Perché Allegri è meglio di Conte

PREMIO MAN OF THE LADY – L’uomo della Signora si chiama Massimiliano Allegri. Ok, il “sestete” è a metà con Antonio Conte, ma la realtà è che solo grazie al tecnico livornese la Juve è tornata a darsi una dimensione internazionale vent’anni dopo il ciclo Lippi e quelle tre finali consecutive di Champions dal ’96 al ’98. I numeri dicono che il punteggio top della Juventus in campionato rimane quello del 2013-14: la tripla cifra, i 102 punti. Peccato però che per raggiungere quel traguardo tre anni fa Conte abbia trascurato un percorso europeo che poteva dare soddisfazioni. Invece, fuori subito dalla Champions (per mano del Galatasaray di Mancini, avessi detto…) e fuori anche dalla finale di Europa League che la Juventus avrebbe ospitato nel maggio 2014 dentro il suo gioiello di stadio. Invece Conte, all’epoca, privilegiò la tripla cifra in campionato a un possibile trionfo europeo. Una scelta che nessuno, a cominciare dal presidente Andrea Agnelli, gli ha mai perdonato.

PREMIO MINI-EUROPA – Il 3-0 rifilato al Bologna certifica il ritorno del Milan in Europa dopo tre anni di assenza. Montella, riconfermatissimo, ama i piedi buoni: ieri li ha riservati per il secondo tempo… Inserendo il suo pupillo Mati Fernandez al posto di uno spento Bertolacci. Risultato: assist al bacio del cileno (argentino di nascita per via del padre) per il primo gol di Deulofeu e cross per il tris di Lapadula. A proposito, l’ex bomber del Pescara nel primo tempo, sullo 0-0, si è mangiato un gol pazzesco che forse Blissett e Calloni (gli sciagurati bomber degli anni Ottanta e Settanta) avrebbero segnato a occhi chiusi. Ecco, per non far brutte figure in Europa, il Milan dovrebbe come minimo provvedere a incassare qualcosa dalla cessione di un Bacca deludente e blindare (ma in panchina…) un Lapadula che sembra proprio bomber di categoria (diciamo di Serie B). Belotti? Morata? Aubameyang? Uno dei tre sarebbe davvero il top. E sarebbe il segnale – con il prolungamento del contratto di Donnarumma – che la nuova proprietà cinese ha intenzione di fare le cose per bene…

PREMIO SERIE NERA – Una distrazione difensiva per il gol di Andreolli; il pasticcio di Hoedt; il tris di Eder. L’Inter all’Olimpico evita di battere un record storico. Solo nella stagione 1981-82 infatti i nerazzurri erano rimasti – esattamente come quest’anno – a secco di vittorie per otto partite di fila. La serie nera di Pioli & Vecchi contava però ben 6 sconfitte e solo 2 pareggi. Quella di 35 anni fa era composta da 5 pari e 3 sconfitte. Senza contare che quattro giorni dopo il 2-1 rifilato all’Avellino (rigore Prohaska e gol di Altobelli) l’Inter targata Bersellini conquistava contro il Torino la Coppa Italia. Con il tecnico di Borgotaro che sarebbe passato poche settimane dopo proprio a guidare i granata.

PREMIO TANGO D’ITALIA – Il nuovo ct argentino Jorge Sampaoli (buon allenatore ma persona discutibile, stando a sentire molti dell’ambiente) ha chiamato per i primi impegni amichevoli (a giugno in Australia contro il Brasile e a Singapore) tre protagonisti del nostro campionato. Il Papu Gomez ha risposto alla grande firmando il suo gol numero 15 in stagione; Paredes ha registrato in coppia con De Rossi il gioco della Roma vittoriosa in casa del Chievo. L’unico che non ha potuto dimostrare di meritare sul campo la convocazione è stato Maurito Icardi. Il capitano dell’Inter probabilmente salterà anche la sfida di domenica prossima a San Siro contro l’Udinese. Per poi presentarsi tirato a lucido (ma sarà vero?) per quella che potrebbe essere la sua prima partita da titolare con la Seleccion.