Il digiuno di Hamsik e il tabù di Dzeko

PREMIO REGINA DI MARASSI – Porta bene Marassi alla Lazio: contro il Genoa vittoria 3-2 a vanificare la doppietta del giovane Pellegri, contro la Sampdoria un 2-1 in rimonta per le reti di Milinkovic-Savic e Caicedo, al primo centro in Serie A. La striscia blucerchiata si ferma così a quota 9 vittorie al Ferraris tra campionato (7, compreso il derby nominalmente giocato in casa Genoa) e Coppa Italia (2).

PREMIO POKERISSIMO SCUDETTO – Ok, il cammino è ancora lungo. Ma l’Inter prima in classifica a parità di partite giocate (la Roma vincendo a Marassi contro la Samp nel recupero sarebbe sempre a -2) fa una certa impressione. Soprattutto se si ripensa agli umori estivi che vedevano Juventus, Napoli e Milan (?!?) partire con i favori del pronostico. Ieri, nel 5-0 rifilato al malcapitato Chievo, un piccolo record: mai quest’anno la squadra di Spalletti aveva segnato più di tre gol. Nella scorsa stagione l’impresa, alla Roma spallettiana, era riuscita ben 13 volte tra campionato e coppe però con un’unica cinquina: il 5-3 ottenuto al Bentegodi sempre sul Chievo di Maran.

PREMIO TUTTO IN UNA NOTTE – Tre vittorie per la Grande Europa, quella della Champions. Il calcio italiano – avvilito per un Mondiale da vedere solo in tv – cerca il triplo visto per la Champions. A dire il vero il Napoli avrà bisogno anche di un “aiutino”: non basterà ai Sarri’s boys vincere a Rotterdam, bisognerà infatti che il City di Guardiola faccia il suo dovere battendo in trasferta lo Shakhtar. Il venerdì di campionato ci ha consegnato una Juve tornata Signora Omicidi e una Roma di nuovo in palla dopo il mezzo incidente marassino contro il Genoa. Proprio il Napoli è la squadra che si presenta a questi ultimi 90 minuti europei con le maggiori incognite: in una stagione che resta fin qui ottima si registrano le prime crepe. Nelle ultime 10 partite tra campionato e Champions sono arrivate tre sconfitte e due pareggi. Nel torneo nostrano, poi, i 4 moschettieri azzurri hanno ritardi pesanti sotto porta: si va dal digiuno “leggero” di Insigne che non segna in campionato da 211 minuti all’astinenza di Hamsik, da due mesi ancora alla ricerca del suo gol 115 (che lo affiancherebbe a Maradona). Insomma, speriamo nel tris con la consapevolezza che non sarà affatto impresa facile…

PREMIO POVERO DIAVOLO – Diavolo d’un Rino… Debutta sulla panchina rossonera ed entra nella storia per il pareggio che consegna – al quindicesimo tentativo – il primo punto alla matricola Benevento. Certo il 2-2 non è colpa di Gattuso, forse però sull’atteggiamento del Milan nell’ultimo quarto d’ora, dopo l’espulsione di Romagnoli, si dovrebbe fare più di una riflessione. Va bene l’inferiorità numerica, va bene difendere il risultato ma il non esser riusciti a creare mezza palla gol per chiudere la partita si è rivelata una colpa mortale.

PREMIO TESTINA D’ORO – Lo scherzetto da due punti a Gattuso lo ha giocato Alberto Brignoli, portiere classe ’91, bergamasco di nascita e juventino di cartellino, in prestito al Benevento dove nelle ultime settimane ha scalzato Belec tra i pali della squadra sannita. Prima di questa storica domenica 3 dicembre e del 2-2 tra Benevento e Milan, i precedenti di gol del portiere su azione nel campionato italiano erano stati due: 1 aprile 2001 (data ideale per uno scherzetto…) Reggina-Udinese 1-1 con corner di Mamede e zuccata di Massimo Taibi per il pareggio calabrese a tre minuti dalla fine (con Spalletti sulla panchina friulana) e 23 febbraio 1992 Atalanta-Cremonese 1-1 con punizione mancina di Chiorri e colpo di testa di Michelangelo Rampulla per il pari grigiorosso.

PREMIO VOGLIA DI CHAMPIONS – Il risveglio di Edin Dzeko fa ben sperare i tifosi giallorossi. La Roma se batte il Qarabag in casa va diretta agli ottavi di Champions, accada quel he accada tra Atletico Madrid e Chelsea. Il 9 bosniaco che finalmente ha interrotto il suo digiuno in campionato (due mesi a secco per un totale di 667 minuti dal gol in Milan-Roma 0-2 a quello di venerdì sera contro la Spal) deve adesso battere il tabù Olimpico-Champions. In 7 partite casalinghe di Champions League, compreso il preliminare contro il Porto della scorsa stagione, solo una volta è andato a segno: contro il Bayer Leverkusen, vittoria per 3-2.

 

 

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