Belotti mette Toni nel mirino

PREMIO FACCIO TUTTO IO – Leonardo Bonucci, reduce da giorni burrascosi per il suo rapporto con il tecnico Allegri, firma nel bene e nel male il pareggio di Udine, il primo della Juventus dopo 26 giornate di vittorie (22) e sconfitte (4). Duvan Zapata lo brucia nello scatto, resiste al tentativo del 19 juventino di mandarlo fuori giri e impallina con il sinistro Buffon. Poi nel secondo tempo Leo si trasforma in attaccante: ci mette la testa sulla splendida punizione tagliata da Dybala e fissa l’1-1. E poi nel finale salva il pari con un grande intervento difensivo in scivolata. Insomma, 90 minuti intensi per Bonucci, nel male e nel bene.

PREMIO SUPERBOMBER – Che il Gallo canti tre volte ormai non è più solo un racconto del Vangelo. Belotti demolisce con la sua tripletta le ambizioni di salvezza della sua vecchia squadra, il Palermo, e adesso – a quota 22 reti – ha nel mirino qualche record prestigioso. Nell Serie A a girone unico solo due giocatori del Toro hanno segnato più gol di lui. Il mitico Valentino Mazzola, capitano del Grande Torino, con 29 reti nel 1946-47 e 25 nel 1947-48. E l’argentino Beniamino Santos, con 27 gol nel torneo 1949-50, il primo post Superga. In termini assoluti – ancora un po’ lontano il record assoluto di 36 centri stabilito l’anno scorso da Higuain con la maglia del Napoli – Andrea Belotti potrebbe provare a centrare il primato di gol di un italiano: 31, detenuto in coabitazione da Luca Toni (Fiorentina 2005-06) e dai compianti Felice Borel (Juventus 1933-34) e Giuseppe Meazza (Ambrosiana-Inter 1929-30) quando però la Serie A era a 18 squadre.

PREMIO VITTORIA A TRE TESTE – Perisic con la sua doppietta, Banega con l’assist al bacio per il gol dello 0-1 del croato e la splendida punizione dello 0-2, Icardi con il rigore che gli fa finire il digiuno esterno e con un assist e mezzo (per le reti di Perisic e Gagliardini). Tre punti con tre grandi protagonisti insomma per l’Inter di Pioli in quel di Cagliari. Un’Inter che mantiene così il Milan alle sue spalle e tiene nel mirino, a 6 punti, quel terzo posto che vale la Champions nella prossima stagione.

PREMIO ALZATI E SEGNA – Nella Genova rossoblucerchiata ormai sta diventando un’abitudine: cambio e il sostituto la butta dentro. In questo senso lo specialista è senz’altro il ceco Patrik Schick, classe ’96: ha segnato fin qui 7 gol in campionato di cui ben 6 da subentrante. Ultimo esempio, sabato scorso quando il mancino ha messo il sigillo finale alla sfida tra Sampdoria e Pescara chiudendola sul 3-1. Anche nel Genoa, da quando Mandorlini ha sostituito Juric in panchina, i cambi sono diventati vincenti sempre sotto il segno di Oliver Ntcham. Contro il Bologna il centrocampista francese classe ’96 aveva segnato nelle battute finali il gol dell’1-1. A Empoli ha aperto le marcature con un gran destro da fuori nella partita vinta 2-0 dal Grifone. Due gol peraltro splendidi. Come le intuizioni, in panca, di mister Mandorlini.

 

 

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