Douglas Costa, gigante “gaucho” all’ala

PREMIO ZERO A ZERO – Nella giornata degli 0-0 (cinque tra gli anticipi di sabato e le sei sfide domenicali), quello del derby ha regalato le emozioni maggiori. Contassero i legni, la Roma avrebbe vinto 2-0 (palo di Bruno Peres nel primo tempo, traversa di Dzeko nel finale), per l’impegno profuso sul campo entrambe le contendenti avrebbero meritato la vittoria. Invece un punto per uno forse non fa male a nessuno, di sicuro fa benissimo all’Inter che mantiene a un punto, e dalle due squadre capitoline, il distacco per la qualificazione Champions.

PREMIO ALA D’ORO – Douglas Costa non ha messo il nome nel tabellino marcatori di Juventus-Sampdoria e tra qualche anno magari nessuno si ricorderà che di quella sfida giocata a Torino il 15 aprile 2018 è stato l’assoluto mattatore, il match winner anche senza segnare. Perché dal suo piedino fatato da brasiliano “vero” sono partiti i tre assist per Mandzukic, Howedes e Khedira. Douglas Costa è “gaucho”, nato cioè nello stato di Rio Grande do Sul, ed è cresciuto nel Gremio, la stessa squadra dove esplose una ventina d’anni Ronaldinho. A 19 anni è emigrato in Europa, Ucraina prima e Bundesliga poi prima di passare, nell’estate scorsa, dal Bayern alla Juventus. Fino al momento del suo ingresso in campo, a due minuti dalla fine del primo tempo, Juve e Samp pareggiavano 0-0. Poi… tre gol targati DC e tre punti per uno scudetto bianconero che si fa sempre più vicino…

PREMIO PARATISSIMA – Non una partita indimenticabile, quella di San Siro. Uno 0-0 che probabilmente segna la fine del sogno Champions per i rossoneri e del sogno scudetto per gli azzurri. Il pareggio del Meazza passerà agli archivi solo per la strepitosa parata di Gigio Donnarumma su Milik sul silo della sirena. Una prodezza per il 99 milanista proprio nel giorno della sua 100 recita in Serie A che lo ha consacrato a baby prodigio assoluto del nostro calcio visto che nessuno, prima di lui, era arrivato così giovane alla tripla cifra. Gigio ha nel mirino ancora qualche piccolo record in stagione. Per esempio, quello delle partite con la porta inviolata (clean sheet usando un orribile e anche un po’ “pericoloso” inglesismo visto che c’è il rischio di confondere “sheet” con “shit”…): per ora ha eguagliato il precedente primato delle partite (12) con la porta chiusa stabilito nella scorsa stagione. Considerato che ci sono ancora 6 partite in programma, insomma, il record è a portata di… guantoni.

PREMIO GRANDE INCOMPRESO – Simone Verdi è un ex ragazzo. Il 12 luglio compirà 26 anni. Ieri ha firmato con una splendida punizione il suo ottavo gol stagionale (4 di destro e 4 di sinistro: lui è un vero ambidestro e lo dimostrò qualche mese fa con quella doppietta su punizione rifilata al Crotone usando i due piedi). E un bell’8 merita anche la sua stagione, la migliore da quando è professionista che lo ha visto a un passo dal trasferirsi al Napoli in gennaio con clamoroso gran rifiuto finale. Di sicuro meritano un voto inferiore i dirigenti del Milan e Gian Piero Ventura. Perché in rossonero – dove Verdi è cresciuto militando nelle giovanili dagli 11 ai 19 anni) – non è stato valorizzato: mai una presenza in A, solo due gettoni saltuari in Coppa Italia e soprattutto la colpevole perdita del controllo del suo cartellino. Ventura ha avuto Verdi in granata per un anno e mezzo, tra Serie B (con promozione) e Serie A: ebbene, l’ex ct gli ha regalato solo una partita intera in una stagione e mezza. Davvero pochino, considerando che nel frattempo l’eterna promessa di Broni di anni ne aveva 19 e 20…

PREMIO SUBENTRO – Ha preso il Genoa ultimo in classifica con la miseria di 6 punti in 12 partite. In 20 giornate ha trascinato il Grifone a quota 38 punti (cioè ne ha collezionati 32 in 20 gare…) regalandogli una salvezza cui manca solo l’aritmetica certezza. I tifosi lo adorano e sabato sera, dopo l’1-0 al Crotone, dalla Gradinata Nord (seguita poi da tutto lo stadio) è partito un coro che ha fatto emozionare Davide Ballardini. Eppure la sua conferma al Genoa non è del tutto scontata. E’ la terza volta che il tecnico romagnolo subentra in corsa in soccorso al Vecchio Grifone: nel 2018come nel 2013 e come nel 2011, tre salvezze. Ma al presidente Preziosi il Balla non piace fino in fondo. Sarebbe bello però che questa volta venisse data a Ballardini l’opportunità di lavorare a un progetto vero: con una squadra “disegnata” di concerto con la dirigenza e allenata sul campo e alla lavagna fin dal precampionato. Lo merita il tecnico e lo meritano i tifosi rossoblù.

 

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