I brutti numeri del Gambero Milan

PREMIO SET… SPUNTATO – Fa impressione vedere una Juve che vince 6-2 (giocando tre quarti di gara peraltro con l’uomo in meno) senza l’apporto nel tabellino marcatori degli attaccanti. Un clamoroso autogol, la rete del ritrovato Rugani, la firma allo scadere di Pjanic e soprattutto la tripletta di Sami Khedira. Che in carriera non aveva mai fatto un tris. E che in bianconero neppure aveva mai segnato una doppietta. Primi centri stagionali per il centrocampista tedesco, spesso bloccato da guai fisici assortiti, che con la Juventus è arrivato a quota 13 (tutti in campionato) e che in carriera aveva firmato solo due marcature multiple, entrambe in Bundesliga, sempre con la maglia dello Stoccarda: nell’ottobre 2006 contro lo Schalke 04 (3-0) e nel dicembre 2008 contro il Bayern Monaco (2-2).

PREMIO IL GAMBERO – Chi ha passato gli anta (meglio, i cinquanta) ricorderà una fortunata trasmissione radiofonica, Il Gambero, condotta da tra gli altri da Enzo Tortora e Franco Nebbia. Il Gambero 2017-18 per ora veste il rossonero. Una campagna acquisti faraonica per avere in sole 9 giornate ben 6 punti in meno rispetto allo scorso campionato. Dal Montella-1 al Montella-2 insomma il bilancio è imbarazzante: oltre al deficit in fatto di punti, il paragone propone 4 gol segnati in meno e 2 incassati in più. E non è un dettaglio che l’anno scorso di questi tempi, alla nona giornata, i rossoneri battevano 1-0 la Juventus portandosi addirittura a due punti dalla vetta. Manuel Locatelli, eroe di quella vittoria targata 22 ottobre 2016, è adesso riserva delle riserve. E il futuro di questo Milan – al di là del “brodino” del pareggio contro il Genoa giocando in inferiorità numerica per più di un’ora – è tutt’altro che roseo…

PREMIO CIRO IL GRANDE – L’ambiziosa Aquila laziale vola sulle ali di Ciro il Grande. Per lui 17 gol stagionali (come il numero che porta sulle spalle: 13 in campionato, 2 in Europa League e 2 in Supercoppa di Lega). Per la cronaca l’anno scorso di questi tempi Dzeko, allora e a fine campionato capocannoniere, ne aveva segnati il 50 per cento in meno (8) e due anni fa Gonzalo Higuain, allora al Napoli, dopo 9 giornate era ancora a quota 7 (a pari merito con Eder) in quella stagione chiusa poi con il record delle 36 reti.

PREMIO TRICOLORE – Clamoroso al Mazza, per parafrasare il radiofonico “clamoroso al Cibali” di una cinquantina di anni fa. Nel nostro calcio così malato di esterofilia, al via di Spal-Sassuolo c’erano 19 italiani su 22: unici stranieri, il finlandese Vaisanen e il brasiliano Felipe tra i ferraresi e il ghanese Duncan tra i neroverdi. Poi i tecnici Semplici e Bucchi hanno provveduto a tre cambi a testa, tutti “nostrani”, e così su 28 calciatori impiegati 25 sono italiani (compreso Alfred Gomis, nato in realtà in Senegal ma con doppia cittadinanza e opzione calcistica per l’azzurro).

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