Montella, torna… in campo!

PREMIO SALSA VINCENTE – Ci si aspettava una sfida a ritmo di tango, a deciderla è stata la salsa colombiana. Spettacolare il gol di Cuadrado che decide un bel derby d’Italia che la Juve merita di vincere tanto quanto l’Inter avrebbe meritato di pareggiare. Poco tango, almeno quello con il numero 9: sufficiente Higuain, insufficiente – anche per le poche palle giocabili – Icardi. Ma a tenere alta la bandiera “albiceleste” sotto gli occhi del ct Edgardo Bauza ci pensa la Joya Paulo Dybala con due prelibatezze per palati fini. Nel primo tempo, sullo 0-0, da applausi la sforbiciata parata d’istinto da Handanovic e soprattutto il tiro a giro che scheggia l’incrocio dei pali. La striscia di vittorie bianconere allo Juventus Stadium si allunga a 28, la serie di successi in campionato dell’Inter si ferma a 7. Ma gli applausi questa volta sono per tutti. Anche per un Rizzoli che – al di là del burrascoso finale – ha sbagliato davvero poco.

PREMIO AEROPLANINO-2 IL RITORNO – Diciamo la verità: di due centravanti Carlos Bacca e Gianluca Lapadula forse ne fanno… mezzo. Avulso dal gioco e abulico il colombiano; estremamente limitato (la corsa e l’impegno nel calcio non bastano…) il torinese di madre peruviana. In totale hanno segnato 12 gol (8 Bacca e 4 Lapadula) ma senza mai dare l’impressione di poter giocare degnamente in quel posto che fu di Van Basten, Weah, Bierhoff, Shevchenko e Inzaghi. Ma anche il Torres rossonero – al confronto di questi due – è un fenomeno. Orbene: Vincenzo Montella, classe ’74, dà l’idea di essere ancora fisicamente in forma. Perché non prova una volta a fare il player-manager? Peggio di sicuro non farebbe. E ancora, tornando vagamente seri: siam sicuri che il 19enne Patrick Cutrone, centravanti della Primavera, farebbe peggio del Bacca attuale e di Lapadula?

PREMIO MISTER DA APPLAUSI – Proprio quando cominciava a salire il mugugno genovese colorato di blucerchiato, Marco Giampaolo ha smentito tutti: critica, tifosi e un presidente Ferrero che sarà pure simpatico ma non dà l’impressione di essere un grande intenditore di calcio. Due scalpi eccellenti: Roma a Marassi e Milan a San Siro. Sei punti pesanti per allungare sul Genoa (adesso a -5) e svoltare nella parte sinistra, quella nobile, della classifica. Giampaolo è un grande allenatore coadiuvato dal “numero uno dei numeri due”, quel Francesco Conti cresciuto all’ombra di Delneri e appunto – secondo la nostra opinione – il miglior “secondo” del campionato. Applausi alla Samp dunque. E ai suoi tanti giovani stranieri portati in blucerchiato dalla premiata coppia Osti & Pradè.

PREMIO TESTINA D’ORO – C’erano una volta i Bierhoff e i Vieri. I Toni e i Batistuta. I Serena e gli Altobelli. E prima ancora i Pruzzo e i Graziani. Prima della guerra un uruguaiano, Hector Puricelli, si era guadagnato il soprannome di Testina d’oro per la grande abilità nel gioco aereo. La Testina d’oro 2017 va a Marco Parolo, che di mestiere non fa l’attaccante ma che a Pescara ha festeggiato la sua prima (e forse unica…) quaterna. Con ben tre gol segnati di testa. Una prodezza davvero straordinaria che merita applausi a scena aperta. Con l’appendice di una tirata d’orecchi alla iper distratta difesa del Pescara…

PREMIO I 4 TENORI – Da una goleada all’altra. Dal 2-6 dell’Adriatico all’1-7 del Dall’Ara. Con il doppio hat trick (tripletta, per parlare come si mangia…) di Hamsik e Mertens e il gol di Lorenzino Insigne. Non ha segnato, anzi, si è guadagnato un cartellino rosso dopo aver provocato pure un calcio di rigore, Josè Maria Callejon che comunque aveva dato il via alla goleada con lo splendido assist per il colpo di testa in tuffo di capitan Marek. In quattro hanno segnato 40 gol, tutti e quattro possono ambire a ritoccare i loro record personali in fatto di segnature in campionato. Un ulteriore stimolo per provare a rincorrere la Juve capolista.

 

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