Buoni e cattivi, nona giornata

I BUONI
LEANDRO CASTAN – Nella Roma capolista del “nove su nove” spicca la personalità di questo difensore brasiliano ex Corinthians che in giallorosso c’era anche lo scorso anno ma nessuno o quasi se ne era accorto. La cura Rudi Garcia lo ha trasformato nel leader del reparto meno battuto d’Europa. Da applausi il salvataggio sul tiro a botta sicura di Gabriel Silva con il risultato ancora di 0-0: praticamente un gol, importante quanto quello successivo di Bradley che ha piegato l’Udinese e portato a quota 27 la Roma.
CAMBIASSO – Il Cuchu porta orgogliosamente al braccio la fascia di capitano in attesa di restituirla all’amico Pupi Zanetti. Nel frattempo, la seconda paternità (Dante tre anni dopo Victoria) sembra avergli restituito grande lucidità in zona gol: è già a quota 3, di questo passo può migliorare il primato personale (7 nel torneo 2010-11). Di sicuro merita di rinnovare il contratto con l’Inter che scade il 30 giugno 2014.
PAROLO – Il buon Marco, nato a Gallarate a due passi da Milanello, da ragazzo era tifoso rossonero. Da grande ha deciso di fare la festa al “suo” Milan: apre e chiude la sfida del Tardini, una doppietta che lo ripropone anche in chiave azzurra due anni dopo l’esordio con Prandelli.
PERIN – Prende due gol ma in casa della Juve ne evita almeno una mezza dozzina per un Genoa evanescente. E se ne va a fine partita abbracciato dal suo mito Gigi Buffon. Migliore in campo nonostante i due gol incassati, una prestazione da incorniciare a pochi giorni dal suo 21esimo compleanno (il prossimo 10 novembre).
I CATTIVI
CONSTANT – Qualche mese fa, nel nostro precedente blog “Colpi di testa”, ci fu un’insurrezione del tifosi rossoneri. Avevamo scritto: “Costant, Acerbi e Niang non sono degni di vestire la (un tempo) gloriosa maglia del Milan”. Ricapitolando: Niang (dei tre il calcisticamente più dotato) non ha ancora segnato un gol in Serie A; Acerbi fa la riserva nel Sassuolo; Constant continua a far danni nel Milan. Rivedere la partita del Tardini per ulteriori conferme.
BALOTELLI – Si toglie gli orecchini e si taglia la cresta. Ma la sostanza è quella delle ultime settimane: in campo si vede poco o niente. E addirittura Matri, che lo sostituisce nel secondo tempo, riesce a far meglio di lui.
GABBIADINI – Era stato dipinto come il nuovo Van Basten. Nella Genova doriana sta facendo rimpiangere non solo Maurito Icardi ma anche… Piovaccari. Il suo score in Serie A recita: 64 presenze e 9 gol (tra Atalanta, Bologna e Samp). Il Cigno di Utrecht (con i piedi e in quanto a numeri) era tutta un’altra cosa…
CHIELLINI – Le parole sono importanti. Giriamo la frase “morettiana” al buon Giorgio Chiellini che sarà pure laureato (in scienze economiche) ma che parlando dei prossimi impegni della Juventus bicampione d’Italia trova il modo di definire le partite contro Catania (in casa) e Parma “molto difficili”. Fulgido esempio di luogocomunismo per uno che ha da poco calcato (con esiti poco felici e non solo per colpa sua) il mitico Santiago Bernabeu…

Buoni e cattivi, settima giornata

I BUONI

FLORENZI – Garcia, Totti e Gervinho si prendono giustamente i titoloni per l’impresa romanista a San Siro. Ma il giovin Alessandro si merita applausi a scena aperta. Un gol segnato con la freddezza glaciale del bomber di razza, chilometri e chilometri macinati alla Scala del calcio con una stupefacente lucidità. Ha già segnato finora 4 gol, più di quanti (3) ne mise a segno nello scorso torneo. Un centrocampista, come dicono in Spagna, “todoterreno” che può essere una risorsa importante in chiave azzurra ai prossimi Mondiali brasiliani.

CASSANO – Il talento di Bari è stato giudicato dai ct azzurri un po’ come si fa con le targhe alterne in era di battaglia allo smog: Mondiali 2002 out (by Trap); Euro2004 ok (by Trap); Mondiali 2006 out (by Lippi); Euro2008 ok (by Donadoni); Mondiali 2010 out (by Lippi); Euro2012 ok (by Prandelli). Per provare a giocare almeno un Mondiale ha lasciato Milano per rifiorire in provincia. E a Parma sta facendo di tutto per salire sull’aereo mundialista. Contro il Sassuolo gol e due assist. Fare meglio è impossibile.

MANDORLINI– Per lui la Serie A era una sorta di tabù. L’aveva assaggiata due volte (con l’Atalanta nel 2004 e il Siena nel 2007) con risultati complessivamente disastrosi: 1 sola vittoria in 26 partite per un totale di 16 punti conquistati su un totale di 78 disponibili. Con il suo Verona (portato in tre stagioni dalla C alla A) sta facendo mirabilie e ha già raccolto la bellezza di 13 punti che per ora gli valgono un solitario quinto posto da Europa League.

I CATTIVI

ACERBI-ANTONINI-RANOCCHIA – In rigoroso ordine alfabetico, un trio di centrali (quello del Genoa, in verità, adattato causa emergenza) che hanno fatto la felicità rispettivamente degli attacchi di Parma, Catania e Roma. Un trio sciagurato, almeno in questo turno di campionato. E dire che Ranocchia e, in passato, Acerbi hanno fatto pure parte del giro azzurro…

GERVASONI – I recuperi non fanno per lui. Nel tempo addizionale della prima frazione di gioco, annulla il 2-0 doriano a Marassi per un sofismo regolamentare davvero assurdo. E replica nel recupero della ripresa assegnando al Doria il classico rigore… compensativo. Cioè, sbaglia due volte.

ALLEGRI – Il suo Milan dopo sette giornate ha gli stessi punti del Livorno di mister Nicola e ben sei in meno rispetto a un’altra neopromossa, il Verona. E’ vero che con le sue partenze con il freno a mano tirato è riuscito a fare peggio (lo scorso anno i rossoneri erano fermi a quota 7) ma certi numeri e certi confronti sono davvero poco dignitosi.