Conte-Lippi vs Allegri-Capello

PREMIO PROFUMO D’EUROPA – Senza entusiasmare, soffrendo terribilmente e vincendo in rimonta il Milan tiene la scia della Juve. E lunedì prossimo sfiderà la Roma per la patente di antagonista-doc dei bianconeri in chiave lotta per lo scudetto. A proposito di scudetto, 32 punti dopo 15 giornate in casa Milan non si vedevano dalla stagione 2010-11: allenatore Massimiliano Allegri, allora il Milan – ed era proprio il 4 dicembre 2010, Milan-Brescia 3-0 – di punti ne aveva uno in più, 33. E a fine campionato rossoneri scudettati per la 18esima volta nella loro storia…

PREMIO SLALOM PARALLELO – L’Italcalcio festeggia (dopo il trionfo del Leicester) il primo posto in Premierleague del Chelsea. E tanti tifosi juventini continuano a essere indecisi tra l’amore per il vecchio vate e quello per il condottiero livornese. Sicuramente un tratto accomuna Conte al suo antico maestro Marcello Lippi e Allegri a un altro ex tecnico bianconero, Fabio Capello. Come Lippi, Conte è abituato a ripartire da piazze dove è oggettivamente difficile far peggio. Prese la Juve dopo il disastroso settimo posto della stagione 2010-11; assunse la guida della Nazionale sulle ceneri del Mondiale brasiliano; ha preso il timone del Chelsea dopo che – per la prima volta dopo tanti anni – i Blues erano rimasti fuori dall’Europa. In questo senso assomiglia molto al Lippi delle sue due esperienze juventine (post Trapattoni nel ’95 e post Ancelotti nel 2001), dove vinse lo scudetto al primo colpo. Così come Conte nella primavera 2012. E magari, chissà, tra qualche mese a Londra… A Capello toccò, a inizio anni Novanta, la pesantissima eredità sacchiana al Milan e a metà della prima decade del Nuovo Millennio il pesante fardello lippiano in bianconero. Compiti assolti alla grande. Come successo poi ad Allegri una volta chiusosi il ciclo Ancelotti (con la comunque positiva appendice di Leonardo nel 2009-10) e dopo i tre vittoriosi anni di Conte alla Juve.

PREMIO DERBY DI CENTROCAMPO – Tutti che aspettano che Dzeko faccia 13 (in fatto di gol) o che Perotti firmi il suo primo gol su azione. E invece nel derby romano ecco spuntare i gol dei centrocampisti giallorossi: secondi centri stagionali per Strootman e Nainggolan. Per una Roma che non vinceva un derby con i gol di due centrocampisti dalla stagione 2005-06: 2-0 anche allora, con reti di Taddei e Aquilani.

PREMIO SPRINT – La miniserie di 5 partite utili consecutive, frutto di tre vittorie e due pareggi, frutta alla Sampdoria la parte sinistra della classifica dove si sta una meraviglia. Giusto premio al lavoro di mister Giampaolo e del suo staff (su tutti il vice Francesco Conti, l’assistant coach migliore del calcio italiano). E anche alla felice scelta societaria (più di Osti che del presidente Ferrero, in realtà…) di dar fiducia al tecnico abruzzese nel momento più delicato della stagione: alla vigilia del derby, quando i doriani avevano 8 punti in 8 partite ma soprattutto venivano da una striscia negativa di 6 partite senza vittoria (con 2 punti su 18 a disposizione). Il gol di Muriel e l’autorete di Izzo hanno invertito la tendenza e fatto volare la Samp nelle zone nobili.

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