Icardi talismano, Totti mito e sorpresa ItalBologna

PREMIO TALISMANO – Per fortuna dell’Inter il triplo cambio di De Boer ha risparmiato capitan Maurito. Che nel primo tempo aveva toccato solo 11 volte la palla (meno degli altri 21 titolari, portieri compresi) con una sola conclusione (alta, di testa). Scampato alle epurazioni del tecnico olandese, il capitano nerazzurro ha firmato la pesantissima doppietta da tre punti proprio contro la squadra, il Pescara, cui aveva segnato 4 stagioni fa il suo unico poker in A ai tempi della Sampdoria. E ora é in arrivo l’altra vittima prediletta dell’argentino, quella con la maglia a strisce bianconere (che non é l’Udinese, né il Siena, né l’Ascoli…).

PREMIO MITO ASSOLUTO – Il 27 settembre farà 40 anni. Da più di 23 gioca, illumina e segna per la sua squadra del cuore. Nonostante, ciclicamente, incontri qualche allenatore disposto a pensionarlo in anticipo. Anche contro la Samp l’amuleto Totti ha funzionato. Entra all’inizio del secondo tempo, con la Roma sotto 1-2. Dopo il diluvio spunta il sole. La Roma pareggia (magistrale assist del Capitano per Dzeko) e nell’ultima azione vince: ingenuo penalty di Skriniar su Dzeko, il quasi 40enne si presenta sul dischetto e – come si diceva una volta, “palla da una parte, portiere dall’altra” – segna. A torso nudo sotto la Curva Sud. Per un omaggio che non è solo un autoregalo di compleanno anticipato. Domandina: ma se nella doppia sfida contro il Porto invece che scaldare la panchina 180 minuti fosse entrato in campo?

PREMIO AMARCORD – Neppure il sostegno “virtuale” dei due striscioni degli storici gruppi ultrà del Milan (Brigate Rossonere e soprattutto Fossa dei Leoni) è riuscito a spingere la squadra di Montella alla vittoria. Il tecnico avrà pure dato un impianto di gioco, ma la realtà è che questo Milan ha subito 7 gol in queste prime tre sfide di campionato e si trova a quota 3 soprattutto grazie al combinato disposto dell’errore di Belotti dal dischetto e della parata di Donnarumma al minuto 95 di Milan-Torino. Insomma, in attesa del closing cinese siamo sempre di fronte al Piccolo Milan delle ultime quattro stagioni.

PREMIO RE DEL GOL – Ci sono numeri e numeri. Quelli di Gonzalo Higuain sono stratosferici in campionato, un po’ meno in giro per l’Europa. Le prodezze del Pipita (già tre pepite bianconere in questo avvio di stagioni su un totale di meno di cento minuti in campo) non fanno quasi più notizia. Il recordman della nostra Serie A ha messo insieme tra Liga e campionato italiano la cifra pazzesca di 181 reti in 297 partite. Adesso il re del gol in Italia va alla conquista dell’Europa. Dove in verità i numeri non sono altrettanto lusinghieri: in Champions tra Real Madrid e Napoli, ha collezionato 53 gettoni di presenza segnando soltanto 12 reti. Insomma per lui e la Juventus una duplica missione europea: la Vecchia Signora proverà a ritornare sul tetto d’Europa ventun anni dopo, il suo goleador proverà a vincere la sua prima Champions (con la beffa aggiuntiva che da quando Gonzalo ha lasciato Madrid il Real ne ha vinto due in tre stagioni…).

PREMIO QUE VIVA ESPANA – Nella scorsa stagione aveva segnato il suo primo gol in campionato addirittura a gennaio. Adesso la sua partenza sprint sta aiutando i tifosi partenopei a dimenticare la partenza di Higuain e sta togliendo pressione a Milik. Il suo score delle prime tre stagioni azzurre era preoccupantemente (passateci l’obbrorioso avverbio) decrescente: 15, 11, 6. Adesso – con 4 reti in queste prime tre giornate – Josè Maria può puntare al suo record personale. E aiutare il Napoli a vivere un’altra stagione da protagonista. Magari anche in Champions League.

PREMIO MADE IN ITALY – Tutti a parlare dell’ItalSassuolo. Pochi invece si sono accorti dell’exploit tricolore del Bologna di Roby Donadoni. Che in classifica ha 6 punti tutti arrivati grazie a gol italianissimi: l’uno-due di Verdi e Di Francesco contro il Cagliari, l’1-0 a firma Destro contro il Crotone nella prima giornata.

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