Pioli? Meglio di Mourinho!

PREMIO RIMPIANTO – Occasione d’oro gettata al vento da un Napoli spento fermato al San Paolo dal Palermo penultimo in classifica. Dai miracoli di Posavec alla paperissima del portierino croato. Passato in pochi secondi dall’altare alla polvere e poi di nuovo assurto sull’altare con parate che hanno salvato l’1-1 rosanero. Un Posavec che peraltro anche all’andata aveva regalato due gol al Napoli, a Callejon e Hamsik.

PREMIO SPECIAL ONE – Pioli? Meglio di Mourinho! Ok, andiamoci piano, l’uomo del Triplete una decina di anni fa ha dato vita a qualcosa di straordinario. Ma il risultato del confronto non deve apparire blasfemo né paradossale. E’ semplicemente “figlio” dei numeri che, come si sa, non sono un’opinione. Alla guida dell’Inter dal 2008 al 2010 Mourinho Josè da Setúbal ha raccolto 166 punti in 76 gare di campionato alla media di 2,18 punti a partita. Finora Pioli Stefano da Parma ne ha messi insieme 25 in 10 incontri alla media tonda tonda di 2,50 a partita. Fatti (anzi, numeri), non parole.

PREMIO IL GAMBERO – Domenica 4 dicembre, dopo la faticosa vittoria nel lunch match contro il Crotone, il Milan cullava sogni di Champions: secondo posto con 32 punti a pari merito con la Roma, 4 in più del terzetto degli inseguitori Napoli, Lazio e Atalanta, ben 11 lunghezze di vantaggio sull’Inter. Poi un bel Natale festeggiato con la Supercoppa di Doha. Meno di due mesi dopo, la situazione di classifica dei rossoneri si è fatta preoccupante, la Coppa Italia è un capitolo chiuso e l’Europa, anche quella piccola dell’Europa League, pare tornata un miraggio. Da quel Milan-Crotone 2-1, 6 partite di campionato, 18 punti in palio e solo 5 portati a casa. Tre sconfitte, due pareggi e una sola vittoria (a due minuti dal gong, contro il Cagliari a San Siro). Il fattore C che tanto aveva aiutato Montella nel girone d’andata è svanito, Donnarumma è un “umano” e pure lui fa errori, Locatelli non è più quello dei gol pesanti contro Sassuolo e Juve ma anche quello della folle espulsione in Coppa Italia a Torino e di palloni malamente e sanguinosamente persi. Bacca è il solito (non pervenuto se non segna; e segna pochino…), Lapadula non è Van Basten (e si sapeva) ma neppure Paloschi e Petagna, tanto per scegliere due virgulti cresciuti nelle giovanili e sbolognati velocemente. Dal lunch match di domenica 4 dicembre a quello (contro la Samp) di domenica 5 febbraio. Per capire se quella del Milan è crisi passeggera o crisi profonda.

PREMIO VENDETTA – Alla guida del Sassuolo – stagione 2007-08 – Massimiliano Allegri ha trascorso una stagione indimenticabile. Storica promozione in B per i neroverdi e doppio salto per il mister livornese dalla C1 (allora si chiamava così) alla sua prima panchina in A, a Cagliari. Quando lo allenava Allegri, il Sassuolo non giocava ancora a Reggio Emilia ma nel piccolo stadio “Enzo Ricci”. E il tecnico bianconero prima dello 0-2 di ieri non aveva mai vinto al Mapei Stadium con un bilancio terrificante: sconfitta 4-3 nel gennaio 2014 alla guida del Milan con conseguente licenziamento; poi sulla panchina della Juventus 1-1 nel 2014-15 e 1-0 con punizione vincente di Sansone nello scorso torneo. Higuain e Khedira hanno servito la vendetta sul piatto dell’allenatore juventino. E pazienza se Dybala, al momento del cambio, non gli ha dato la mano. Allegri, siamo certi, se ne farà una ragione…

PREMIO LANTERNA MAGICA – Il 2017 era iniziato davvero male per le due genovesi. Fatte fuori da Lazio (Genoa) e Roma (Sampdoria) in Coppa Italia e mai vittoriose in campionato. Sei partite: 2 pareggi (casalinghi e deludenti, il Genoa contro il Crotone e la Samp contro l’Empoli) e ben 4 sconfitte. Ieri il grande riscatto contro due squadre in ottima salute. Il Doria rifila ai giallorossi i primi gol dell’anno nuovo interrompendo la striscia di 4 vittorie consecutive degli Spalletti’s boys. Il Genoa coglie un 3-3 al Franchi con qualche “aiutino” ma con la costanza di chi non molla mai. E la Lanterna ricomincia a brillare.

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