I BUONI

PIRLO – Fuori squadra nelle ultime partite, aveva frequentato nelle scorse settimane più le pagine delle riviste specializzate in gossip che quelle dei giornali sportivi per il suo divorzio. Torna titolare e riaccende la luce: da manuale del calcio il lancio per Lichsteiner che apre Juve-Inter e mette in discesa la partita dei bianconeri.
IMMOBILE – Cavalca lucido e pratico nelle praterie regalate dalla difesa del Milan. Di gran pregio il destro che scaraventa alle spalle di Abbiati per l’illusorio gol del vantaggio granata. Undici reti senza rigori (ma quelli ogni tanto li sbaglia…), adesso come adesso merita il viaggio premio in Brasile. Prandelli permettendo.
DAMATO & TASSO – Impeccabile la direzione del fischietto pugliese impegnato sabato in Milan-Torino. Ed eccezionale la prova del suo assistente Gianmattia Tasso da La Spezia. Giuste e difficili le segnalazioni sul gol (valido) di Immobile e su quello (annullato) a Robinho. Più che un Tasso… due occhi da lince!
REJA – A Verona la Lazio di Petkovic chiudeva il 2013 con una pesante scoppola che poneva i biancocelesti in una complicata situazione di classifica. Anno nuovo, allenatore nuovo (anche se Edy Reja è una vecchia conoscenza laziale…): 11 punti in 5 partite frutto di tre vittorie e due pareggi. Con l’impresa al Bentegodi senza l’apporto del miglior giocatore della rosa, quell’Hernanes passato all’Inter.

I CATTIVI

PALACIO – Nella serie nera dell’Inter un posto di rilievo va, ahilui, a Rodrigo Palacio. Fino a un paio di mesi fa implacabile goleador, nelle ultime partite novello Calloni. Allo Juventus Stadium si divora due reti: di piede quella del possibile 1-1, di testa nella ripresa quella che avrebbe potuto riportare l’Inter in partita, sul 3-2. La treccina triste nerazzurra vuol tornare a svolazzare sorridente…
REINA & FRISON – Pepe Reina, figlio d’arte, ha sulla coscienza il goffo primo gol atalantino segnato da Denis (e passato sotto la pancia del portiere spagnolo del Napoli). Frison, 25 anni, ha servito sui piedi di Emeghara il primo e il terzo gol livornese provocando in mezzo il rigore trasformato da Paulinho. E l’argentino Andujar – riserva nella Seleccion – non si capacita di come possa fare la riserva anche nella squadra ultima in classifica del campionato italiano…
FARNERUD – Lo svedesone super-tatuato è centrocampista di grande quantità e di discreta qualità. Certo, il gol di testa che sbaglia a San Siro (lato curva Nord) è davvero incredibile. E avrebbe potuto chiudere a chiave sul 2-0 il successo di un Torino che non batte il Milan al Meazza dal lontano 1985.
BONERA – Arranca su Immobile, prova ad alzare il braccio in stile Franco Baresi anni Ottanta/Novanta con il risultato di sbilancirsi ulteriormente e di rendere più facile la vita all’attaccante granata lanciato a rete. Ok, la difesa del Milan (vedi il poker del Sassuolo di qualche settimana fa…) non è un granchè. Ma Mexes (sabato in panchina) e Zapata (squalificato) non possono essere peggio del difensore bresciano.

Berardi e Florenzi, giovani da sballo

I BUONI

BERARDI – Ci permettiamo di eccepire con i (tanti) colleghi della carta stampata che gli hanno negato il 10 in pagella (unica eccezione, Andrea Ramazzotti del Corriere dello Sport). Ma come? Uno segna 4 gol, la sua squadra vince 4-3 e non merita il massimo dei voti? Onore e lode a Domenico Berardi, classe ’94, futuro attaccante della Juve e (se continua così) della Nazionale.
MIHAJLOVIC – Con Delio Rossi la Sampdoria aveva un piede e mezzo in Serie B, l’arrivo di Sinisa sulla panchina doriana ha risollevato le quotazioni dei blucerchiati che adesso hanno solo un punto in meno del Milan…
MAROTTA – Nella Juventus dei record i meriti di Conte e di tanti singoli rischiano di oscurare quelli di Beppe Marotta. Capace di portare a costo zero in bianconero prima Pirlo, poi Pogba e infine Llorente. E di pescare in Bundesliga un Vidal che adesso vale almeno quattro volte la cifra (11 milioni) versata al Bayer Leverkusen nell’estate 2011.
FLORENZILa Roma ai romanisti è un vecchio mantra sempre di gran moda a Trigoria e dintorni. Dopo Totti, De Rossi e Aquilani (poi approdato ad altri lidi) ecco Florenzi. La sua rovesciata che sblocca la sfida contro il Genoa è una perla che rimarrà al top per tutto il 2014.

I CATTIVI

MOURINHO – Per interposta persona… Solo un grande provocatore può pensare, al Real Madrid, di far fuori Casillas per far spazio ad Adan. Le cappelle del portiere del Cagliari contro la Juve sono da galleria degli orrori.
BALLARDINI & REJASperiamo di non assistere più a squallidi spettacoli come Bologna-Lazio di sabato scorso. Zero a zero nel tabellino, sotto zero in quanto a spettacolo.
BONERA & ZAPATA – La banda del buco rossonero a Reggio Emilia la combina grossa. I due centrali del Milan hanno sulla coscienza la cacciata di Massimiliano Allegri. Scusate se è poco.
MAZZARRI – Verissimo, l’Inter è in forte credito con gli arbitri. Ma la partita contro il Chievo rimane comunque di una notevole pochezza. E, se vogliamo, il gol ingiustamente annullato a Nagatomo era nato non da una pregevole trama offensiva ma da un tiraccio sbilenco di Jonathan. Visto che Mazzarri parla spesso di episodi, beh, quel gol sarebbe stato un Episodio con la maiuscola. Anzi, per dirla chiaramente, una bella botta di culo…

I BUONI
PALACIO – Un gol da 10 e lode per il gol numero 10 in questo campionato di Rodrigo Palacio. Una magia, una perla nella stessa porta – sotto la Curva Nord – dove Roberto Bettega castigò Cudicini in un Milan-Juve in bianco e nero (1-4, stagione 1971-72).
TOTTI – Non segna contro il Catania, ma il dato relativo all’importanza del capitano giallorosso è esaustivo e spiega più di tante parole: in questa stagione, 8 partite dall’inizio per Totti e 8 vittorie. Titolo: Tottovolante…
VENTURA – L’allenatore più anziano del nostro campionato insegna calcio da una vita e di solito fa giocare benissimo le sue squadre. Quest’anno il cambio modulo (dal 4-2-4 al 3-5-2) gli è costato tante critiche soprattutto sull’utilizzo di Cerci non più attaccante esterno ma seconda punta. Risultato: il Toro vola, a quota 25 è la settima forza del campionato. E i due là davanti sono la coppia meglio assortita della Serie A: Cerci 9 gol, Immobile 8.
TONI – Il vecchio guerriero non si arrende. Anzi, con la doppietta rifilata alla Lazio, Luca Toni trascina il Verona ai confini della zona Europa e sale a quota nella classifica cannonieri.

I CATTIVI
MAZZOLENI – Nel derby milanese ne azzecca poche, sia a livello tecnico che disciplinare. Non vede due rigori: clamoroso e solare quello di Zapata su Palacio nel primo tempo, più difficile forse scorgere il tocco di mano di Nagatomo. Non punisce neppure con un giallo una gomitata volontaria (da rosso) di Guarin su Bonera e nella ripresa non espelle Muntari per una bruttissima entrata su Jonathan. Il risultato, con la meritata vittoria interista, ne depotenzia i clamorosi abbagli.
KAKA & BALOTELLI – Dovevano essere le carte vincenti del Milan, forse dal loro rendimento si capisce perchè i rossoneri hanno perso il derby…
DAINELLI – Da un suo clamoroso svarione nasce il gol del pareggio del Toro a fine primo tempo. Regala un pallone a Cerci che lo trasforma in assist vincente per Immobile. Forse, se il Chievo fosse andato al riposo in vantaggio, la sfida del Comunale-Olimpico avrebbe potuto avere un altro esito…
DE CANIO – Cinque punti in 8 giornate per Rolando Maran, cinque punti in 9 giornate per De Canio: il cambio, numeri alla mano, non ha giovato al Catania. Quello che preoccupa di più è il modo con cui gli etnei sono crollati all’Olimpico sotto i colpi di una Roma che ha rischiato di bissare un 7-0 dei tempi di Spalletti (e di Pasquale Marino sulla panchina dei siciliani).