SuperTevez, l’inadeguato Pippo e l’antisportivo Chiellini

PREMIO POVERO DIAVOLO – La notizia in testa: la squadra è (era) con Inzaghi. Commento alla notizia: meno male, perchè se i giocatori gli tirassero (avessero tirato) contro a quest’ora il Milan sarebbe a far compagnia al Parma… Da Superpippo Inzaghi predatore delle aree di rigore di tutto il globo calcistico a Povero Diavolo della panchina. Di sicuro il peggior allenatore dell’era Berlusconi, quella dei 28 titoli in Italia, in Europa e nel mondo. Roba che al confronto Terim e Tabarez erano Mourinho, roba che con Seedorf di sicuro questo Milan andava dritto in Europa League.
PREMIO BATITEVEZ – Infinito Carlitos. Capocannoniere a quota 20, ancora con 5 partite da giocare. Impossibile raggiungere Angelillo (ne fece 33 nel torneo 1958-59 con l’Inter), ma l’Apache è a portata… di Bati, che nel 1994-95 ne segnò 26 con la Viola, la stessa quota toccata da Crespo con la Lazio 2000-01. Ancora più vicini nel mirino di Tevez sono – tra i grandi bomber argentini – Balbo (22 nel 1994-95 con la Roma) e Milito (24 con il Genoa 2008-09 e Inter 201112).
PREMIO FACCIA DI BRONZO – Come si faccia a gesticolare in modo così veemente e ad avere la faccia tosta di giurare che non è rigore quell’intervento maldestro e in ritardo su Joaquin solo Giorgio Chiellini – campione in campo ma purtroppo anche campione di antisportività – lo sa.
PREMIO AGGIUSTA LA MIRA – Non è da tutti guadagnarsi due rigori in casa Juve. La Fiorentina ci è riuscita. Gonzalo Rodriguez ha trasformato il primo ma calciato a lato il secondo, che poteva portare al 2-2. In tutto fanno 6 penalties pro Viola in questa stagione, di cui 5 sbagliati: due dallo stesso difensore centrale argentino, uno a testa da Mario Gomez, Babacar e Diamanti.
PREMIO STORICO TRIS – Il 3-1 del Genoa a San Siro interrompe un maleficio che durava dal 25 maggio 1958. Allora i rossoblù vinsero addirittura 5-1 grazie a una tripletta di Paolone Barison e a una doppietta di Abbadie. Onore e meriti a Gasperini e alla sua band che alla Scala le ha suonate per bene al Grande Milan che fu.
PREMIO VOLA TEDESCO – E’ finalmente decollato il tedesco Lukas Podolski. Che pareva sbarcato nella Milano interista giusto per giocare a bocce. Tra l’assist per il gol di Icardi nel 2-1 contro la Roma e il gol di martedì a Udine che ha sigillato il 2-1 l’ex bomber di Colonia, Bayern Monaco e Arsenal è tornato a esultare e a volare. Per accompagnare l’Inter in Europa League.
PREMIO ALLINIP – Siamo criptici? Basta leggere la parola misteriosa al contrario, in rovesciata insomma. Come si addice a Pinilla, il mago di quella che in Sudamerica chiamano “chilena”. E che su di lui, nato a San Bernardo, sobborgo di Santiago del Cile, calza proprio a pennello… Oltre a Cagliari e Torino, punite in modo spettacolare al vecchio Brumana di Bergamo, adesso ha pagato pegno il Cesena. Applausi. Anzi, isualppa.

I BUONI
SAMUEL – L’età avanza (andiamo nei 36…) ma la qualità è sempre quella. Walterone, alias il Muro, non concede nulla dietro e firma il gol che decide Inter-Sassuolo griffando così la prima vittoria nerazzurra del 2014. E dire che Mazzarri lo aveva tenuto in frigo per mesi…
ROMULO – Non entra nel tabellino dei marcatori, per cui la gloria futura del 2-2 in rimonta del Verona sarà tutta di Toni e Juanito Gomez. Però dal destro fatato del brasiliano partono i palloni giusti che propiziano le reti gialloblù (e anche quello da cui scaturisce la paratona di Buffon su Toni). Palle belle tese che fanno la gioia degli attaccanti appostati in area. Palle (anzi, Pelotas dal luogo di nascita del laterale ex Fiorentina) che tengono in vita il campionato.
MIHAJLOVIC – Quando si dice che cambiare allenatore non paga, andate a chiederlo nella Genova blucerchiata. Da quando Sinisa ha preso il posto di Delio Rossi la Samp viaggia a ritmi da Europa. Lo spettro della retrocessione ormai è lontano e il Doria può fare la corsa sui cugini rossoblù.
CRISTALDO – Paffuto e tracagnotto, Cristaldo fino alla doppietta del Comunale-Olimpico di Torino sembrava più una macchietta che un calciatore. Non fa cose straordinarie, intendiamoci (Bianchi e Padelli gli servono due assist impossibili da sbagliare). Ma nello psicodramma bolognese per la cessione di Diamanti, i due gol di questo argentino pescato in Ucraina tengono vive le chances di salvezza della squadra di Ballardini.
HIGUAIN – La terza doppietta argentina della giornata – oltre a quelle di Tevez e Cristaldo – è quella che rilancia il Napoli dopo due sconfitte consecutive. Il Pipita castiga due volte Abbiati e scala la classifica cannonieri. E Benitez tira un sospiro di sollievo…

I CATTIVI
ROBINHO – Anno 2004, con la maglia bianca del Santos che fu di un certo Pelè, un giovane Robinho faceva cose da pazzi nel campionato Paulista, nel Brasileirao e in Libertadores. Impossibile pensare, dieci anni dopo e vedendo questo Robinho, che si tratti della stessa persona. Certo, la sconfitta del Milan al San Paolo vede alla sbarra soprattutto i centrali difensivi e talune scelte di Seedorf. Ma la stagione di Robinho continua a essere un pianto. Altro che le lacrime di Balotelli…
DIFESA TORO – Il Torino si risveglia bruscamente dal sogno europeo ripiombando in incubi antichi. Cristaldo firma la doppietta della vittoria di un Bologna che non passava in casa del Toro dal lontano 1980-81. Ma più che le (ipotetiche) prodezze dell’argentino pesano le cappelle in serie di Darmian, Maksimovic e Glik in occasione del primo gol e quella di Padelli sul secondo.