Derby, solito Toro; Napoli, record… dimesso

PREMIO CAPOLISTA – Il Napoli che mantiene la testa della classifica e stabilisce un ennesimo record (mai nella sua storia aveva vinto 9 partite consecutive in Serie A) contro la Spal non ha brillato. Positivo l’avvio di partita, da applausi l’azione che ha portato al gol di Allan. Poi dopo il raddoppio giustamente annullato ad Hamsik per una ventina di minuti la squadra di Sarri è scomparsa. Senza rischiare troppo, d’accordo. Ma in casa contro la Spal si poteva e si doveva fare di più di uno striminzito 1-0…

PREMIO CONCRETEZZA – In piena emergenza attacco (fuori Mandzukic, ko dopo pochi minuti Higuain e ancora alla ricerca della miglior condizione Dybala), la Juve ha fatto suo il derby ottenendo – come si diceva una volta – il massimo risultato con il minimo sforzo. Allegri avrà una settimana piena, senza impegni extra campionato, per preparare la impegno casalingo contro l’Atalanta. E magari recuperare al meglio qualche pedina dello scacchiere bianconero.

PREMIO RIMONTA – Il Milan di Gattuso continua a vincere e a stupire. L’1-0 alla Samp proietta Jack Bonaventura a quota 5, tutti gol segnati nell’era Ringhio. Oltre ai meriti del numero 5 rossonero, contro un Doria un po’ appannato vogliamo segnalare due prestazioni da 7 pieno: la partita di Calabria (autore dell’assist vincente, come un paio di settimane fa in occasione dell’assist ancora a Bonaventura per il 2-1 sulla Lazio) e lo scampolo di Andrè Silva. Che è ancora alla ricerca del primo gol in campionato ma che – a nostro modesto avviso – è il miglior centravanti a disposizione di Gattuso. Meglio anche del tarantolato Cutrone, sicuramente più goleador ma meno completo e molto meno tecnico del portoghese.

PREMIO NULLITA’ – Sull’altra sponda del Po cambiano gli allenatori ma rimane una costante: il derby per il Toro nell’era Cairo è proprio stregato. Numeri da rabbrividire per l’imprenditore milanese da quando è diventato presidente del Torino: 18 sfide totali tra campionato e Coppa Italia, 15 sconfitte, 2 pareggi e una sola vittoria. Ottenuta con Ventura in panchina nella gara di ritorno del torneo 2014-15, un 2-1 rifilato a una Juve che peraltro aveva già saldamente in mano il campionato. “Ottima impressione, grande partita”, il virgolettato di Walter Mazzarri a fine partita. Forse dimentica, il tecnico granata, che il Torello visto domenica all’ora di pranzo non ha praticamente mai tirato in porta. E che lasciare per tutta la partita in panchina il giocatore con il maggior tasso tecnico (Lijaic) non è stata forse una mossa da… Seminatore d’oro.

PREMIO MISTERO – L’allenatore è rimasto lo stesso, la rosa dei giocatori praticamente invariata (anzi, con un paio di ritocchi più che discreti come Lisandro Lopez e Rafinha): rinunciamo però a capire l’Inter dei due volti. Quella che dopo 15 partite era in testa alla classifica con 39 punti (media 2,6) e quella che nelle ultime 10 giornate ha raccolto solo 9 punti (media 0,9) rischiando (in attesa di Lazio-Verona) di rimanere ai margini della Champions che verrà. Misteri (più dolorosi che gaudiosi…) del calcio…

 

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