Il 7bello di Pogba, SuperMiro e MiniPippo

PREMIO SETTEBELLO – Non segnava da 7 partite di campionato, ha segnato il suo gol numero 7 in questo torneo. Paul Pogba, sempre lui, ancora lui. Il gioiello prelevato a costo zero dallo United che – alla sua terza stagione in bianconero – si sta confermando come uno dei talenti più puri del calcio mondiale. Un’annata con tanti alti e qualche basso per il francesone che però quando più la Juve lo necessitava si è fatto trovare pronto. Firmando il siluro da tre punti contro il Sassuolo, mettendo forse la firma allo scudetto numero 31. In attesa della consacrazione in Champions a Dortmund tra una decina di giorni…

PREMIO USATO SICURO – A 37 anni ancora da suonare, Miro Klose è tanta roba. Non ci voleva la doppietta alla Fiorentina per scoprirlo. Ma in un momento così buio per il calcio italiano avere in Serie A il bomber mundialista di tutti i tempi (con 16 gol, meglio di Ronaldo il Fenomeno e Gerd Mueller) è un orgoglio. E per i tifosi della Lazio una libidine. Che per ora si trasfigura in un terzo posto a pari merito con il Napoli. Vuoi vedere che dopo anni di vana rincorsa, la Lazio era Lotito può centrare il Grande Obiettivo della Champions? Di sicuro con Pioli in panchina e Klose là davanti ha centrato l’allenatore e il bomber giusti…
PREMIO FISCHIETTO MAGICO – Diciamo la verità: al minimo errore siamo sempre pronti a bacchettarli, a vivisezionare ogni decisione con l’aiuto delle tante telecamere a disposizione e la prosopopea di chi la sa lunga. Ebbene, da moviolista (pentito) non capisco perchè quando un arbitro – come nello specifico Gianluca Rocchi domenica sera in Napoli-Inter – fa una partita perfetta non gli si appioppi in pagella un bell’8 pieno pieno. La Gazzetta e Repubblica lo gratificano con un 7, il Corriere dello Sport gli dà un positivo 6,5 mentre Corriere della Sera e Stampa considerano la sua direzione sufficiente (6). Controcorrente va Tuttosport con un ingeneroso 5,5. Per noi Rocchi nella serata del San Paolo è stato meglio (perchè più continuo) di Icardi e Higuain. E si merita un bene, bravo, 8+. Adesso lo aspetta la Champions League, AtleticoMadrid-Bayer Leverkusen potrebbe essere la “sua” partita. In bocca al lupo.
PREMIO CATENACCIO 2015 – Ben gli sta, avrà sussurrato sabato sera qualche amante del bel calcio: il cambio Bocchetti per Pazzini ha certificato la inadeguatezza di Pippo Inzaghi ad allenare una squadra dal blasone del Milan. Che in casa contro il Verona, senza emergenze particolari, non può difendere gli ultimi minuti con tre difensori centrali e due laterali. Per poi prendere un gol come quello di Nico Lopez. A rendere davvero imbarazzante il bilancio in panchina del fu Superpippo Gran Predatore delle aree di rigore un dato che non è solo numerico (10 punti su 30 disponibili nel 2015): nell’anno nuovo delle 10 sfide di campionato il suo Milan ne ha giocato ben 7 contro squadre che lo seguono in classifica e di queste ben sei casalinghe. Ebbene, a San Siro contro Sassuolo, Atalanta, Parma, Empoli, Cesena e Verona il bottino rossonero è stato povero in quanto a punti (8 sui 18 disponibili) e disarmante in quanto a qualità di gioco.
PREMIO FAIR PLAY – Il pubblico di Udine è notoriamente di palato fine. Una prova in più l’ha data applaudendo per quasi due minuti di fila la strepitosa giocata dell’ex (che aveva appena segnato senza peraltro esultare…) Fabio Quagliarella: gran numero e destro a incrociare sul palo. Difficile ricevere un attestato di stima del genere per un calciatore, per di più fuori casa. E così gli applausi li rigiriamo allo sportivissimo pubblico (una volta si diceva così…) del Friuli.

Palacio & Torres: tristi, solitari e…confusi

PREMIO CONFUSION – La Electric Light Orchestra imperava ancora quando nel 1982 nasceva a Bahia Blanca (Argentina) Rodrigo Palacio. L’ellepi top della band britannica, Discovery, è targato 1979. Ma il singolo Confusion potrebbe fare da colonna sonora al momento davvero pasticciato che sta vivendo il bomber argentino dell’Inter. Che non ha ancora segnato ma che – in preda appunto alla più totale confusione – ha regalato un incredibile assist per il gol di Thereau, il secondo dell’Udinese corsara a San Siro.
PREMIO MONTELLA DELLA PAMPA – Paulo Dybala settebellezze. Il settimo sigillo firmato al Comunale-Olimpico di Torino è da applausi, con quel tacco a seguire e la fredda esecuzione davanti a Gillet. Il vulcanico (si dice così) presidente Zamparini lo aveva valutato 42 milioni qualche settimana fa, adesso la quotazione avrà di sicuro sfondato quota 50. Al di là del dato meramente economico, bisogna ancora una volta sottolineare le qualità tecniche e caratteriali di questo attaccante mancino che ricorda – per fisico, movenze e cifra tecnica – il Vincenzino Montella dei tempi d’oro. Ha da poco compiuto 21 anni ma può già recitare da protagonista nel calcio dei grandi.
PREMIO TRISTE, SOLITARIO Y FINAL – Il titolo del celebre romanzo di Osvaldo Soriano sembra tagliato su misura per la parabola di Fernando Torres, il Nino biondo che fu campione d’Europa e del mondo con la Spagna e grande protagonista per le praterie continentali con le prestigiose maglie di Atletico Madrid, Liverpool e Chelsea. La sfida di Marassi, con il Milan sotto contro il Genoa, ha certificato che nelle gerarchie di Inzaghi adesso Torres è (forse) la sesta punta visto che dopo i titolari Honda, Menez ed El Shaarawy hanno trovato spazio anche prima Pazzini e poi Niang. E i maligni adesso sospettano che presto lo supererà anche Hachim Mastour, il 16enne di origine marocchine. Comunque tutti tranquilli: mister Pippo e tutto il Milan sostengono che “Torres non è un caso”. E noi ovviamente non ci crediamo neanche un po’…
PREMIO SAPONETTA PILONI – Morgan De Sanctis, anni 37 e contratto prolungato con la Roma da pochi giorni fino al 2016, è un buon portiere che ha spruzzato anche d’azzurro la sua onoratissima carriera cominciata a Pescara e proseguita difendendo i pali di Juventus, Udinese, Siviglia, Galatasaray, Napoli e dall’estate 2013 Roma. Ma la cappella che ha provocato il primo dei due gol di Zaza sabato sera grida ancora vendetta. Quando nasceva – anno domini 1977 – dalle sue parti (nel “suo” Pescara) si esibiva uno dei tanti numeri 12 cresciuti all’ombra di Zoff, Massimo Piloni detto Saponetta. Lui le cappelle le faceva con le mani (non propriamente dalla presa ferrea…), il buon Morgan invece preferisce farle con i piedi…
PREMIO VECCHIE QUERCE – Viva i giovani, certo. Ma facciamo un bel applauso anche ai “matusa” dell’Empoli. Perchè nel sempre più sorprendente cammino della squadra allenata dal bravissimo Sarri, reduce dal bel pareggio del San Paolo, c’è anche lo zampino della premiata ditta Mac&Tav. Zero riferimenti a McDonald o alle proteste per il treno ad alta velocità Torino-Lione. Stiamo parlando degli immarcescibili (classe 1979 entrambi) Massimo Maccarone e Ciccio Tavano. E’ vero che la firma sul 2-2 l’hanno apposta i giovani Verdi (’92) e Rugani (’94) ma l’anima dei toscani sono quei due vecchietti terribili che alla pensione non ci pensano proprio.
PREMIO BAGNOLI – I caratteri sono diversi (umile, introverso e musone l’uno; presuntuosetto, sorridente e disponibile l’altro) ma capacità e risultati applicati alla maglia rossoblù del Genoa sono speculari. E così mentre Gian Piero Gasperini si gode il terzo posto solitario, tutti sotto la Lanterna ricordano che il Genoa più forte della storia recente (dal Dopoguerra) è stato quello arrivato quarto nella stagione 1990-91. Quello allenato da Osvaldo Bagnoli (il mister umile, introverso e musone di cui sopra).