Le prime volte di Suso e Pioli

PREMIO PRIMA VOLTA 1 – Due prime volte per Suso: non aveva mai segnato a San Siro e non aveva mai realizzato una doppietta in maglia rossonera. Ieri si è tolto la doppia soddisfazione anche se allo spagnolo rimane l’amarezza per quel gol di Perisic che ha un po’ offuscato le sue prodezze. Insomma, meglio era andata all’andaluso nel derby genovese: una sua doppietta dopo l’iniziale gol di Pavoletti aveva fruttato il 3-0 al Genoa nella stracittadina dell’8 maggio scorso.

PREMIO PRIMA VOLTA 2 – Esordio assoluto sulla panchina nerazzurra di Pioli, primo gol interista di Candreva e primo gol di Perisic nel derby. Anche in casa, insomma, Inter ci sono prime volte da festeggiare. E un pareggio in “zona Cesarini” in un derby vale quasi quanto una vittoria…

PREMIO FIDUCIA RIPAGATA – Due mesi fa esatti, dopo lo 0-1 interno contro il Palermo, l’Atalanta (3 punti nelle prime 5 giornate) aveva dietro in classifica solo il Crotone. In altre piazze sarebbe sicuramente saltata la panchina e anche chi scrive – lo confessiamo – aveva fatto un paio di ragionamenti del tipo: Gasperini ogni volta che mette il naso fuori da Genova fa dei disastri, come successo a Milano sponda Inter e a Palermo… Ebbene: 7 vittorie e un pareggio, 22 punti nelle ultime 8 giornate hanno completamente cancellato i cattivi pensieri. Questa Atalanta è la vera rivelazione del campionato. Onore al merito al presidente Percassi per la fiducia (ampiamente ripagata) concessa a Gasperini in tempi non sospetti…

PREMIO COOPERATIVA DEL GOL – A secco Ciro Immobile e Keita Balde, nel 3-1 della Lazio contro il Genoa dopo la splendida rete di Felipe Anderson (seconda stagionale) hanno firmato i primi gol in questo torneo il capitano Biglia su rigore e il difensore Wallace. Così il totale dei marcatori laziali sale a 13: una vera e propria cooperativa che esalta ancor di più l’ottimo lavoro di Simone Inzaghi.

PREMIO CENTENARIO – Nell’incredibile rimonta della Samp da 0-2 a 3-2 contro il Sassuolo la prima pietra l’ha messa Fabio Quagliarella. Firmando la rete della riscossa che per lui è anche la 100esima in Serie A. Complimenti a Quaglia-gol e una curiosità: ai tempi del suo primo gol in A (21 dicembre 2005, Ascoli-Treviso 1-0) l’allenatore è sempre lo stesso: Marco Giampaolo. Che in verità ad Ascoli – non avendo ancora ottenuto il patentino di prima categoria – era affiancato da Massimo Silva.

PREMIO MISTER CONFUSIONE – Giovanni Galeone, maestro di calcio e nello specifico maestro di Allegri, ha rilasciato sabato una interessante intervista al bravissimo Emanuele Gamba di Repubblica. Forse tradito dai vari ritorni a Pescara (dove è stato ben quattro volte), il tecnico napoletano di nascita ma friulano di adozione fa un po’ di confusione quando afferma: “Vincemmo la B e poi centrammo l’unica salvezza nella storia di Pescara. Mai allenato gente così forte: Allegri, Pagano, Bivi, Massara e due difensori, Dicara e Righetti, migliori di chiunque giochi oggi.” In verità l’unica salvezza del Pescara in A è sì roba di Galeone ma risale al 1987-88, quando non c’erano Allegri, Bivi, Massara e neppure Dicara. C’erano – con Pagano e Righetti – campioni del calibro di Junior e Sliskovic. Nel 1992-93 invece, con Allegri, Bivi e Massara in attacco, Galeone fu esonerato alla 24esima giornata e il Pescara a fine campionato retrocesse classificandosi addirittura all’ultimo posto.

PREMIO ATTACCO ATOMICO – D’accordo, Higuain fin qui non ha incantato, gli infortuni di Dybala e Pjaça stanno penalizzando l’attacco della Juve, Roma e Torino hanno segnato di più (rispettivamente 30 e 29 reti). Ma i numeri offensivi bianconeri, almeno in campionato, sono lusinghieri soprattutto se paragonati a quelli della scorsa stagione. Con quella famosa partenza ad handicap, la Juve dopo 13 giornate aveva realizzato l’anno scorso solo 17 gol. Adesso – con i tre rifilati al malcapitato Pescara – siamo già a quota 28.

PREMIO TOH CHI SI RIVEDE – Più di 7 mesi, 223 giorni in totale, 17 giornate: i numeri del digiuno di Lorenzo Insigne sono stati spazzati via dalla sua doppietta a Udine in versione “falso nueve”: adesso il talentuoso fantasista napoletano deve ritrovare la via del gol anche in Europa. In Champions ha segnato solo due gol in 12 presenze ma l’ultimo è vecchio di tre anni: lo segnò a Dortmund nella sconfitta per 3-1 contro il Borussia che in pratica decise la clamorosa e ingiusta eliminazione di un Napoli capace di fare 12 punti nelle sei sfide della fase a gironi in un “gruppo della morte” con Borussia appunto, Arsenal e Olympique Marsiglia.

 

 

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