Juve, sveglia i tuoi (euro)bomber!

PREMIO EUROGOL – Negli anni Settanta si definivano così i grandi gol, figli delle tre coppe europee. Adesso sono, gli eurogol, quei gol pesanti dei suoi grandi cannonieri che la Juventus cerca anche in Champions. Occhio ai numeri. Higuain: 197 e 18; Mandzukic 150 e 11; Dybala 43 e 2. La prima cifra indica le reti segnate in A (Liga, Serie A, campionato croato e Bundesliga compresi; escluso il torneo di Primera Division con il River per il Pipita); la seconda indica quelli realizzati in Champions League. Il totale fa 390 contro 31. Uno sbilancio che va raddrizzato per regalare ai bianconeri concrete chances di vittoria anche in Europa. Dove anche nella vittoriosa gara d’andata a Oporto i gol dei tre grandi attaccanti non si sono visti (a segno Pjaça e Dani Alves).

PREMIO GEMELLI DEL ROSARIO – Sono nati entrambi a Rosario. Sono entrambi tifosi del Newell’s Old Boys. Hanno segnato entrambi una tripletta nella gara contro l’Atalanta. Per Mauro Icardi quello di far gol è il suo mestiere. Ever Banega invece è specializzato in assist e una tripletta non l’aveva mai segnata in vita sua. Diciamo che sono comunque gol significativi sul piano personale e non solo per le speranze di rincorsa Champions dei nerazzurri. Icardi non ha mai segnato così tanto nella sua carriera (20 in 26 partite, media 0,77 a partita) e ha nel mirino il suo primato (22 centri) che nel 2014-15 gli valse il titolo di capocannoniere a pari merito con Toni. Banega raggiunge quota 6 ed è già il suo record: quello precedente, con 5 reti, lo aveva stabilito nella scorsa stagione con il Siviglia.

PREMIO LANTERNA BLUCERCHIATA – Luis Muriel ha illuminato per due volte la Genova blucerchiata. Un gol all’andata, nella sfida vinta 2-1(dopo, il momentaneo pareggio di Rigoni e lo sciagurato autogol di Izzo), e un gol – decisivo – al ritorno. Entrambi sotto la gradinata Sud, il feudo del tifo sampdoriano. Due derby su due in Serie A la Samp non li vinceva dal torneo 1959-60: 2-1 all’andata (reti di Mora, Abbadie per il Genoa e Ockwirck; 3-0 al ritorno, gol di Mora e doppietta di Nacka Skoglund). Insomma, il colombiano entra a gran diritto nella storia della Sampdoria. Intanto con il decimo gol ha toccato la doppia cifra, cosa che in carriera gli era successa solo una volta: quattro stagioni fa con l’Udinese, quando firmò 11 reti. Insomma, il record personale è proprio lì dietro l’angolo…

PREMIO PANCHINE ACERBE – Negli anni Ottanta e Novanta le intuizioni del presidente Silvio Berlusconi avevano fatto grande il Milan e più in generale il calcio italiano. Per nove anni sulla panchina rossonera si erano seduti Arrigo Sacchi (al suo esordio in A) e Fabio Capello (pure lui lanciato in A al posto di Liedholm da Berlusconi). Poi la felice parentesi Zaccheroni, la splendida e lunga storia d’amore con Carletto Ancelotti (due Champions in dote, tra gli altri trofei…) e la scelta di Allegri (cui si deve l’ultimo scudetto, quello del 2011). Da Allegri in poi – prima di arrivare al positivo Montella – la Real Casa Rossonera non ne ha più imbroccata una. Spacciando esordienti allo sbaraglio come grandi potenziali allenatori. Da Seedorf, di cui si sono perse le tracce, a un Pippo Inzaghi che ha dovuto umilmente ripartire dalla terza serie e che sta riportando in Serie B il Venezia, una sorta di Juve della Lega Pro in quanto a organizzazione e struttura societaria. E’ di queste ore l’esonero di Cristian Brocchi considerato un anno fa – più o meno di questi tempi – come il nuovo genio della panchina. Con il Brescia a un passo dalla retrocessione, Brocchi è stato esonerato e sostituito da Gigi Cagni (largo ai giovani!). A fine stagione aveva preso il posto tra mille strombazzamenti di Mihajlovic, che non aveva legato con il Presidente. Giusto in tempo per perderle quasi tutte compresa la finale di Coppa Italia.

PREMIO VAR SI’ O VAR NO – L’ennesima polemica giornata di campionato ha riproposto il dibattito sulla prossima introduzione del Var, video assistance referee, che dovrebbe (dovrebbe…) aiutare gli arbitri a dirimere i casi più controversi a partita in corso. Ecco, azionando il Var si scoprirebbe che il gol annullato a Nestorovski sullo 0-0 di Palermo-Roma era regolare (non c’è infatti il tocco di Alesaami e dunque il macedone era partito in posizione regolare sul lancio). Meno certezze invece il Var avrebbe dato sul tocco di mani di De Sciglio in Juve-Milan: era rigore? Sì, no, boh… Insomma, non illudiamoci. Anzi esultiamo: le discussioni del lunedì al bar sport proseguiranno come e più di prima.

 

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