang che sullo 0-0 con la porta spalancata e con Berisha fuori causa è riuscito a sbagliare un gol fatto davvero clamoroso. E il centrocampista spagnolo, se ci fosse ancora Mai dire gol della Gialappa’s, vincerebbe per distacco il Pippero 2015.

PREMIO ROSICONE – Non lo ammetterà mai, anzi, si sta prodigando in sms di complimenti e dichiarazioni mielose nei confronti della sua (ex) Juve. Ma dietro l’ufficialità in Antonio Conte sale a mille il rosicamento. Perchè lui, il tecnico dei tre scudetti consecutivi e dei 102 punti, in Europa ha sempre fallito. Doppio flop, poi, quello della scorsa stagione: scivolato dalla Champions all’Europa League non era neppure riuscito a onorare una finale in programma allo Juventus Stadium privilegiando (in modo piuttosto ottuso) la tripla cifra in campionato alla possibilità di vincere l’Europa League. Con grande scorno del presidente Andrea Agnelli, costretto la sera prima di Siviglia-Benfica a fare il padrone di casa senza potersi sedere al tavolo bello imbandito della finalissima. E poi le ragioni del divorzio: quel letterale “quando ti siedi in un ristorante dove si pagano 100 euro non puoi pensare di mangiare con 10 euro” condito da ghignetto sarcastico. Invece adesso la Juve a quel ristorante è seduta con le posate d’argento e grazie ad Allegri, di euro, dalla Champions ne ha ricevuto circa 100 (milioni).

PREMIO PRESUNZIONE – Samir Handanovic probabilmente non rimarrà all’Inter. Vuole giocare in Champions League. Legittima ambizione, per carità, per uno che la magica musichetta l’ha solo sentita in tv (visto che con l’Udinese nel 2011-12 si fermò ai preliminari). Certo però sarebbe cosa buona e giusta che lo sloveno prima di salutare la compagnia desse una mano (magari due) all’Inter ancora in corsa per l’Europa League. La cappella su Morata che è costata la sconfitta contro la Juve non è la prima in stagione. Forse la peggiore annata di Handanovic in nerazzurro. Lui, abituato a far guadagnare punti alla sua squadra, quest’anno ne ha invece tolti qualcuno.

PREMIO CALCIOSPETTACOLO – Nove gol (e 6 punti) in sette giorni, mica male per il Genoa di Gasperini sempre in attesa (neppure troppo fiduciosa…) della licenza Uefa per poter giocare in Europa. Dopo il 5-1 al Toro, il 4-1 in casa Atalanta. Un vero miracolo targato Gasperini se è vero come è vero che a Bergamo mancavano Perotti (il miglior rossoblù di questa stagione), Niang (la rivelazione di gennaio) e Borriello. Del resto il potenziale offensivo del Grifone (con Iago Falque salito a quota 13 in classifica cannonieri) è notevole e con 54 reti la squadra di Gasp ha fatto meglio (tra le altre) di Roma, Inter e Milan.

 

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