I tre tenori azzurri non steccano mai…

I TRE TENORI NON STECCANO – C’è azzurro e azzurro. Quello nazionale gli ha procurato fin qui più dispiaceri che gioie, quello partenopeo gli ha subito restituito il sorriso. Lorenzino Insigne a 5′ dalla fine ha provato a mettersi in proprio e firmare anche in prima persona la vittoria di Bologna. In ogni caso il 24 ha il merito del cross al bacio per il gol spacca-partita di Callejon. Poi è stata la volta di Mertens, rapace nel rubar palla a Pulgar e letale nel battere Mirante. Quindi Callejon ha servito a Zielinski il cioccolatino dello 0-3. Quei tre là davanti, insomma, continuano ad altissimi livelli. E pazienza se capitan Marek da un po’ di tempo a questa parte gira a vuoto ed è puntualmente richiamato in panchina da Sarri. C’è sempre un mercoledì di Champions alle porte per provare a svoltare…

SPALLETTI L’UOMO IN PIU’ – Non ha incantato, nel primo tempo ha concesso due palle gol a Paloschi. Ma ha vinto con merito. Ancora una volta grazie ai suoi due uomini migliori. Icardi si è scrollato di dosso le amarezze della Seleccion argentina e trasformando il calcio di rigore mantiene con Dybala la leadership nella classifica cannonieri. Perisic, fresco di rinnovo, ha legittimato la vittoria con un gol ad alto tasso spettacolare. Ma l’avvio sprint dei nerazzurri ha soprattutto un nome (Luciano) e uncognome (Spalletti). Maestro di calcio e grande gestore di spogliatoi, il tecnico è l’arma in più di questa Inter 2017-18. Che non avendo impegni europei può dedicare tutte le energie al campionato. Un dettaglio da non trascurare.

MILAN, CHE SCOPPOLA – Prima il diluvio su Roma, poi il diluvio sul Milan. Brusco risveglio per Montella e i suoi, chiamati al primo grande esame stagionale dopo un avvio fatto di tante vittorie ma anche di avversari non esattamente irresistibili (Csi Craiova e Shkendija in Europa League; Crotone e Cagliari in campionato). Insomma, il gioco si fa duro ma i duri rossoneri non cominciano a giocare. E così il duro per eccellenza, Leo Bonucci, è ancora lì in giro con Musacchio a cercare Immobile e SuperGigio Donnarumma, senza macchiarsi di colpe particolari, si china quattro volte in fondo alla porta. Scena da lui vissuta solo due volte in campionato: Milan-Roma 1-4 e Napoli-Milan 4-2, entrambe nella scorsa stagione.

B, COME BRAVO BENATIA – Ok la ritrovata coppia in HD, cioè i gol argentini della premiata coppia Higuain-Dybala. Ma la facile vittoria sul Chievo ha regalato alla Juve una nuova certezza: Benatia è tornato… lui. Si è rivisto cioè quel centrale insuperabile che dopo i tre anni di Udine aveva brillato nella Roma di Garcia per poi prendere il volo destinazione (Bayern) Monaco. Non un granchè la sua prima stagione in bianconero. Al limite della perfezione la sua prova di sabato. In una difesa orfana di Bonucci (fin qui in verità neppure troppo rimpianto…) e con Chiellini e Barzagli spesso e (mal)volentieri in infermeria, la ritrovata vena del franco-marocchino permette ad Allegri di dormire sonni tranquilli, a Howedes di inserirsi con calma negli schemi di gioco e nelle abitudini di vita italiane e a Rugani di riprendere quel percorso di crescita bruscamente interrotto in quello sciagurato pomeriggio di Marassi.

 

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