Insigne merita la 10 di Dieguito

PREMIO MARADONA – Un assist e due gol. La partita perfetta per Lorenzo Insigne. Peccato per quel numero 24 sulla schiena… Ora è chiaro ed evidente che di Diego Maradona ce n’è uno e (non ce ne voglia Messi) non ce ne saranno altri per chissà quanto tempo. Ma sarebbe bello che il Napoli liberasse la maglia numero 10 ritirata in onore di Dieguito. E la consegnasse allo scugnizzo di Grumo Nevano. La cui valorizzazione è uno dei tanti meriti di Sarri. Che dopo le critiche proprio di Maradona, che non lo riteneva all’altezza del Napoli, non ha più sbagliato un colpo. Continua a leggere

I BUONI

GERVINHO – Il gol del Bentegodi, a nostro avviso il più bello della giornata, è quello della svolta. Avvicina la Roma alla capolista Juventus e incorona questo ivoriano dalla corsa dinoccolata, i capelli rasta e il nome brasileiro: la storia dell’Ottavo Re di Roma (da Falcao a Totti…) è stra-abusata, diciamo però che i gol e i dribbling di Gervinho stanno incidendo tantissimo nella positiva stagione giallorossa.
AQUILANI – Fa tripletta contro il Genoa (cui ha rifilato 5 dei suoi 23 gol in A) e conferma di essere tornato ai livelli di sei anni fa. Quando seppe guadagnarsi un posto nella Nazionale di Donadoni impegnata a Euro 2008 mettendosi in mostra come uno dei centrocampisti più promettenti e completi del calcio italiano.
SEEDORF – Premesso che la ripresa della sfida di Coppa Italia Milan-Udinese è stato forse il punto più basso (a livello di qualità) del Milan berlusconiano, bisogna ammettere che mister Clarence sembra baciato dalla buona sorte: in campionato fa 6 su 6, all’esordio piega il Verona grazie a una follia di Gonzalez che al 90esimo commette un assurdo fallo da rigore, a Cagliari ribalta il risultato negli ultimi minuti. Se son rose (anzi: tulipani) fioriranno…
MASSA – L’imperiese è uno dei migliori fischietti del nostro campionato. E lo dimostra nella sfida dell’Olimpico dove non sbaglia praticamente nulla. A cominciare da quel contatto Buffon-Klose che costa alla Juve il giusto rigore e la sacrosanta espulsione del capitano bianconero.

I CATTIVI

BUFFON – Forse distratto e infastidito dal gossip settimanale su un possibile divorzio da Alena Seredova, il SuperGigi dell’Olimpico è in versione da dimenticare. Gioca male con i piedi e sceglie peggio il tempo dell’uscita su Klose che gli costa rigore e rosso. E gli farà saltare la sfida contro l’Inter.
AMELIA – Un altro portiere mundialista non propriamente sugli scudi. Soprattutto con i piedi. Un primo errore in disimpegno rischia di regalare subito il gol al Cagliari, poi ci riprova e questa volta da un suo destro tagliato (e controvento) sconclusionato e presuntuoso arriva il gol di Sau.
INTER – Un votaccio per tutti: giocatori, allenatore, dirigenti vecchi e nuovi. L’Inter è ancora a zero vittorie in questo 2014 horribilis. E la casella dei gol segnati si fa sempre più imbarazzante: la miseria di una rete in 4 partite tra campionato e Coppa Italia. E contro il Catania, nonostante la presenza contemporanea in campo di Milito e Palacio, le migliori occasioni sono state degli ospiti.
TAGLIAVENTO – Il rigore concesso al Torino per l’uscita di Consigli su Cerci è da prova tv. Nel senso che più lo guardi e più hai la prova che a volte il “figaro” di Terni vive su un’altra dimensione. La decisione infatti è davvero assurda. Poteva essere fallo a favore dell’Atalanta (è Cerci infatti che al limite travolge Consigli e non viceversa) o un contatto fortuito e non punibile figlio di una dinamica di gioco. Nel dubbio ha scelto la terza via. Quella più sbagliata. Risarcendo così in parte un Toro che nel girone d’andata era stato tartassato non male dagli arbitri.

Buoni e cattivi, settima giornata

I BUONI

FLORENZI – Garcia, Totti e Gervinho si prendono giustamente i titoloni per l’impresa romanista a San Siro. Ma il giovin Alessandro si merita applausi a scena aperta. Un gol segnato con la freddezza glaciale del bomber di razza, chilometri e chilometri macinati alla Scala del calcio con una stupefacente lucidità. Ha già segnato finora 4 gol, più di quanti (3) ne mise a segno nello scorso torneo. Un centrocampista, come dicono in Spagna, “todoterreno” che può essere una risorsa importante in chiave azzurra ai prossimi Mondiali brasiliani.

CASSANO – Il talento di Bari è stato giudicato dai ct azzurri un po’ come si fa con le targhe alterne in era di battaglia allo smog: Mondiali 2002 out (by Trap); Euro2004 ok (by Trap); Mondiali 2006 out (by Lippi); Euro2008 ok (by Donadoni); Mondiali 2010 out (by Lippi); Euro2012 ok (by Prandelli). Per provare a giocare almeno un Mondiale ha lasciato Milano per rifiorire in provincia. E a Parma sta facendo di tutto per salire sull’aereo mundialista. Contro il Sassuolo gol e due assist. Fare meglio è impossibile.

MANDORLINI– Per lui la Serie A era una sorta di tabù. L’aveva assaggiata due volte (con l’Atalanta nel 2004 e il Siena nel 2007) con risultati complessivamente disastrosi: 1 sola vittoria in 26 partite per un totale di 16 punti conquistati su un totale di 78 disponibili. Con il suo Verona (portato in tre stagioni dalla C alla A) sta facendo mirabilie e ha già raccolto la bellezza di 13 punti che per ora gli valgono un solitario quinto posto da Europa League.

I CATTIVI

ACERBI-ANTONINI-RANOCCHIA – In rigoroso ordine alfabetico, un trio di centrali (quello del Genoa, in verità, adattato causa emergenza) che hanno fatto la felicità rispettivamente degli attacchi di Parma, Catania e Roma. Un trio sciagurato, almeno in questo turno di campionato. E dire che Ranocchia e, in passato, Acerbi hanno fatto pure parte del giro azzurro…

GERVASONI – I recuperi non fanno per lui. Nel tempo addizionale della prima frazione di gioco, annulla il 2-0 doriano a Marassi per un sofismo regolamentare davvero assurdo. E replica nel recupero della ripresa assegnando al Doria il classico rigore… compensativo. Cioè, sbaglia due volte.

ALLEGRI – Il suo Milan dopo sette giornate ha gli stessi punti del Livorno di mister Nicola e ben sei in meno rispetto a un’altra neopromossa, il Verona. E’ vero che con le sue partenze con il freno a mano tirato è riuscito a fare peggio (lo scorso anno i rossoneri erano fermi a quota 7) ma certi numeri e certi confronti sono davvero poco dignitosi.