Tricardi, basta la parola! Chi ha visto Burdisso?

PREMIO PRINCIPE DEL GOL – Sotto gli occhi di Diego Milito, il Principe del Triplete, ecco il triplete da derby di Maurito Icardi, ribattezzato facilmente… Tricardi. Semplicemente stratosferico in una serata da incorniciare. Proprio Milito – nel 4-2 della stagione 2011-12 – era stato l’ultimo triplettista nerazzurro in una stracittadina. L’Inter che mette alle spalle la Juve e nel mirino il Napoli capolista (a proposito, che sabato sera, il prossimo…) deve molto al suo capitano e goleador. Paradossalmente “aiutato” dal forfait di Joao Mario che ha sviluppato ancor di più il gioco sulle fasce: cross dalla destra di Candreva, gol dell’1-0; cross dalla sinistra di Perisic, gol del 2-1. Glaciale dal dischetto.

PREMIO DIFESA GRUVIERA – La terza sconfitta consecutiva del Milan, la quarta in otto partite, con quella zona Champions già a 7 punti, deve far riflettere in casa rossonera. Nonostante il gran bel secondo tempo, la squadra di Montella continua a soffrire in difesa. Sono ben 13 i gol presi in queste prime 8 giornate. Due in più della scorsa stagione (quando non c’era Bonucci), tre in più del 2015-16 (quando non c’erano né Bonucci né Romagnoli). Gli 80 milioni spesi per Romagnoli (fortemente voluto all’epoca da Mihajlovic) e per Bonucci (espressamente richiesto l’estate scorsa da Montella) finora non sono stati un grande investimento…

PREMIO LA VENDETTA DELL’EX – A 34 anni suonati, Cyril Thereau si sta togliendo delle belle soddisfazioni. Liquidato troppo in fretta dall’Udinese, all’ora di pranzo ha consumato la sua vendetta (che, come si sa, è un piatto che si gusta freddo…). Doppietta rifilata a Gigi Delneri e un po’ di ossigeno per la classifica di una Fiorentina che vuole uscire dall’anonimato.

PREMIO CAMBI VINCENTI – Un applauso a Marco Giampaolo: la sua Sampdoria ha una partita in meno, tre punti in più del Milan e quattro rispetto proprio alla Fiorentina. Geniali le intuizioni dei cambi in corsa contro l’Atalanta, magari “concepiti” in coppia con quel Francesco Conti che è il miglior “secondo” del calcio italiano: dentro Caprari e Linetty per Ramirez e Verre. E il Doria, dopo il pari firmato da Zapata, trova le reti del 2-1 e del 3-1 proprio grazie ai nuovi entrati. Come si dice: colpi da maestro (della panchina).

PREMIO CHI L’HA VISTO? – Nico Burdisso ha 36 anni ma ancora un fisico bestiale, tanta esperienza e grandissima personalità. Che dopo 8 giornate, con 13 gol incassati dal Torino (due anche a Crotone), sia ancora a quota zero minuti giocati è davvero un mistero. Che giriamo volentieri a Sinisa Mihajlovic.

 

 

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someonePrint this page

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *