La “garra” di Vecino e il portafortuna Mertens

PREMIO GARRA – Garra vuol dire grinta. E’ il marchio distintivo del calcio uruguayo. Matias Vecino, uruguaiano in Italia ormai da cinque anni, ne è stato splendido interprete nella serata di San Siro. Senza giocare una partita indimenticabile, Vecino ha messo la sua firma sul pareggio evitando all’Inter una sconfitta che avrebbe avuto contraccolpi psicologici letali sul futuro della stagione nerazzurra. Matias, peraltro, sembra avere un conto aperto con la Roma: secondo gol interista e secondo gol ai giallorossi, castigati anche nella sfida d’andata all’Olimpico vinta 3-1.

PREMIO FARAONE – In quello che è stato il suo stadio, in quello che è un po’ il suo derby personale, torna a brillare a San Siro la stella del Faraone. El Shaarawy segna un gol di pregevole fattura e nel primo tempo fa impazzire Santon. Poi finisce la benzina, ma il calcio italiano può esultare: a 25 anni non è troppo tardi per provare a ritornare protagonista anche in azzurro.

PREMIO OCCHIO DI LINCE – In piena dittatura Var, applausi a Davide Massa che senza esitazioni e aiuti tecnologici pesca in castagna la simulazione di Cancelo punendo il portoghese con il cartellino giallo. Davvero maldestro il tentativo di procurarsi il rigore cercando l’aggancio con il piede di Fazio.

PREMIO TALISMANO – Non segnava da una vita, Dries Mertens: 910 minuti di astinenza, ultimo gol quasi tre mesi fa il 29 ottobre 2017 in Napoli-Sassuolo 3-1. Sale a quota 11 il bomber belga d’azzurro vestito che decide la sfida di Bergamo con l’Atalanta. E la curiosità è che quando segna lui il Napoli vince sempre: 11 gol per un totale di 8 vittorie. Anche la scaramanzia vuole la sua parte…

PREMIO PROVVIDENZA – Con una tripletta ha disintegrato la Fiorentina stabilendo così il suo nuovo record personale di gol in Serie A: 15, e mancano ancora 18 partite a partire dal recupero di mercoledì a Marassi contro la Roma. Fabio Quagliarella insomma è come il buon vino: invecchiando migliora. Il suo primato precedente era di 13 reti e lo aveva stabilito con tre maglie diverse: Torino 2014-15, Udinese 2008-09 e Sampdoria 2006-07. Non poniamo limiti alla Provvidenza: quota 20 è più che a portata di piede. E alzi la mano chi non pensa che il buon Fabio un golletto nel doppio confronto contro la Svezia l’avrebbe messo dentro…

PREMIO SUPERFRANCK – Tre anni fa di questi tempi l’Atalanta lo tesserava per la sua squadra Primavera. L’anno scorso, di questi tempi, il suo strapotere fisico e i suoi gol in maglia nerazzurra avevano aperto un’asta tra Roma e Chelsea. Nel giugno scorso, poi, il passaggio un po’ a sorpresa al Milan. La sua doppietta a Cagliari lo porta a raggiungere quota 10 gol in Serie A con due “prime volte” in maglia rossonera: la prima doppietta e il primo gol su azione. Per trovare la precedente doppietta in A bisogna risalire all’agosto 2016, giorno del suo esordio nel nostro massimo campionato. Quel giorno però la prodezza non portò punti: l’Atalanta infatti perse 2-3 in casa contro la Lazio.

PREMIO FANTOZZI – Il tuffo di Gigio Donnarumma sul tiro di Barella non appartiene al manuale del perfetto portiere. Uno quotato addirittura in tripla cifra (da una stampa nostrana forse un po’ troppo benevola…) non dovrebbe macchiarsi di simili errori. E se di errori quest’anno il numero 99 rossonero ne ha commessi parecchi, non ricordiamo prodezze tali da regalare punti alla sua squadra come dovrebbe essere nelle corde di un super portiere. Insomma, aridatece il vero Donnarumma. O, in alternativa, quell’Antonio splendido protagonista nel derby di Coppa Italia.

PREMIO TRIS DA RECORD – La vittoria di Verona è la quinta in trasferta per il Crotone in Serie A: due in questo campionato e tre in quello scorso. Mai però la squadra calabrese aveva vinto fuori casa con tre gol di scarto. Insomma, il 3-0 del Bentegodi è un piccolo record della gestione Zenga per un Crotone che – finisse oggi il campionato – sarebbe ancora una volta in salvo.

 

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