Dai Zaza, sorridi di più. Federico merita Euro2016

PREMIO IL GAMBERO – La sera del 6 gennaio nella calza della Befana un’Inter già in fase calante (aveva perso a San Siro con la Lazio nell’ultima del 2015) vince a Empoli con gol di Icardi. Da quella sera, in poco più di un mese, la squadra di Mancini in 7 partite (21 punti a disposizione) ha fatto solo 6 punti. Nello stesso lasso di tempo la Juve ne ha fatti 21, il Napoli 18, la Roma 14 e la Fiorentina 11. Una crisi, quella nerazzurra, certificata dai numeri.

PREMIO FEDERICO IL GRANDE – Si può eccellere, in una partita, anche senza entrare nel tabellino dei marcatori. Talento e corsa, fantasia e velocità. Federico Bernardeschi, classe ’94 (compirà 22 anni martedì 16: auguri!), è la rivelazione italiana del campionato. La maglia viola numero 10 pesa come poche altre nella storia del nostro calcio. L’hanno indossata negli ultimi 50 anni De Sisti, Antognoni, Roby Baggio e Rui Costa. E la sta vestendo con grande disinvoltura questo fantasista moderno. Che merita un posto nella lista dei 23 azzurri per Euro 2016.

PREMIO CODINO D’ORO – A 34 anni Rodrigo Palacio – come del resto già domenica scorsa a Verona – è stato il top dell’Inter al Franchi. Serve l’assist a Brozovic, corre e si sacrifica come un terzino di vent’anni. E dire che era il più vecchio dei 28 giocatori scesi in campo in Fiorentina-Inter…

PREMIO TIRA LA BOMBA – Nella conferenza stampa della vigilia Sinisa Mihajlovic, scherzando ma non troppo, si era detto disposto a… prestare a Honda il suo magico e mitico sinistro. Contro il Genoa il giapponese ha firmato il suo primo gol in campionato con una bomba mancina dalla distanza. E il suo tecnico ha ringraziato citando il suo vecchio maestro Boskov. Che diceva: chi tira mai sbaglia.

PREMIO MONUMENTALE – Di Andrea Barzagli questa rubrica tesse elogi sperticati da tempi non sospetti. Diciamo da più di due anni. Considerandolo il miglior difensore del calcio italiano. Siamo contenti che – un po’ in ritardo – adesso tanti altri la pensico così.

PREMIO SORRISO FORZATO – Domanda: perchè un giocatore non abituato alle grandi ribalte (prima di quest’anno non aveva mai giocato in Champions e finora non ha preso parte nè a un Mondiale nè a un Europeo) segnà il gol decisivo nella partita più importante della stagione ed esulta con un mezzo sorriso forzato? Perchè lo stesso giocatore, dopo aver firmato contro il Siviglia la sua prima rete in Champions, non esulta e mette su il muso bello incazzuso? Già, perchè Simone Zaza non esulti come Dio (del calcio) comanda? Su, dai, forza: sorridi di più. Segnare è bello, salvo che non si voglia per forza passare per “strani” e vestire i panni del Balotelli bianco.

 

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someonePrint this page

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *