I buoni e i cattivi del campionato

Serie A: AS Roma vs FC JuventusI BUONI

TEVEZ – L’Apache è uno dei pochi stranieri che potrebbe essere grande protagonista anche nei top campionati d’Europa. La personalità e il fiuto del gol dell’argentino sono stati determinanti per la conquista del 30esimo scudetto bianconero, terzo consecutivo dell’era Conte. E’ mancato, come tutta la Juve, nella ribalta delle Coppe europee ma lo strapotere bianconero in Italia nella stagione dei 102 punti porta la firma pesante dell’attaccante scuola Boca. Continua a leggere

Buoni e cattivi, Kovacic che gioiello, Chiellini che guappo

I BUONI

ZANETTI – L’Inter omaggia l’addio del suo Capitano con 4 gol alla Lazio onorando così il suo numero di maglia, il mitico 4 nerazzurro che Javier veste da quando è arrivato in Italia (e che coincide con la stagione 1995-96, la prima delle numerazioni fisse). Noi gli diamo invece un bel 10 e lode alla carriera. Per quanto fatto in campo e fuori in ambito benefico, a partire dalla sua fondazione Pupi (acronimo di “Por un piberio integrado” che sta “per un’infanzia integrata”.                                                           KOVACIC – Gli assist per Palacio e Icardi sono da urlo, da manuale del calcio. E non suoni blasfemo il paragone azzardato da Aldo Serena sui canali Premium: “con quelle giocate Kovacic mi ha ricordato Platini”, che detto da uno che è stato compagno di squadra di Roy Michel assume una valenza particolare…
CONTE – Domenica sfonderà con la sua Juve il tetto dei 100 punti. Una dimostrazione di forza pazzesca per lui e per la sua Juventus, dominatrice incontrastata nel calcio di casa nostra. Adesso mister Antonio prova (per la seconda se non addirittura la terza volta in questi anni) il braccio di ferro con la società. Si risolverà nell’ennesimo aumento di stipendio o si andrà verso il clamoroso anno sabbatico? Chi vivrà vedrà…                                                                                                                                               BRIENZA – Il missile all’incrocio che silura definitivamente Seedorf e cancella il Milan dall’Europa è un gioiello di balistica di un fantasista che in carriera avrebbe potuto fare di più. Con i tre punti l’Atalanta chiude davanti ai suoi affezionati tifosi una stagione eccezionale, l’ennesima targata Colantuono.                                                                                                                                                FLORO FLORES – La sua bella doppietta mette il sigillo a una salvezza in cui fino a qualche settimana fa non credeva nessuno. Se Berardi è la stellina del Sassuolo e Zaza la degna spalla, il “vecchio” Floro non delude mai.

 

I CATTIVI

CHIELLINI – Sarebbe ora che la smettesse di provocare in giro per i campi della Repubblica Italiana. Gomitate gratuite, quelle mani sempre addosso agli attaccanti, sceneggiate da guappo di periferia. Atteggiamenti che – quasi sempre condonati in ambito nostrano – costano caro a lui, alla Juve e alla Nazionale quando si varcano i patrii confini. Si concentri, il Chiello, su quello che sa far bene (il difensore, con prodigiosi recuperi e imperiosi stacchi di testa) lasciando la guapperia fuori dalla porta.                                                                                                                                                                                                                                CASSANO – Prandelli sta pensando se inserirlo nei 23 “brasiliani”, in casa del Toro nella partita più importante per il Parma dell’era Ghirardi gioca malissimo e sbaglia un rigore tirato senza forza e senza precisione. Buon per lui che Biabiany ha ripreso la respinta dal piedone di Padelli e ha permesso ai gialloblù di pareggiare e continuare a sperare nell’Europa.         BOLOGNA – Tutti dietro la lavagna! Dal presidente Guaraldi al mister Ballardini (e prima di lui Pioli), ai giocatori tutti. Nel 50esimo dell’ultimo scudetto rossoblù (quello vinto all’Olimpico nello spareggio contro l’Inter) la Bologna del calcio ritocca il fondo. E da lassù il presidente Dallara e il Capitano Bulgarelli piangono lacrime amare…

Immobile, Pjanic, Cuadrado: un tris mundial

I BUONI

IMMOBILE – Fa 21, come Ciccio Graziani nel ’77 e Paolino Pulici nel ’76. Numeri importanti, nomi scritti con la maiuscola nella storia del Torino. Ciro Immobile tiene aperta la porta granata verso l’Europa e si presenta al check in per Rio de Janeiro. Una grande stagione per lui, una grande stagione griffata Gian Piero Ventura: va infatti al tecnico genovese di Cornigliano gran parte del merito per la sua resurrezione dopo i 5 golletti nel Genoa e le incomprensioni con il pubblico rossoblù.

PJANIC – Pennella un gol da applausi in una stagione romanista da record. Per Miralem, poi, la ciliegina sulla torta di questo 2014 indimenticabile sarà il Mondiale. Il primo nella breve storia della Bosnia, la manifestazione che può aggiungere lustro a uno dei migliori centrocampisti offensivi del calcio europeo.

CUADRADO – A 25 anni il colombiano ha raggiunto la piena maturazione. E battuto il suo record personale di marcature, raggiungendo quota 9 e a un passo dalla doppia cifra. Sembrava un’esagerazione quando si parlava di Cuadrado novello Asprilla. Ebbene, rispetto al mitico Tino magari il viola è un po’ meno estroso ma di sicuro è più professionale. E anche per lui il Mondiale può significare la definitiva consacrazione.

SILVESTRI – Debutta in A a 23 anni in una squadra, il Cagliari, che in stagione ha cambiato spesso padrone della porta. L’esordio porta vittoria e imbattibilità, Marco Silvestri (da Castelnuovo ne’ Monti, provincia di Reggio Emilia, paese natale di Paolino Monelli ex bomber tra gli altri di Monza e Fiorentina) sfodera alcuni interventi da campione e non fa rimpiangere gli Avramov, Agazzi e Adan che lo avevano preceduto in stagione.

 

I CATTIVI

KAKA’ – Troppo facile il tiro al Balotelli. Ok, SuperMario è disperso ma anche Kakà non è più lui. Lento, svuotato di idee e di energie, fotocopia sbiadita non solo del Ricardino dei tempi felici milanisti ma anche di quelli più anonimi nel Real. Gli va bene che tutte le critiche portano a… Mario.

BARDI – Nel Livorno che sembra destinato a ritornare in B non sta brillando ultimamente Francesco Bardi. Difficile essere profeta in patria (Cristiano Lucarelli, con i suoi 100 e passa gol in amaranto ne sa qualcosa…), ma il 22enne portiere di proprietà dell’Inter ha le sue belle responsabilità in questa striscia negativa del Livorno. Compreso il gollonzo subito da Mauri.

D’AMBROSIO – Nel Torino viaggiava sulle fasce che era un piacere. Nell’Inter gioca con il freno a mano tirato. Che la maglia nerazzurra pesi effettivamente troppo? Di sicuro, meglio di lui contro il Napoli fa l’over 40 Javier Zanetti. Che con competitors del genere può tranquillamente decidere di prolungare la sua attività agonistica…

GUARALDI – Lo sportivissimo pubblico bolognese (come si diceva una volta…) applaude a fine partita giocatori e allenatore (Ballardini) nonostante lo 0-3 subito dalla Fiorentina. Ma per il presidente sono insulti dal primo all’ultimo minuto. Insulti che non giustifichiamo, per carità. Ma le colpe di questa disgraziatissima stagione di chi possono mai essere se non di una dirigenza che ha allestito una squadra imbarazzante e licenziato un tecnico (Pioli) che lo scorso anno aveva ottenuto una lusinghiera salvezza? 

 

I BUONI
SAMUEL – L’età avanza (andiamo nei 36…) ma la qualità è sempre quella. Walterone, alias il Muro, non concede nulla dietro e firma il gol che decide Inter-Sassuolo griffando così la prima vittoria nerazzurra del 2014. E dire che Mazzarri lo aveva tenuto in frigo per mesi…
ROMULO – Non entra nel tabellino dei marcatori, per cui la gloria futura del 2-2 in rimonta del Verona sarà tutta di Toni e Juanito Gomez. Però dal destro fatato del brasiliano partono i palloni giusti che propiziano le reti gialloblù (e anche quello da cui scaturisce la paratona di Buffon su Toni). Palle belle tese che fanno la gioia degli attaccanti appostati in area. Palle (anzi, Pelotas dal luogo di nascita del laterale ex Fiorentina) che tengono in vita il campionato.
MIHAJLOVIC – Quando si dice che cambiare allenatore non paga, andate a chiederlo nella Genova blucerchiata. Da quando Sinisa ha preso il posto di Delio Rossi la Samp viaggia a ritmi da Europa. Lo spettro della retrocessione ormai è lontano e il Doria può fare la corsa sui cugini rossoblù.
CRISTALDO – Paffuto e tracagnotto, Cristaldo fino alla doppietta del Comunale-Olimpico di Torino sembrava più una macchietta che un calciatore. Non fa cose straordinarie, intendiamoci (Bianchi e Padelli gli servono due assist impossibili da sbagliare). Ma nello psicodramma bolognese per la cessione di Diamanti, i due gol di questo argentino pescato in Ucraina tengono vive le chances di salvezza della squadra di Ballardini.
HIGUAIN – La terza doppietta argentina della giornata – oltre a quelle di Tevez e Cristaldo – è quella che rilancia il Napoli dopo due sconfitte consecutive. Il Pipita castiga due volte Abbiati e scala la classifica cannonieri. E Benitez tira un sospiro di sollievo…

I CATTIVI
ROBINHO – Anno 2004, con la maglia bianca del Santos che fu di un certo Pelè, un giovane Robinho faceva cose da pazzi nel campionato Paulista, nel Brasileirao e in Libertadores. Impossibile pensare, dieci anni dopo e vedendo questo Robinho, che si tratti della stessa persona. Certo, la sconfitta del Milan al San Paolo vede alla sbarra soprattutto i centrali difensivi e talune scelte di Seedorf. Ma la stagione di Robinho continua a essere un pianto. Altro che le lacrime di Balotelli…
DIFESA TORO – Il Torino si risveglia bruscamente dal sogno europeo ripiombando in incubi antichi. Cristaldo firma la doppietta della vittoria di un Bologna che non passava in casa del Toro dal lontano 1980-81. Ma più che le (ipotetiche) prodezze dell’argentino pesano le cappelle in serie di Darmian, Maksimovic e Glik in occasione del primo gol e quella di Padelli sul secondo.

Berardi e Florenzi, giovani da sballo

I BUONI

BERARDI – Ci permettiamo di eccepire con i (tanti) colleghi della carta stampata che gli hanno negato il 10 in pagella (unica eccezione, Andrea Ramazzotti del Corriere dello Sport). Ma come? Uno segna 4 gol, la sua squadra vince 4-3 e non merita il massimo dei voti? Onore e lode a Domenico Berardi, classe ’94, futuro attaccante della Juve e (se continua così) della Nazionale.
MIHAJLOVIC – Con Delio Rossi la Sampdoria aveva un piede e mezzo in Serie B, l’arrivo di Sinisa sulla panchina doriana ha risollevato le quotazioni dei blucerchiati che adesso hanno solo un punto in meno del Milan…
MAROTTA – Nella Juventus dei record i meriti di Conte e di tanti singoli rischiano di oscurare quelli di Beppe Marotta. Capace di portare a costo zero in bianconero prima Pirlo, poi Pogba e infine Llorente. E di pescare in Bundesliga un Vidal che adesso vale almeno quattro volte la cifra (11 milioni) versata al Bayer Leverkusen nell’estate 2011.
FLORENZILa Roma ai romanisti è un vecchio mantra sempre di gran moda a Trigoria e dintorni. Dopo Totti, De Rossi e Aquilani (poi approdato ad altri lidi) ecco Florenzi. La sua rovesciata che sblocca la sfida contro il Genoa è una perla che rimarrà al top per tutto il 2014.

I CATTIVI

MOURINHO – Per interposta persona… Solo un grande provocatore può pensare, al Real Madrid, di far fuori Casillas per far spazio ad Adan. Le cappelle del portiere del Cagliari contro la Juve sono da galleria degli orrori.
BALLARDINI & REJASperiamo di non assistere più a squallidi spettacoli come Bologna-Lazio di sabato scorso. Zero a zero nel tabellino, sotto zero in quanto a spettacolo.
BONERA & ZAPATA – La banda del buco rossonero a Reggio Emilia la combina grossa. I due centrali del Milan hanno sulla coscienza la cacciata di Massimiliano Allegri. Scusate se è poco.
MAZZARRI – Verissimo, l’Inter è in forte credito con gli arbitri. Ma la partita contro il Chievo rimane comunque di una notevole pochezza. E, se vogliamo, il gol ingiustamente annullato a Nagatomo era nato non da una pregevole trama offensiva ma da un tiraccio sbilenco di Jonathan. Visto che Mazzarri parla spesso di episodi, beh, quel gol sarebbe stato un Episodio con la maiuscola. Anzi, per dirla chiaramente, una bella botta di culo…

Buoni e cattivi, sesta giornata

I BUONI
GARCIA – Poche parole, per la Roma di mister Rudi parlano i numeri: 6 per 3 uguale 18 (punti). Miglior attacco con 17 gol e miglior difesa d’Europa (1 solo gol al passivo).

PANDEV – Benitez gli regala un sabato da protagonista e il macedone torna in versione triplete-interista. A Marassi gli basta e avanza un doblete per uscire dal cono d’ombra… real dove lo avevano ficcato gli arrivi in attacco di Higuain e Callejon.
ITURBE – Una punizione da applausi, una magia che rende meno blasfemi gli accostamenti che lo perseguitano da un po’ di anni. Il “nuovo Messi” paraguaiano con passaporto argentino fa godere il Bentegodi e lancia il Verona ai confini della zona Europa. Ha 20 anni, grandissime doti tecniche e buoni margini di miglioramento. Intanto si gode il suo primo gol europeo dopo la non brillantissima esperienza nel Porto (proprietario del suo cartellino).
DENIS – Nonostante 31 reti in due campionati, a Bergamo qualcuno cominciava a dubitare del Tanque. Esempio di professionalità e di rara continuità sottoporta, German inverte la tendenza con una doppietta da tre punti all’Udinese dopo l’andamento lento di inizio stagione (un gol nelle prime cinque giornate). E si conferma bomber di razza.
DI FRANCESCO – Lo 0-7 contro l’Inter aveva fatto tremare la panchina di Eusebio. E il calendario successivo al tracollo (Napoli-Sassuolo e Sassuolo-Lazio) faceva tremare i polsi. Invece il tecnico ha saputo dare la scossa giusta alla squadra: pareggio con rimonta al San Paolo e pareggio con doppia rimonta a Reggio Emilia contro i capitolini. Con il rimpianto di aver potuto addirittura vincere una delle due partite terribili.

I CATTIVI
GUARDALINEE – Quelli che un tempo erano chiamati “segnalinee” e oggi più prosaicamente sono stati ribattezzati “assistenti” si confermano tra i meno in palla di questo inizio di stagione. Il mantovano Fabiano Preti a Verona ha annullato appena qualche giorno fa un gol clamorosamente regolare di Paloschi quando Chievo e Juve erano sull’1-1. Il napoletano (di Ercolano) Claudio La Rocca nel derby torinese non ha colto l’evidente posizione di offside di Tevez al momento del colpo di testa di Bonucci. Errori pesantissimi. E sul gol (irregolare) di Pogba complimenti anche a Orsato, arbitro aggiunto di porta, pure lui bello addormentato nell’occasione…
PREZIOSI – Come nel Monopoli, il presidente rossoblù becca la carta (lo 0-2 contro il Napoli) che lo riporta alla casella di partenza. A quando, quasi tre anni fa, licenziò Gasperini dopo una sconfitta a Palermo. Da allora sulla panchina del Genoa è stata un’ecatombe: otto allenatori esonerati (Ballardini, Malesani, Marino, ancora Malesani, De Canio, Delneri, ancora Ballardini e Liverani; in realtà Ballardini non è mai stato esonerato ma nelle sue due esperienze genovesi il suo contratto non è stato prolungato) e un Genoa sempre lontano anni luce dal miglior piazzamento dei tempi recenti, il quinto posto ottenuto con il Gasp nella stagione 2008-09.
DA COSTA – Piange anche la parte blucerchiata di Genova. Quello del portiere continua a essere un nervo scoperto. Partito l’argentino Romero, non esattamente una saracinesca nonostante sia titolare nella Seleccion, delude anche Da Costa. Il gol milanista di Birsa non è parso imparabile, tante altre reti al passivo doriano sono arrivate per errori marchiani del portiere brasiliano.
MATRI – Nei due anni precedenti aveva fatto la fortuna della Juve targata Conte. Tornato alla base rossonera, sta diventando la disperazione di Allegri. Ancora a secco, fa indigestione di gol sbagliati. I puristi della tattica lo difendono: fa salire la squadra e fa i movimenti giusti. I tifosi, invece, si mordono le mani dalla rabbia. E a quelli più attempati fa tornare in mente lo sciagurato Egidio Calloni…