Allegri, meglio di Conte e Capello

PREMIO SETTEBELLO – Sette volte Juventus. Una dittatura che dura dalla primavera 2012: tre titoli firmati Conte, quattro firmati Allegri. Nel calcio moderno mai nessun allenatore era riuscito a infilare un poker consecutivo. Il Capello milanista si era fermato a tre, come appunto Antonio Conte e Roberto Mancini (che il primo, però, non lo vinse sul campo). Altri top trainer – da Trapattoni a Mourinho (rimasto da noi però solo due anni) passando per Lippi – si sono fermati a due scudetti di fila. Motivo in più per festeggiare per l’allenatore livornese. Che con la Juve ha calato il doppio poker campionato-coppa Italia. Entrando così meritatamente nella storia. Così come la Juventus, sempre più leader in fatto di scudetti (34; il Milan insegue a quota 18) e di coppe Italia (13; seconda la Roma, con 9)

PREMIO RECORD DI PUNTI – E’ stato a lungo in testa, si è illuso dopo il colpaccio a Torino. Chiude a 88 punti, suo record storico di punti. Merita comunque applausi il Napoli di Maurizio Sarri. Bello, a tratti bellissimo. Ma arrivato a fine stagione un po’ sulle ginocchia.

PREMIO PANCA CHE SCOTTA – Ancora poche ore e Roberto Mancini sarà ufficialmente il nuovo ct della Nazionale. Scelta personalmente condivisibile: perché il Mancio è un bravo allenatore, ha grande occhio nel “battezzare” i giocatori (cosa fondamentale per un commissario tecnico) e perché la sua è stata una scelta, per così dire, “economicamente sostenibile”. Aspettiamo la sua prima “lista”, con la quasi scontata riapertura a Mario Balotelli quattro anni  dopo il flop brasiliano, e poi tutti pronti a valutare quella che sarà la “nuova Italia”.

PREMIO EREDITA’ – Le due clamorose topiche nella finale di Coppa e il gol incassato a Bergamo aprono il dibattito: siamo proprio sicuri che Gigio Donnarumma debba essere – nell’immediato – il successore di Gigi Buffon? Certo, l’età è dalla sua ma se si giudica in base al rendimento di questa ultima stagione a nostro avviso la maglia da titolare spetterebbe a Mattia Perin. Che già da tempo è nel giro azzurro e che – dopo una incredibile serie di infortuni – è tornato al top. Sarebbe brutto che Perin pagasse il fatto di non giocare in una “grande” (o presunta tale, nel caso del Milan attuale). Le valutazioni infatti andrebbero fatte con la massima serenità e al di là del club di appartenenza. E Mancini – spesso osteggiato da giocatore dalla grande stampa solo perché, giocando nella Samp, poco “protetto” – dovrebbe saperlo bene…

PREMIO BRASIL – E’ tornato Giaccherinho: il gol al volo segnato a Bologna ha ricordato quello di Van Basten all’Unione Sovietica nell’Europeo 1988 o quello di Totti a Marassi contro la Sampdoria. Una prodezza da gustarsi con tutti i replay del caso e da mostrare nelle scuole calcio. Un numero di un calciatore “operaio” ma dai piedi buoni valorizzato da Antonio Conte sia nei suoi anni juventini che nella breve parentesi azzurra. E per il quale Conte coniò il felicissimo soprannome “brasileiro”.

 

 

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