Inter, troppe pippe e un Inzaghi da applausi

PREMIO BOLLICINE – Sempre un piacere vedere giocare il Napoli. Schemi offensivi spettacolari (e non è un caso che siano ben quattro i giocatori in doppia cifra), stagione comunque da applausi nonostante le eliminazioni in Champions e Coppa Italia. Adesso l’obiettivo è il secondo posto, la Champions diretta. E il Napoli – in tutta onestà – la meriterebbe.

PREMIO PIPPONI D’ORO – Due punti in sei partite, dunque su 18 disponibili. Ovvio che Stefano Pioli sia alla sbarra, sul banco degli imputati. Anche se le attenuanti non gli mancano. In primis, l’eccessiva sopravvalutazione della rosa nerazzurra. Che Nagatomo non sia presentabile non si scopre certo dall’errore che ha provocato il gol del Napoli. Che Banega e Joao Mario messi insieme non facciano un trequartista è ormai un fatto assodato. Insomma, parta pure il nuovo casting per l’allenatore dell’Inter 2017-18. Ma parta anche e soprattutto la caccia a giocatori davvero di qualità.

PREMIO POSSESSO PORTAIELLA – Nelle gare del pomeriggio incuriosiscono i dati sul possesso palla di Empoli, Udinese e Fiorentina: nettamente superiori a quelli di Sassuolo, Bologna e Palermo. Eppure le due formazioni toscane e quella friulana hanno perso con due o più gol di scarto. Incredibile poi lo score della sfida del Barbera: la Fiorentina di Paulo Sousa ha sfiorato il 76 per cento di possesso palla. Risultato negativo (con Palermo vittorioso 2-0) e prestazione imbarazzante tanto che il tecnico portoghese l’ha definita la peggior partita degli ultimi due anni della Fiorentina. Dimostrazione che nel calcio i numeri “all’americana”, tanto significativi appunto negli sport Usa (come football americano, baseball e basket), applicati al calcio lasciano davvero il tempo che trovano.

PREMIO POLVERI BAGNATE – Hanno portato davvero iella le paginate della scorsa settimana dedicate alla entusiasmante lotta per la classifica cannonieri con 6 giocatori a quota 20 e passa gol a contendersi il titolo. Nel dettaglio del lungo fine settimana di Serie A: Higuain a secco venerdì sera, Belotti in bianco sabato, Immobile ko alla vigilia del derby, Dzeko inguardabile. E nel posticipo al palo anche Icardi e Mertens

PREMIO OK IL MISTER E’ GIUSTO – Finalista di Coppa Italia (con Roma eliminata in semifinale), quarto in campionato, vincitore di un derby in campionato dopo 4 sconfitte di fila e 8 partite a secco (5 successi Roma e 3 pareggi). Simone Inzaghi – quarta scelta per la Lazio 2016-17 dopo i quasi accordi del presidente Claudio Lotito con Jorge Sampaoli, Cesare Prandelli e Marcelo Bielsa – sta completando una stagione da applausi. Per lui derby stravinto con il forfait all’ultimo momento di Ciro Immobile e almeno due scandalose decisioni arbitrali di Orsato (il rigore negato a Lukaku e quello regalato a Strootman). Ma se è vero che un allenatore non si deve giudicare solo dai risultati, per noi valga questo ricordo: campionato scorso, 35esima giornata, Sampdoria-Lazio. La Lazio gioca una partita eccellente, merita di vincere e invece perde 2-1 dopo essere andata in vantaggio (e con Candreva che sull’1-1 poi sbaglia un rigore). Ecco, in quel pomeriggio del 24 aprile 2016, nel nostro piccolo, avevamo capito che Simone Inzaghi aveva la stoffa per diventare un allenatore importante.

 

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someonePrint this page

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *