Buoni e cattivi, quindicesima giornata

I BUONI

DESTRO – Mette alle spalle sei mesi tribolatissimi, mette il piede (destro) nell’azione che regala alla Roma due punti d’oro che tengono i giallorossi in piena corsa per lo scudetto. Con Totti convalescente e Borriello acciaccato, il terzo centravanti della rosa di Garcia dà un segnale importante al campionato e,perchè no, a Prandelli.
SAU – Due gol per tre punti pesantissimi del Cagliari contro il Genoa in una partita dove comunque (vedi sotto) ha pesato parecchio l’arbitraggio. Un vero gioiello la prima rete con dribbling insistito e destro all’incrocio fuori dalla portata del bravissimo Perin. A 26 anni, per questo attaccante sardo di Sorgono (Nuoro), è arrivata la stagione della conferma dopo le buone cose mostrate nello scorso torneo.
BALOTELLI – Due gol, una traversa interna e soprattutto atteggiamenti finalmente positivi: non protesta, non cade puerilmente nelle provocazioni, scambia magliette e sorrisi con gli avversari a fine primo tempo e a fine partita. Un SuperMario da bene, bravo, bis.
SANSONE – Lo scorso anno aveva segnato all’Inter un gran gol al Tardini, adesso si toglie lo sfizio di rompere il ghiaccio (non era ancora andato a rete in questo campionato) con una doppietta (la prima in carriera) a San Siro. A 22 anni questo figlio di emigrati nato a Monaco di Baviera, attaccante tecnico e veloce, sta raccogliendo applausi a scena aperta.

I CATTIVI

MAZZARRI – Passi per il continuo rinvio della prima vittoria in campionato da dedicare a Thohir, passi per una “pareggite” che sta complicando la rincorsa Champions (terzo pari consecutivo contro squadre non esattamente di prima fascia; due in casa contro Samp e Parma, uno a Bologna). Quel che non è accettabile – in primis dallo stesso Mazzarri – è la disattenzione di una difesa che ha subito sei gol nelle ultime tre partite al Meazza (compresa la sfida di Coppa contro il Trapani). E contro il Parma, oltre alle reti incassate, sono state concesse almeno altre quattro occasioni clamorose…
GABRIEL & RAFAEL – Le mancate vittorie di Milan e Napoli sono ascrivibili in gran parte alle incertezze dei portieri brasiliani che hanno rimpiazzato sabato Abbiati e Reina. Considerato che anche Fiorentina e Sampdoria (con Neto e Da Costa) non sembrano blindatissime in porta, rimane solo il Rafael del Verona a continuare una tradizione di superportieri brasiliani che ha visto in Dida e Julio Cesar i migliori esponenti dell’ultimo decennio. Di certo Gabriel e il Rafael napoletano non paiono all’altezza degli antichi guerrieri della porta di Milan e Inter.
BIANCHI – L’ex capitano del Torino venerdì sera giocava il suo derby personale contro la Juventus. Risultato: zero tiri in porta e utilità alla causa quasi nulla. La Juve ha vinto in scioltezza e Buffon, imbattuto da 640 minuti, ha trascorso una serata di grande relax.
GIACOMELLI – Davvero inconcepibile il secondo cartellino giallo sventolato sotto il naso di Manfredini: il difensore genoano ha subito spinte e strattoni da Daniele Conti e, come il capitano del Cagliari, è stato ammonito. Una decisione davvero incomprensibile.

Buffon torna SuperGigi, Mazzarri stecca

I BUONI

BUFFON – Ammettiamolo, ci piace andare controcorrente. E così, mentre tutti lodano (giustamente, peraltro) Re Leone Fernando Llorente, noi strizziamo l’occhio a un Buffon capace, a 35 anni suonati, di riscattare un grigio avvio di stagione. Se dopo le quattro sberle di Firenze la Juventus si è rimessa in carreggiata tanto in campionato quanto in Champions non possiamo non dare meriti al suo capitano-portierone. Da quel 20 ottobre, sette vittorie, un pareggio onorevole contro il Real Madrid e una sconfitta (ingiusta) al Bernabeu. E in campionato sei partite senza gol al passivo, evento che alla Juve non capitava dal 2002. E dire che c’era chi dava SuperGigi per finito…
GUIDOLIN – Ha un duplice merito: 1) Nessuna squadra allo Juventus Stadium ha messo così in difficoltà i campioni d’Italia e quei due gol che si è mangiato Di Natale gridano ancora vendetta; 2) Perdere immeritatamente una partita al 90esimo fa sempre male, ma se con la sconfitta ancora bollente l’allenatore battuto va a cercare l’allenatore vincente (Conte) per stringergli la mano, beh, come minimo ha diritto al Premio Fair Play.
CASSANO – La carica dei 101 gol (anche se per alcune statistiche sarebbero 100) dà ulteriore slancio alla pazza rincorsa di Cassano a un posto nei magnifici 23 azzurri per il Mundial brasiliano. Per ora Fantantonio è a quota 6 e ha nel mirino il suo record personale di 14 centri (Roma, 2003-04) che gli valse la partecipazione a Euro2004 in Portogallo.

I CATTIVI

MAZZARRI – Con Erick Thohir il feeling (e parliamo esclusivamente di risultati…) stenta a scattare. Il neopresidente stecca anche la prima “live” a San Siro: l’1-1 contro la Samp segue l’1-1 di Bologna, la prima partita del tycoon indonesiano sulla tolda di comando nerazzurra e segue l’amichevole 0-1 ad Appiano Gentile nella prima uscita alla Pinetina di ET. Per farla breve, da quando è presidente dell’Inter ancora zero vittorie.
DANILO – Bravo Llorente, certo, nell’occasione del gol vincente contro l’Udinese. Ma il centrale brasiliano non può concedere nel giro di pochi secondi due-colpi-di-testa-due al suo avversario diretto.
CENTURION – Il giovane attaccante esterno argentino nel Racing di Avellaneda sapeva essere devastante. Contro il Torino, per la prima volta lanciato titolare da Gasperini, ha sbagliato tutto. Non gli è riuscito un dribbling, faceva sempre la cosa sbagliata, non ha mai impensierito la difesa granata. Un serio candidato, insomma, al Premio Pippero 2013-14. Quando nell’intervallo Gasp lo ha lasciato sotto la doccia inserendo al suo posto Fetfatzidis, il Genoa è riuscito a cambiare (come si dice oggi) l’inerzia della partita. Conquistando un pareggio comunque immeritato.

Buoni e cattivi, nona giornata

I BUONI
LEANDRO CASTAN – Nella Roma capolista del “nove su nove” spicca la personalità di questo difensore brasiliano ex Corinthians che in giallorosso c’era anche lo scorso anno ma nessuno o quasi se ne era accorto. La cura Rudi Garcia lo ha trasformato nel leader del reparto meno battuto d’Europa. Da applausi il salvataggio sul tiro a botta sicura di Gabriel Silva con il risultato ancora di 0-0: praticamente un gol, importante quanto quello successivo di Bradley che ha piegato l’Udinese e portato a quota 27 la Roma.
CAMBIASSO – Il Cuchu porta orgogliosamente al braccio la fascia di capitano in attesa di restituirla all’amico Pupi Zanetti. Nel frattempo, la seconda paternità (Dante tre anni dopo Victoria) sembra avergli restituito grande lucidità in zona gol: è già a quota 3, di questo passo può migliorare il primato personale (7 nel torneo 2010-11). Di sicuro merita di rinnovare il contratto con l’Inter che scade il 30 giugno 2014.
PAROLO – Il buon Marco, nato a Gallarate a due passi da Milanello, da ragazzo era tifoso rossonero. Da grande ha deciso di fare la festa al “suo” Milan: apre e chiude la sfida del Tardini, una doppietta che lo ripropone anche in chiave azzurra due anni dopo l’esordio con Prandelli.
PERIN – Prende due gol ma in casa della Juve ne evita almeno una mezza dozzina per un Genoa evanescente. E se ne va a fine partita abbracciato dal suo mito Gigi Buffon. Migliore in campo nonostante i due gol incassati, una prestazione da incorniciare a pochi giorni dal suo 21esimo compleanno (il prossimo 10 novembre).
I CATTIVI
CONSTANT – Qualche mese fa, nel nostro precedente blog “Colpi di testa”, ci fu un’insurrezione del tifosi rossoneri. Avevamo scritto: “Costant, Acerbi e Niang non sono degni di vestire la (un tempo) gloriosa maglia del Milan”. Ricapitolando: Niang (dei tre il calcisticamente più dotato) non ha ancora segnato un gol in Serie A; Acerbi fa la riserva nel Sassuolo; Constant continua a far danni nel Milan. Rivedere la partita del Tardini per ulteriori conferme.
BALOTELLI – Si toglie gli orecchini e si taglia la cresta. Ma la sostanza è quella delle ultime settimane: in campo si vede poco o niente. E addirittura Matri, che lo sostituisce nel secondo tempo, riesce a far meglio di lui.
GABBIADINI – Era stato dipinto come il nuovo Van Basten. Nella Genova doriana sta facendo rimpiangere non solo Maurito Icardi ma anche… Piovaccari. Il suo score in Serie A recita: 64 presenze e 9 gol (tra Atalanta, Bologna e Samp). Il Cigno di Utrecht (con i piedi e in quanto a numeri) era tutta un’altra cosa…
CHIELLINI – Le parole sono importanti. Giriamo la frase “morettiana” al buon Giorgio Chiellini che sarà pure laureato (in scienze economiche) ma che parlando dei prossimi impegni della Juventus bicampione d’Italia trova il modo di definire le partite contro Catania (in casa) e Parma “molto difficili”. Fulgido esempio di luogocomunismo per uno che ha da poco calcato (con esiti poco felici e non solo per colpa sua) il mitico Santiago Bernabeu…