Nostalgia Milan, confusione Inter: Cina, poca roba…

PREMIO GRANDE BELLEZZA – Quando la Roma gioca come a San Siro contro il Milan non bastano gli applausi. Ci prende un po’ di rabbia per l’idea di come sarebbe potuto essere più avvincente il campionato con una Roma più continua. Comunque facciamo i complimenti a Edin Dzeko: 37 gol stagionali, capocannoniere del torneo con 27. Mai così bomber in carriera.

PREMIO NOSTALGIA – Virdis,Van Basten, Papin, Weah, Bierhoff, Inzaghi, Shevchenko, Gilardino, Pato. Mettiamoci magari anche Borriello. Un festival di campioni e (più o meno) grandi giocatori si sono alternati nel cuore dell’attacco milanista negli ultimi trent’anni. Ecco, che il/i centravanti del Milan di oggi siano Gianluca Lapadula e Carlos Bacca, beh è proprio sintomatico del “mio Dio come siamo caduti in basso…”. D’altronde Lapadula conferma il perché fino a 25 anni abbia praticamente giocato sempre e solo in Serie C. E Bacca (31 gol in due anni in rossonero più 34 in due tornei di Liga al Siviglia) è l’emblema del bomber che vedi solo quando segna. Intanto il nuovo Milan cinese aspetta la prima vittoria: per adesso, 4 partite, 2 miseri punticini con l’alternanza pareggio-sconfitta-pareggio-sconfitta. Verranno tempi migliori. Già. Verranno?

PREMIO CONFUSION – Per chi ha da tempo superato gli “anta” (magari quelli con il 5 davanti…), Confusion rimane una delle canzoni di uno splendido album dellaEletric Light Orchestra, fine anni Settanta. Confusion però è anche la colonna sonora dell’Inter recente, quella che nelle ultime 7 partite è riuscita a raccogliere solo 2 punti sui 21 a disposizione. Pioli in pratica ha dilapidato il suo credito, costruito nelle precedenti partite a suon di gioco e risultati. Tutto d’un tratto, puf… Involuzione nel gioco, punti persi malamente e tesoretto dilapidato. La perdita di credibilità del tecnico che così bene aveva cominciato la sua avventura sulle ceneri olandesi di Frank De Boer si è fatta evidente anche a Marassi. Dove contro un Genoa messo se possibile peggio dei nerazzurri, l’Inter si è sfaldata. E anche il tecnico non ne è uscito benissimo. Togliere Icardi, goleador e capitano della squadra, quando sei chiamato a rimontare non si è rivelata una grande idea. E il rigore fallito da Candreva aumenta i rimpianti per una scelta discutibile. Sempre ricordando – peraltro – che anche Icardi aveva sbagliato contro il Cagliari un rigore “importante”.

PREMIO ZEMANLANDIA – Simone Inzaghi calciatore non ha mai avuto Zeman allenatore. Eppure l’influsso c’è e si vede. Due settimane fa il 6-2 al Palermo, ieri il 7-3 alla Sampdoria. Nella sua storia la Lazio ha vinto due volte lo scudetto (1974 e 2000, con Simone tra i protagonisti), ma mai era riuscita a segnare così tanto. Con 70 reti è ormai a un passo (uno solo…) dal record assoluto stabilito due stagioni fa, con Pioli in panchina: 71 gol che valsero il terzo posto, sprecato poi dalla sconfitta ai preliminari Champions con il Bayer Leverkusen qualche settimana dopo…

PREMIO GOL DA APPLAUSI – La 35esima giornata ha regalato prodezze da applausi. Punizione “alla Platini” proprio sotto gli occhi del francese per Ljajic nel derby torinese. Gol di Verdi e risposta di Pasqual all’incrocio nel divertente Empoli-Bologna. E poi il missile del bulgaro Tonev che tiene accese le speranze salvezza del Crotone. Insomma, alla fine lo spettacolo non manca nella nostra tanto bistrattata Serie A…

 

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