Juve, frenata che fa rumore. Napoli da applausi

PREMIO RIMONTA – Sembrava tutto scritto dopo una ventina di minuti, dapplausiopo i gol di Bernardeschi e Higuain che avevano messo in discesa la sfida di Bergamo. Poi succede che la Juve si addormenta, l’Atalanta si risveglia, Buffon fa… il Berisha (errore simile al gol dello 0-1 per il 2-1 a firma Caldara futuro juventino…) e Cristante con un’inzuccata degna di un gran centravanti fissa il 2-2. Al di là di errori (Dybala fallisce dal dischetto il possibile 2-3) e polemiche (la Juve protesta per l’attivazione del Var in occasione di un gol annullato a Mandzukic; l’Atalanta risponde che la sbracciata di Lichsteiner su Gomez era da rosso e non da giallo; il Var non giudica benissimo sul tocco di Petagna, spalla e non braccio), la frenata bianconera fa notizia. Ed è la terza volta che la Juve di Allegri subisce una rimonta di due o più gol. Era successo nella scorsa stagione nella semifinale di Coppa Italia contro il Napoli (al San Paolo, da 1-2 a 3-2; rimonta indolore visto che all’andata i bianconeri avevano vinto 3-1) ed era successo a Monaco di Baviera contro il Bayern negli ottavi della Champions 2015-16 (da 0-2 a 2-2 con gol in pieno recupero di Mueller, rimonta tedesca completata nei tempi supplementari per il 4-2 finale con eliminazione bianconera)

PREMIO CALCIOSPETTACOLO – Continuiamo ad aggiornare le incredibili statistiche sulla potenza di fuoco del Napoli di Sarri: 25 gol nelle prime 7 giornate. Sempre a segno almeno tre volte a partita. Un “must” che sulla ruota del Napoli sarriano in campionato si è ripetuto 37 volte su un totale di 83 partite. A dimostrazione che il Napoli di Sarri – da questa giornata capolista solitario – diverte anzitutto lo spettatore neutrale c’è un’altra statistica ineressante: delle 109 partite dirette dal tecnico toscano (napoletano casuale di nascita) tra campionato e coppe solo cinque volte è uscito lo 0-0, il risultato preferito da chi ama… l’anticalcio.

PREMIO CINISMO – Imbattuta e mai così “in quota” dopo 7 giornate come ai tempi di Hector Cuper (2002-03 seconda stagione del tecnico argentino, 19 punti allora come oggi; a fine campionato scudetto alla Juve e Inter seconda). La squadra di Spalletti non incanta ma vince a Benevento senza soffrir troppo. Vince e si scrolla di dosso anche l’Icardi-dipendenza: terza vittoria consecutiva senza la firma del capitano. Insomma, la strada che porta alla Champions è quella giusta. Domenica 15, dopo la sosta azzurra, una bella verifica: il derby.

PREMIO IL TRIS E’ SERVITO – Tre sconfitte in 7 partite. Non esattamente un bilancio trionfale per il nuovo Milan che ambisce a un posto in Champions oggi lontano già 4 punti (che potrebbero diventare 6 in caso di vittoria della Roma a Genova). Eppure tra il 4-1 rimediato all’Olimpico contro la Lazio e il 2-0 incassato a Marassi contro la Samp e lo 0-2 contro la Roma ci sono differenze che possono far sorridere (a denti stretti) i tifosi rossoneri. La squadra di Montella ha giocato per un’ora alla pari con la Roma, ha preso gol nel suo momento migliore e alla fine non ha sfigurato. Eppure, al di là del “gioco delle coppie” in avanti (contro i giallorossi meglio Andrè Silva di Kalinic) il dato che deve far riflettere riguarda la tenuta difensiva. Perché solo due volte in queste prime 7 giornate di campionato il Milan è riuscito a non prendere gol: nella prima a Crotone e a San Siro contro la Spal. E in Europa League – escludendo le improbabili e folcloristiche avversarie nei primi due preliminari – la retroguardia rossonere si è fatta “bucare” sia dall’Austria Vienna che dal Rijeka. Non esattamente il Real o il Barcellona…

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