L’azzurro per Sorrentino e le amnesie di Moggi

PREMIO RINGHIO ROSSONERO – Per Rino Gattuso, buona la terza. Dopo il rocambolesco pareggio di Benevento e l’umiliante (anche se ininfluente) sconfitta di Fiume ecco tre punti al freddo e al gelo contro il Bologna. Esordio a San Siro da allenatore e prima vittoria: bingo, per Ringhio. Tutto nel segno di Jack Bonaventura, una costante del Milan gattusiano visto che ha messo la firma su tutti i 4 gol della nuova era rossonera. A Benevento gol e assist per il colpo di testa di Kalinic, contro il Bologna gol nel primo tempo e raddoppio nel secondo, di testa, da centravanti vero. E visto il rendimento dei tre centravanti di ruolo Kalinic, Cutrone e Andrè Silva le prodezze del marchigiano sono oro, l’unico che luccica in questa deludente stagione milanista.

PREMIO SARACINESCA – Stefano Sorrentino è un classe ’79. Figlio d’arte (papà Roberto fu buon portiere negli anni Settanta e Ottanta anche in A con il Catania), in carriera ha avuto meno di quanto avrebbe meritato. Cresciuto nella Juve e ripudiato dalle giovanili bianconere, trovò poi nel Toro l’approdo naturale debuttando in B con Mondonico e in A con Camolese. Solo a 24 anni è diventato titolare e da allora la sua è stata una traiettoria in ascensore con due importanti esperienze all’estero (due anni all’Aek Atene dal 2005 al 2007 e una stagione nella Liga con il Recreativo Huelva nel 2007-08) e dieci anni da protagonista tra Verona (Chievo) e Palermo. Contro la Roma è stato il migliore in campo. Stride che nel suo palmares non figuri neppure lo straccio di una presenza in azzurro. Dodici i portieri che si sono avvicendati tra i pali della Nazionale da quando Stefano si è affacciato nel calcio dei prof: dal mito Buffon ad altri (De Sanctis, Roma e Viviano per fare qualche nome…) di sicuro non superiori a lui. Un premio alla carriera con una presenza “ad honorem” Sorrentino lo meriterebbe tutto. Giriamo la proposta a chi (Gigi Di Biagio?) in primavera siederà ad interim sulla panchina della Nazionale.

PREMIO FOSFORO – Una bella cura di pesce aiuterebbe don Luciano Moggi a ricordare meglio certi episodi. Libero, il quotidiano per cui cura una interessante rubrica, ha dedicato un’intervista su due pagine all’ex dg bianconero. Che a un certo punto afferma che “Juve e Inter non avrebbero neanche dovuto giocare” la famosa partita della primavera ’98, quella arbitrata da Ceccarini, perché “l’Inter doveva essere stata retrocessa per il passaporto falso di Recoba”. Facciamo un po’ d’ordine: la vicenda del passaporto falso di Recoba esplode nella primavera del 2001, nel campionato 1997-98 Recoba giocava regolarmente da extra-comunitario.

PREMIO FISCHIETTO D’ORO – Nel brutto 0-0 dell’Allianz Stadium tra Juventus e Inter il migliore è stato… l’arbitro. Un bell’8 pieno per Paolo Valeri che non ha praticamente sbagliato nulla. E che ha avuto finalmente il coraggio di ammonire per proteste Higuain. Il quale – ogniqualvolta gli viene fischiato un fuorigioco – manda platealmente a stendere (eufemismo) arbitro e guardalinee anche quando l’offside è evidentissimo. Un atteggiamento indisponente perdonato però dalla stragrande maggioranza degli arbitri fors’anche perché il cognome e la maglietta pesano parecchio.

PREMIO FACCIA DI BRONZO – Tornando a Juve-Inter, hanno una bella faccia di bronzo i nostri presidenti quando pretendono cifre iperboliche per i diritti tv, soprattutto per vendere il prodotto all’estero. Immedesimandoci nel telespettatore che da Bratislava o da Tallinn possa aver assistito all’obbrobrio in onda sabato sera, una domanda sorge spontanea: ma se questo è lo spettacolo offerto dalle prime due della classe della Serie A, per la partita tra ultima e penultima come la mettiamo?…

PREMIO VACANZE OBBLIGATE – Chissà se al povero Emiliano Viviano piacciono le spiagge della Sardegna. Di sicuro devono piacergli più dei due stadi di Cagliari: la Sardegna Arena oggi e il vecchio Sant’Elia ieri. Sabato la topica che ha propiziato il gollonzo di Farias, utile al recupero dei rossoblù che erano sotto di due gol e che hanno poi agguantato il pari con Pavoletti. Nello scorso campionato la sciagurata e fantozziana uscita che provocò il gol vittoria di Melchiorri a due minuti dalla fine e due minuti dopo il momentaneo pareggio di Bruno Fernandes. Molti tifosi della Samp invocano il ritorno tra i pali del “secondo”, Puggioni, per un Viviano evidentemente non ancora in palla dopo l’ultimo grave infortunio. Intanto la Samp ha cambiato il preparatore dei portieri: via Andrea Sardini (passato alla storia per avere incassato quando era alla Reggiana il primo gol in A di Alessandro Del Piero), al suo posto Gigi Turci, per tre stagioni a difesa della porta doriana.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *