Il “gol” di Bonucci e la vendetta di Iago

PREMIO PANCHINA BLINDATA – La fatal Sassuolo con Vincenzo Montella non funziona. Da quando è al Milan, contro la squadra che provocò il licenziamento di Allegri quattro anni fa Montella ha vinto tre partite su tre. Due su due al Mapei Stadium. Ieri sera non una prestazione da urlo quella dei rossoneri ma una prova quadrata contro un Sassuolo che sembra comunque la brutta copia di quello targato Di Francesco. Tra l’1-0 di Romagnoli e il raddoppio di Suso uno strepitoso salvataggio di Bonucci “old style”, un intervento in scivolata su Missiroli che vale quanto un gol. Insomma, il Milan che torna a vincere lo fa nel segno dei due difensori più criticati in questi ultimi mesi. Il goleador Romagnoli e il “goleador” Bonucci.

PREMIO SCALATA BIANCONERA – E’ incredibile come la Juve sia riuscita – in una delle sue esibizioni più pallide contro l’avversario sulla carta più malleabile del campionato – a rosicchiare due punti su Napoli e Inter fermati rispettivamente dal Chievo a Verona e dal Torino a San Siro. In attesa del bel gioco Allegri, passato lo spavento per un primo tempo chiuso sullo 0-1, si coccola i gol del ritrovato Higuain e di un Cuadrado ispirato sottoporta come non mai. Il Pipita fa poker andando a segno per la quarta partita consecutiva dopo una rete in Juve-Spal 4-1, la doppietta in Milan-Juve 0-2 e il gol pesantissimo dell’1-1 bianconero a Lisbona contro lo Sporting. Il colombiano ha già segnato 3 gol in questo primo scorcio di stagione, tanti quanti ne aveva realizzati nell’intera annata 2016-17. Sono così 11 in totale i suoi gol “juventini”: di cui 5 decisivi. A partire dalla famosa zampata nel derby d’andata del 2015-16 vinto 2-1 sul Toro, passando – nella scorsa stagione – per Lione-Juve 0-1, Juve-Inter 1-0 e Samp-Juve 0-1. Fino a quello di testa in tuffo segnato al Benevento.

PREMIO VENGANZA – “Venganza” in spagnolo vuol dire “vendetta”. Luogo comune dice essere “un piatto che si gusta freddo”. In realtà Iago Falque la vendetta sportiva “contro” quel Luciano Spalletti che lo aveva “tagliato” a Roma nella primavera 2016 se l’era già goduta tiepida… Nello scorso campionato, 3-1 allo stadio Grande Torino dei granata sulla Roma spallettiana con doppietta firmata IF. A San Siro 1-1 tra Inter e Torino con la Grande Paura nerazzurra per il gol dell’iniziale vantaggio torinista. Siglato, guarda un po’, dall’esterno offensivo spagnolo che ancora evidentemente non ha ancora perdonato Spalletti per averlo fatto fuori dal progetto Roma 2016-17…

PREMIO ROMA DA TRASFERTA – Un anno in trasferta alla stragrande. Dodici vittorie in fila lontano dall’Olimpico, sette sotto la precedente gestione Spallet ti e cinque con Di Francesco in panchina. Era il 29 gennaio quando la Roma cadeva a Marassi in una partita rocambolesca condita da polemiche arbitrali: due volte in vantaggio e due volte raggiunta dalla Sampdoria, capace poi di chiudere e vincere la partita 3-2 grazie a un gol di Muriel. Da quel pomeriggio marassino, 12 trasferte e 12 vittorie. Con la curiosità di quella “partita in meno” che contraddistingue con un asterisco la classifica giallorossa. Una partita in meno, proprio quella di Genova e proprio contro la Sampdoria.

PREMIO NUOVO SARRI – Il calcio è proprio strano: tre anni fa di questi tempi Marco Giampaolo era un disoccupato, neanche tanto di lusso. Si era dimesso nel settembre del 2013 dalla panchina del Brescia rimanendo per un anno fermo. Fino a quando nel novembre 2014 la Cremonese del cavalier Arvedi lo chiamava in Lega Pro al capezzale della squadra grigiorossa in sostituzione di Mario Montorfano. E alla fine di quella stagione 2014-15 il tecnico abruzzese rescindeva il contratto. Per essere poi ingaggiato dall’Empoli tornando in A quattro anni dopo l’ultima negativa esperienza a Cesena (2011-12: 9 partite, zero vittorie, 6 sconfitte). Di lì l’escalation: brillante salvezza a Empoli, tranquillo campionato di centro classifica nella prima stagione alla Samp e, adesso, un torneo in zona Europa. Con la chicca di tre vittorie consecutive nel derby. Tanta roba. Applausi allo staff dirigenziale blucerchiato e allo staff tecnico-tattico che collabora con Giampaolo, in primis a Francesco Conti, storico “secondo” di Gigi Delneri e a nostro avviso il miglior “vice” del calcio italiano. Applausi e un’investitura – quella a erede di Maurizio Sarri – che non pare proprio un’esagerazione…

 

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