Inter, ok la strada è giusta

PREMIO SINDROME RIPRESA – I tre punti contro la Fiorentina indicano una ripresa dell’Inter: primo successo della gestione Pioli, balzo all’ottavo posto che non sarà l’obiettivo della stagione ma che vuol comunque dire stare nell’ipotetica parte sinistra della classifica. Di sinistro, in questo momento nerazzurro, c’è sempre e comunque la gestione dei secondi tempi. In Israele l’Inter aveva giocato uno splendido primo tempo per poi naufragare nella ripresa con conseguente eliminazione dall’Europa League. Contro la Viola la squadra di Pioli ha giocato da 7 i primi 45 minuti e da 5 stiracchiato la ripresa. Insomma, dalle parte della Pinetina c’è ancora molto da lavorare. Ma la strada indicata da Pioli sembra proprio quella giusta.

PREMIO RINUNCIA – Il tiro di collo destro di Callejon che si stampa sul palo a trenta secondi dal fischio finale certifica la rinuncia definitiva del Napoli al sogno scudetto. Otto punti di distacco dalla Juventus con altre quattro squadre davanti dicono questo. Certo, Higuain non c’è più e Milik non è ancora tornato. Però non può spiegarsi tutto con l’assenza del centravanti-centravanti. Sarri, che è un maestro di tattica, deve ad esempio spiegare il cattivo funzionamento dei sincronismi difensivi. Non si può e non si deve, in parole povere, incassare un gol come quello di Defrel che è valso al Sassuolo l’1-1. E’ il maestro in confusione o gli allievi troppo disattenti? Insomma, in vista delle sfide di venerdì a San Siro in casa Inter e soprattutto di quella decisiva di martedì allo stadio Da Luz di Lisbona contro il Benfica, si deve provare a far meglio anche in fase difensiva…

PREMIO SINCERITA’ – Colonna sonora a scelta: Arisa o Cocciante per noi pari sono. Le dichiarazioni più sincere del weekend della 14esima giornata sono firmate Max Allegri & Edin Dzeko. Il tecnico bianconero incrociando Mazzoleni a proposito del clamoroso penalty negato a Mandzukic per fallo di Ocampos a fine prime tempo pare gli abbia detto: “arbitro, il rigore era netto però ha fatto bene a non fischiarcelo, per come stavamo giocando non ce lo meritavamo.” Più ufficiale la dichiarazione – rilasciata ai microfoni di Premium Sport – di Dzeko nel post Roma-Pescara dopo la sua doppietta: “il derby? Se giochiamo così non lo vinciamo di sicuro.”

PREMIO FIESTA COMPLETA – Che domenica, domenica 27 novembre 2016. Una data da ricordare per la famiglia calcistica Simeone. L’Atletico di papà Diego vince 3-0 a Pamplona contro l’Osasuna e si gode il solitario quarto posto. Il Genoa di Giovanni Paolo batte 3-1 la Juventus e il Cholito esalta Marassi con la sua doppietta. La Reserva (paragonabile alla nostra Primavera) del River Plate vince 2-1 contro l’Huracan grazie a un gol di Gianluca Simeone (come Giovanni lui pure attaccante, classe ’98). Un fantastico tris sull’asse Italia-Spagna-Argentina. Le tre patrie calcistiche del Cholo, sbarcato in Italia (a Pisa) poche settimane dopo i Mondiali ’90 per fare la storia. Prima in campo e poi in panchina.

PREMIO TACCO 100 – Marco Sau, classe ’87, sardo di nascita, di cognome e di estrazione calcistica, si è affacciato piuttosto tardi in Serie A, alla soglia dei 25 anni. Con l’amata casacca rossoblù ha festeggiato giusto domenica scorsa la 100esima gara nella massima divisione. Con un gol pesante e da applausi: uno strepitoso colpo di tacco che ha regalato al Cagliari un’importante vittoria contro l’Udinese e al capitano una grande soddisfazione proprio davanti al suo pubblico.

PREMIO OK IL CAMBIO E’ GIUSTO – Bruno Fernandes, il talentuoso centrocampista offensivo portoghese classe ’94, ha segnato a Crotone la sua terza rete stagionale permettendo alla Sampdoria di pareggiare una gara che i blucerchiati avrebbero pure meritato di vincere. Davvero curioso il fatto che tutte e tre le reti stagionali di Fernandes siano arrivate subentrando dalla panchina. A Cagliari gol inutile visto che la Samp aveva perso, a Marassi contro il Palermo un suo tiro da fuori aveva regalato il pari (e salvato la panchina a Giampaolo), a Crotone il gol del bomber dei panchinari ha fruttato un altro punticino.

 

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