Icardi, Giampaolo e Difra: ccco l’oro della Serie A

PREMIO TESTINA D’ORO – Lui il piccolo fastidio al tendine rotuleo del ginocchio lo ha risolto così: segnando due gol di testa… Lui ovviamente è Maurito Icardi, bomber, capitano e bandiera dell’Inter. Un’Inter che corre sulla scia del Napoli capolista, un’Inter mai così Icardi-dipendente: dei 25 gol segnati dai nerazzurri di Spalletti, 13 (più della metà, dunque) portano la firma del 9 argentino.

PREMIO PANCHINA D’ORO – Eusebio Di Francesco era partito tra lo scetticismo di parte della critica in questa sua avventura sulla panchina della Roma. Come se non fossero sufficienti le cinque stagioni alla guida del Sassuolo contraddistinte da una storica promozione e da quattro tranquille salvezze con l’appendice di una strepitosa qualificazione in Europa League. La vittoria nel derby di sabato avrà forse conquistato definitivamente gli ultimi scettici. Di sicuro impressiona che la sua Roma abbia appena un punto (e una partita…) in meno della Juventus campione in carica. Comparando la prima stagione sulla panchina giallorossa, poi, abbiamo scoperto un paio di dati interessanti: dopo 12 partite la Roma targata Di Francesco ha 12 punti in più della prima Roma di Spalletti (e 4 in più di quella dello Spalletti-2 della scorsa stagione), 5 punti in più della prima Roma capelliana e 8 in più della prima Roma griffata Zeman. Solo Rudi Garcia – grazie allo scoppiettante avvio del campionato 2013-14 – aveva dopo 12 partite collezionato più punti: 32 contro 30.

PREMIO MAGHI D’ABRUZZO – Di Francesco è nato a Pescara e proprio a Pescara nel 2010-11 ha allenato per la prima volta nel calcio dei grandi, in Serie B. Sempre in Abruzzo, a pochi chilometri di distanza, è cresciuto l’altro allenatore-rivelazione della stagione, Marco Giampaolo. Nato a Bellinzona, in Svizzera, ma vissuto fin da bambino a Giulianova. Insomma, oltre alla scuola toscana – che esprime il primo della classe Sarri, il plurititolato Allegri e Spalletti – si sta facendo strada nel calcio italiano la scuola abruzzese della panchina. Che aspetta il rilancio di un altro pescarese doc, il campione del mondo Massimo Oddo.

PREMIO GRUVIERA – Anno solare poco fortunato il 2017 per la difesa della Juventus. Per la terza volta in stagione la squadra di Allegri incassa tre gol (prima del 3-2 di Marassi c’erano stati il 3-0 in Champions al Camp Nou e il 3-2 all’Olimpico nella Supercoppa italiana), ma nella seconda parte di quella scorsa – e sempre dunque nel 2017 – altre tre volte la Juve aveva subito tre o più gol: 4-1 dal Real Madrid nell’infausta serata di Cardiff, 3-1 in campionato dalla Roma e 3-2 in Coppa Italia dal Napoli. Sei volte in totale. Troppe per quella che fino a qualche tempo fa era la Difesa – con la d maiuscola – del calcio italiano.

PREMIO DISCHETTI FATALI – Andrea Belotti si procura un calcio di rigore – assegnato grazie all’intervento dal Var dell’arbitro Massa – ma il tiro, debole e centrale, è respinto da Sorrentino. Un momentaccio per il Gallo granata, fresco reduce dall’eliminazione Mondiale e da due mesi a secco di gol. L’ultimo lo aveva segnato il 20 settembre nel successo per 3-2 del Toro a Udine. Poi l’infortunio e una forma ancora lontana da quella che lo aveva visto lo scorso anno grande protagonista con 28 reti tra campionato e coppa

 

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