Paulo piedi d’oro e un applauso a Caceres

PREMIO PIEDI D’ORO – Quando sembrava in difficoltà, raggiunta dal Verona sul punteggio e in affanno contro un’Hellas che pareva addirittura cercare il colpaccio, ecco i colpi del campione. Doppietta con il suo piede “sbagliato”, il destro, e con scarpette d’oro nuove di zecca, marca “tre strisce”, al posto di quegli anonimi scarpini neri no logo per beghe (evidentemente adesso risolte) con lo sponsor. La Joya, il Gioiello della Juve in giallo, chiude l’andata a quota 14 gol: tre in più che in tutto il campionato scorso, appena cinque in meno del torneo 2015-16, quello del suo record (19 reti). A proposito della sfida del Bentegodi: applausi all’uruguagio Martin Cáceres, che da ex segna e festeggia come si deve, con un’esultanza sfrenata ma non offensiva. Da applausi, in un calcio sempre più preda di buonismi stucchevoli.

PREMIO MALE MA NON MALISSIMO – Era cominciato bene dicembre per l’Inter, con quel 5-0 di domenica 3 al Chievo. Poi lo stop and go di Coppa con il Pordenone e la successiva eliminazione nel derby dei quarti di finale e, in campionato, appena 2 punti sui 12 disponibili nelle ultime 4 giornate. Inter in frenata, dunque, ma i 41 punti la blindano al quarto posto anche in caso di successo della Lazio sull’Udinese nel recupero che si giocherà il 24 gennaio. Passato dicembre, appunto, gennaio è alle porte. E gennaio è il mese del mercato, non solo della Befana e dei Re Magi che dispensano doni e anche un po’ di carbone. Spalletti ha bisogno di puntellare la sua creatura per evitare il bis del crollo dell’Inter manciniana di due anni fa. Che nell’ultima dell’anno (2015) contro la Lazio a San Siro perse testa (espulsione di Felipe Melo) e partita. Stavolta il punticino, con Var-brivido finale, ci sta eccome…

PREMIO CECCHINO – Torna a vincere la Samp dopo la “crisetta” che – nel post sbornia del 3-2 alla Juve – aveva portato solo un punto in 5 partite. Vince ancora una volta grazie ai gol del suo capitano e goleador, Fabio Quagliarella. L’infallibile cecchino doriano sale così a quota 120 in Serie A (a sole due lunghezze da un certo Ibrahimovic…), è il 40esimo centro nella massima divisione con la maglia blucerchiata e in questo mezzo campionato l’attaccante campano è già a quota 12, lo stesso numero di reti realizzate nell’intero torneo scorso. Quaglia è a un solo gol dal suo primato personale stabilito in tre occasioni: 13 reti nel 2006-07 con la Samp, nel 2008-09con l’Udinese e nel 2014-15 con il Toro. Insomma, il record è dietro l’angolo…

PREMIO 100 E LODE – Centesima partita in rossonero per Gigio Donnarumma, gettone numero 87 in Serie A. Anche a Firenze il portierino-portierone milanista ha incassato gol (in 19 partite di questo girone d’andata solo in cinque occasioni – di cui tre a San Siro – il numero 99 ha mantenuto la porta inviolata: a Crotone, contro la Spal, il Genoa, in casa del Sassuolo e contro il Torino) ma due strepitosi interventi nel primo tempo certificano forse l’uscita dal tunnel della crisi: a fine primo tempo quando, prima con un’uscita coraggiosa e tempestiva su Simeone e poi su tiro di Gil Dias, ha compiuto due prodezze degne della sua fama e del suo lauto stipendio.

PREMIO ALLELUJA – Natale è passato da poco, Pasqua è lontana. Ma la Resurrrezione del Benevento, alla sua prima vittoria in Serie A al 19esimo tentativo, merita applausi e spazio. Massimo Coda, 29 anni, attaccante, al suo primo centro stagionale di gol in A ne aveva già segnati due quando – nella stagione 2014-15 – vestiva la maglia del Parma: uno, inutile, ai fini del risultato in Parma-Genoa 1-2 e uno, alla fine decisivo, proprio contro il Chievo: al Bentegodi, vittoria 3-2 degli emiliani con doppietta di Antonio Cassano. In quella drammatica stagione peraltro il Parma fallì e retrocesse per poi ripartire addirittura dalla Serie D.

 

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