La prima volta di Fredy e lo smemorato VeltronI

PREMIO MATCH WINNER – Aveva finito lo scorso torneo stabilendo il record personale di gol: 6. Mai, neppure in Colombia, nel Boca, nel Saint Etienne o nel Porto aveva segnato tanto in un singolo torneo. Ma dei 14 precedenti centri in Serie A ne aveva segnato uno alle storiche rivali, Milan o Juventus. Così Fredy il colombiano, spesso bersaglio della tifoseria per quel suo gioco a volte un po’ anarchico e impreciso, scrive una pagina importante della storia interista. Trascinando la Beneamata in cima alla classifica a punteggio pieno. A più 8 sulla Juve (sua sfumata destinazione nel gennaio 2014) e a più 5 sui rossoneri.

PREMIO SESTETTO D’ORO – Gianluca Rocchi ha arbitrato benissimo risultando a nostro avviso il migliore in campo. I suoi due guardalinee – Giallatini Alessandro da Roma e Padovan Andrea da Conegliano – hanno azzeccato tutto. I due arbitri d’area – Orsato e Valeri – sempre attenti e concentrati. Il sesto uomo, l’aostano Riccardo Di Fiore, è stato dialogante e comprensivo. Insomma, complimenti a chi spesso è facile bersaglio delle recriminazioni soprattutto dei perdenti.  

PREMIO SMEMORATO – Le interviste a doppia pagina di Walter Veltroni sul Corriere dello Sport sono davvero godibili. Si leggono tutte d’un fiato e regalano sempre spunti interessanti. La settimana scorsa Fabio Capello, sabato 12 il mito Dino Zoff. Competenza calcistica e bella scrittura, il mix vincente che caratterizza la rubrica veltroniana. Davvero un peccato dover tirare le orecchie all’ex sindaco di Roma per un erroraccio da matita blu che da un politico, poi, mai ci saremmo aspettati. Quando infatti Veltroni incalza Zoff sul caso delle sue dimissioni post finale Italia-Francia di Euro2000 gli chiede: “Ma dopo quella partita il Presidente del Consiglio la attaccó…”. Eh no, caro Veltroni. Nel giugno del 2000 il Cavaliere era da anni all’opposizione, essendo in carica il governo Amato. Amnesia doppiamente grave essendo allora il medesimo Veltroni segretario dei Ds, azionisti di maggioranza del governo…
PREMIO RIMPIANTO CHAMPIONS – La doppietta di Alessandro Matri al suo debutto in biancoceleste oltre a regalare 3 punti importanti lascia in casa Lazio rimpianti grandi così. Perchè con a disposizione l’ex attaccante di Cagliari, Milan e Juve forse il preliminare Champions contro il Bayer Leverkusen poteva avere un’altra storia. Invece il presidente Lotito ha voluto aspettare (alias speculare) e senza Klose e Djordjevic, cioè senza un centravanti di ruolo, la squadra di Pioli è stata eliminata da un’avversaria non proprio insuperabile. Che avrebbe sofferto non poco la “presenza” in area del bomber-bel-tenebroso.

PREMIO  FIGURINE PANINI – Forse sarebbe il caso che a Modena – sede delle mitiche Figurine Panini – decidessero un restyling delle bustine più apprezzate da bambini, ragazzi e giovani-adulti. Proponiamo infatti di sostituire la storica rovesciata-icona di Carletto Parola, centromediano della Juve anni Quaranta-Cinquanta. Perchè ormai il cileno Mauricio Pinilla ha fatto della “chilena” (come è definita in Sudamerica la rovesciata acrobatica) il suo marco di fabbrica. Splendida quella di Reggio Emilia al Sassuolo, splendide quelle (almeno cinque) regalate al pubblico dall’attaccante dell’Atalanta nel corso delle ultime stagioni. Insomma, ormai la rovesciata è un copyright di Pinilla. Giusto rendergliene merito anche… ufficialmente.

PREMIO FALSA PARTENZA – L’exploit della scorsa stagione aveva tolto a Massimiliano Allegri l’etichetta di “mister falsa partenza”. Adesso il trittico orribile (un punto su sei in casa contro Udinese e Chievo; zero nell’unica trasferta in casa della Roma) ricorda per certi aspetti il disastroso avvio della sua prima stagione in A con il Cagliari (cinque sconfitte consecutive nel 2008-09) o quello del suo ultimo campionato milanista (cinque punti nelle prime cinque giornate). Chissà che la Champions non possa lenire le ferite nostrane…

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