Quattro scoppole per la Signora…

PREMIO HORROR-JUVE – Nove trasferte, 4 sconfitte: 2-1 a San Siro-Inter, 1-0 a San Siro-Milan, 3-1 a Marassi-Genoa, 2-1 a Firenze. Tanta roba, in senso negativo per una Juve che – in questa stagione – ha già perso per strada un trofeo, quella Supercoppa lasciata a Doha e al Milan. Più che il risultato preoccupa il gioco e l’atteggiamento: nella prima mezzora per larghi tratti tutti gli undici bianconeri in campo erano rintanati nella propria metà campo. Qualcuno ironizza: Juve formato Champions. In realtà quest’anno la dimensione europea fa meglio alla Signora che le gite (italiane) fuori porta…

PREMIO QUALITA’ – Gioca bene e vince con merito. Applausi alla Fiorentina e applausi a Paulo Sousa che Radiomercato dà come prossimo allenatore della Juventus in casodi divorzio bianconero da Allegri. Finora la Viola non aveva entusiasmato. Questo 2-1 rilancia le ambizioni europee di Bernardeschi e compagni e riappacifica la tifoseria con un allenatore da quelle parti mai troppo amato.

PREMIO BUONSENSO – Probabilmente Stefano Pioli non entrerà nella top 10 degli allenatori di tutti i tempi stilata, in rigoroso ordine alfabetico, dalla Fifa. Ci sono due miti della panchina interista (il Mago Helenio Herrera e lo Special One Josè Mourinho) e c’è un tifoso interista che ha poi trionfato sull’altra sponda del Naviglio (Arrigo Sacchi). Di sicuro però Pioli sta conquistando – con la forza del lavoro e della serietà – il cuore dei tifosi nerazzurri. Cinque vittorie consecutive sono una bella soddisfazione. La prova contro il Chievo un grande esempio dell’applicazione in campo delle idee e delle disposizioni tattiche made in Appiano Gentile. E occhio, non stiamo solo facendo un discorso “risultatista”: anche nel primo tempo, chiuso sotto 0-1, l’Inter aveva giocato bene non meritando assolutamente lo svantaggio. Icardi e Perisic, i soliti noti, portano la firma sul ribaltone da tre punti completato poi dal redivivo Eder. Ma la rinascita di Kondogbia e la bella prova di personalità di Gagliardini, nel cuore del gioco, sono tutte farina del sacco parmigiano di Stefano Pioli.

PREMIO COERENZA – Un plauso all’Associazione Club Genoani. Che dopo lo scempio di Cagliari ha deciso di rimborsare il costo del biglietto dello stadio ai tifosi rossoblù presenti in Sardegna, “unici e veri protagonisti della trasferta che dopo essersi sobbarcati ore e ore di viaggio e relativi costi, hanno dovuto essere testimoni dello scempio che si è visto in campo.” Il virgolettato è della medesima ACG e merita un applauso. I toni sono civilissimi, nel resto del comunicato non ci sono volgarità o minacce. Ecco, magari sarebbe bello che la società di Preziosi intervenisse… in sostituzione dell’Associazione Club Genoani. E provvedesse direttamente al risarcimento… Magari chiedendo un obolo anche a giocatori e tecnico…

PREMIO BOMBER A DUE VOLTI – L’esperienza di Edin Dzeko in Italia è simile a un giro sulle montagne russe. Arriva come campione, diventa un bidone dopo la sua prima stagione, ridiventa campione dopo lo scoppiettante girone d’andata e precipita ancora nella polvere soprattutto dopo gli obbrobri tecnici mostrati a Udine. Rigore alle stelle che sta facendo impazzire il web e clamorosa occasione da gol dilapidata per chiudere la partita. Ecco, nello specifico sarebbe bene ricordare che il bosniaco è un buon attaccante (non un campione, non un bidone) che ha dato e può ancora dare molto alla causa giallorossa. Spalletti lo sa e sa sicuramente come gestirlo. L’ambiente romano – con l’etere sempre pronto a esaltare o deprimere – è complicato. Ma Dzeko ha le spalle larghe.

 

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