Le Roi Menez e i lenti a contatto

Serie A : Parma - MilanPREMIO MICHEL PLATINI – Jeremy Menez è nato il 7 maggio 1987, aveva 10 giorni quando Michel Platini lasciava il calcio in una piovosa domenica torinese al termine di un’anonima Juventus-Brescia ma dopo una dozzina di anni strepitosi. La magia e il talento di Roi Michel (che pure ha avuto un erede altrettanto geniale come Zidane) si è rivisto al Tardini impersonificato nelle straordinarie giocate dell’ex romanista: due gol (uno, di tacco, pazzesco), il merito per aver cominciato la giocata del secondo centro rossonero e una prestazione a tutto tondo. Con velocità e corsa peraltro sconosciute al suo più illustre collega. Ma Platini era Platini…
PREMIO DINO ZOFF – Maxi Lopez rimarrà stampato con il suo gol nel tabellino storico di Napoli-Chievo 0-1. Ma le parate di Francesco Bardi, 22enne portiere livornese, e non solo quella sul rigore di Higuain, sono state altrettanto decisive. E confermano la qualità di questo numero uno controllato dall’Inter.
PREMIO ZVONE BOBAN – Numero 10, croato. Piedi buoni, cervello fine. Finalmente Mazzarri sta dando fiducia a Mateo Kovacic e il 20enne talento ex Dinamo Zagabria la sta ripagando con gli interessi. Nella vendemmia contro il Sassuolo è devastante. E la San Siro nerazzurra è innamorata di lui quanto quella rossonera, una quindicina d’anni fa, stravedeva per Boban.
PREMIO FRANCO BARESI – Nella vittoria dell’Atalanta a casa Zeman, Boakye è il gran protagonista, ma il gol salvato da Giuseppe Biava – bergamasco di Seriate, 37 primavere, al suo primo anno in nerazzurro – è una chicca: a Sportiello battuto arpiona il pallone di Sau, già pronto a esultare. Una prodezza da grande difensore, una prodezza alla Franco Baresi dei bei tempi.
PREMIO TUTTI COLLINA – Due giornate di campionato, poche e insignificanti le polemiche arbitrali. Il lavoro di Domenico Messina – uno che rifugge telecamere e taccuini a differenza del suo predecessore Braschi – sta dando già ottimi frutti.
PREMIO OSCARSONE DERTYCIA – I tifosi viola over 35 ricorderanno senz’altro l’argentino Dertycia: centravanti, una vera disgrazia sportivamente parlando. Arrivato due anni prima di Batistuta doveva infiammare la Fiesole, si limitò a far imprecare pesantemente i tifosi viola. Proprio come di questi tempi sta facendo Mario Gomez. Visto all’opera contro il Genoa si capisce il perchè Loew non l’abbia portato in Brasile negandogli la gioia di essere campione del mondo. E dire che una volta lo chiamavano Supermario…
PREMIO FANTOZZI – Ai portieri del Milan del XXI secolo ne succedono di ogni. Dida riuscì a infortunarsi stando seduto in panchina, Diego Lopez ha fantozzianamente incassato l’autogol di De Sciglio facendo ridere il mondo intero (escluso i tifosi rossoneri). Unica attenuante: giocare con davanti i “lenti a contatto” Alex e Bonera può procurare a chiunque un overdose di stress.

Buoni e cattivi, quindicesima giornata

I BUONI

DESTRO – Mette alle spalle sei mesi tribolatissimi, mette il piede (destro) nell’azione che regala alla Roma due punti d’oro che tengono i giallorossi in piena corsa per lo scudetto. Con Totti convalescente e Borriello acciaccato, il terzo centravanti della rosa di Garcia dà un segnale importante al campionato e,perchè no, a Prandelli.
SAU – Due gol per tre punti pesantissimi del Cagliari contro il Genoa in una partita dove comunque (vedi sotto) ha pesato parecchio l’arbitraggio. Un vero gioiello la prima rete con dribbling insistito e destro all’incrocio fuori dalla portata del bravissimo Perin. A 26 anni, per questo attaccante sardo di Sorgono (Nuoro), è arrivata la stagione della conferma dopo le buone cose mostrate nello scorso torneo.
BALOTELLI – Due gol, una traversa interna e soprattutto atteggiamenti finalmente positivi: non protesta, non cade puerilmente nelle provocazioni, scambia magliette e sorrisi con gli avversari a fine primo tempo e a fine partita. Un SuperMario da bene, bravo, bis.
SANSONE – Lo scorso anno aveva segnato all’Inter un gran gol al Tardini, adesso si toglie lo sfizio di rompere il ghiaccio (non era ancora andato a rete in questo campionato) con una doppietta (la prima in carriera) a San Siro. A 22 anni questo figlio di emigrati nato a Monaco di Baviera, attaccante tecnico e veloce, sta raccogliendo applausi a scena aperta.

I CATTIVI

MAZZARRI – Passi per il continuo rinvio della prima vittoria in campionato da dedicare a Thohir, passi per una “pareggite” che sta complicando la rincorsa Champions (terzo pari consecutivo contro squadre non esattamente di prima fascia; due in casa contro Samp e Parma, uno a Bologna). Quel che non è accettabile – in primis dallo stesso Mazzarri – è la disattenzione di una difesa che ha subito sei gol nelle ultime tre partite al Meazza (compresa la sfida di Coppa contro il Trapani). E contro il Parma, oltre alle reti incassate, sono state concesse almeno altre quattro occasioni clamorose…
GABRIEL & RAFAEL – Le mancate vittorie di Milan e Napoli sono ascrivibili in gran parte alle incertezze dei portieri brasiliani che hanno rimpiazzato sabato Abbiati e Reina. Considerato che anche Fiorentina e Sampdoria (con Neto e Da Costa) non sembrano blindatissime in porta, rimane solo il Rafael del Verona a continuare una tradizione di superportieri brasiliani che ha visto in Dida e Julio Cesar i migliori esponenti dell’ultimo decennio. Di certo Gabriel e il Rafael napoletano non paiono all’altezza degli antichi guerrieri della porta di Milan e Inter.
BIANCHI – L’ex capitano del Torino venerdì sera giocava il suo derby personale contro la Juventus. Risultato: zero tiri in porta e utilità alla causa quasi nulla. La Juve ha vinto in scioltezza e Buffon, imbattuto da 640 minuti, ha trascorso una serata di grande relax.
GIACOMELLI – Davvero inconcepibile il secondo cartellino giallo sventolato sotto il naso di Manfredini: il difensore genoano ha subito spinte e strattoni da Daniele Conti e, come il capitano del Cagliari, è stato ammonito. Una decisione davvero incomprensibile.