Ringhio meglio di… Conte & Mazzarri

PREMIO FOLLETTO D’ORO – Matteo Politano, classe ’93, cresciuto nelle giovanili della Roma, è – come dicono i “gggiovani” – on fire. Nel giro di pochi giorni a segno contro il Napoli (con il Sassuolo raggiunto poi da Callejon) e a segno a San Siro contro il Milan (emiliani raggiunti poi dalla prodezza di Kalinic). Per la sgusciante aletta neroverde è il gol numero 5 in stagione, record eguagliato dei due campionati precedenti. L’oggetto del desiderio del mercato invernale del Napoli si sta imponendo come una delle migliori realtà offensive del nostro calcio. Sarri, insomma, ci aveva visto lungo nel volerlo in azzurro. E chissà che l’azzurro, quello della Nazionale, Politano non se lo vada a conquistare. Giriamo la nomination al prossimo ct (Roberto Mancini, tanto per fare un nome e un cognome)

PREMIO SINCERITA’ – Al di là dei meriti che sta acquisendo in panchina con il suo “nuovo” Milan, Rino Gattuso è da applausi perché è sempre schietto e sincero, anche davanti ai microfoni. Un salto all’indietro di qualche giorno: quando, dopo il derby, ha dichiarato in pratica che l’Inter avrebbe meritato di vincere ha fatto una cosa per nulla scontata. Riconoscere i meriti degli avversari, senza retropensieri e dinamiche pseudo-complottistiche, è atteggiamento da grande uomo di sport. Tanto per fare due nomi a caso, non abbiamo mai sentito pensieri e parole del genere da un Antonio Conte o da un Walter Mazzarri, per citare due allenatori non a caso. Loro, quando perdono, sono sempre alla caccia di un colpevole: l’arbitro, la sfiga cosmica, i propri giocatori, la pioggia (vedasi Inter-Verona, l’ultima recita nerazzurra di Mazzarri). E quando pareggiano la loro squadra meritava sempre di vincere…

PREMIO MUNDIAL – I grandi esclusi dell’Argentina, Paulo Dybala e Mauro Icardi, hanno vissuto un week end di campionato agli antipodi. Lo juventino con la sua tripletta a Benevento consolida i sogni scudetto dei bianconeri, l’ìnterista non trova il gol in casa del Torino e i nerazzurri frenano la loro corsa Champions. Il bilancio stagionale nel piccolo orticello del campionato italiano è lusinghiero per entrambi: Icardi, finora 24 gol, ha eguagliato il suo primato; Dybala, finora 21 reti, non aveva mai segnato tanto in Serie A. In realtà le loro esclusioni dalla Seleccion non devono scandalizzare più di tanto. Il ct argentino Jorge Sampaoli ha nel suo 3-4-2-1 un tridente offensivo titolare niente male, con Messi e Di Maria alle spalle di Sergio Aguero che, ricordiamolo, è almeno sulla carta il centravanti titolare, con Higuain sua prima alternativa. Del resto le gerarchie le fanno i numeri, non però dei campionati locali ma dei grandi tornei internazionali. Ricordiamo che l’ex genero di Maradona ha all’attivo nel suo palmares 52 gol nelle coppe europee. Dybala in Champions ne ha segnati solo 6 in tre edizioni e Icardi non ha mai giocato nel più importante trofeo continentale. Qualcosa vorrà pur dire…

PREMIO CONTINUITA’ – Da quando Mazzarri ha deciso di affidarsi in avanti alla creatività di Adem Lijajc sono arrivati lusinghieri risultati per il Toro. Che domenica nel lunch match ha battuto per la prima volta nell’era Cairo l’Inter inanellando la terza vittoria consecutiva. Farà pure arrabbiare i suoi allenatori il talento serbo. Rinunciarci a priori, però, è pratica autolesionistica. E per fortuna granata finalmente anche Mazzarri se ne è reso conto…

PREMIO BLACK OUT – Davvero povero di contenuti il derby genovese di sabato sera, bello solo sugli spalti per merito delle due gradinate. In campo viceversa si è visto davvero poco. Un peccato perché Giampaolo e Ballardini sono due grandi maestri di calcio. Per una volta però hanno fatto sciopero.

 

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