Le scelte di Allegri e i numeri di Milik

PREMIO MAGLIE HORROR – Giovedì in Europa League si è forse toccato il fondo con l’inguardabile divisa verdolin-celeste dell’Inter. Ieri sera al Franchi l’altra bruttura arancione della Roma in casa della Fiorentina. Capiamo le esigenze del marketing, ma i tifosi e la storia meritano rispetto: ok sfornare terze maglie un po’ alternative ma un limite alla decenza deve esserci sempre.  

PREMIO CAPITANO VERO – Segna e fa segnare. A 23 anni non sente il peso della fascia da capitano. Maurito Icardi sarà pure un po’ “monello” per le sue frequentazioni social (a dire il vero sempre meno della moglie-procuratrice Wanda Nara), ma quando posa lo smathphone e si dedica al suo lavoro, giù il cappello. Suoi i due gol della vittoria in rimonta a Pescara, sua la firma sul prestigioso successo in rimonta contro la Juve che rilancia le azioni di un’Inter depressa dopo il giovedì nero di Europa League. Dopo aver scheggiato il palo nel primo tempo, nella ripresa le due perle: un gran gol da centravanti vero, in ascensore su due che di testa non sono mica male (Bonucci e Mandzukic); un assist da applausi, di esterno destro, per la zuccata vincente di Perisic.

PREMIO ORONZO CANA’ – Non possono essere due scelte più o meno cannate a mettere in discussione la bravura e il pedigree di Massimiliano Allegri. Che però in questi giorni avrà avuto modo di ripensare all’inserimento a sorpresa di Asamoah in Champions al posto di Pjanic e a quello di Mandzukic scelto a San Siro come “gemello” di Dybala. Certo, il pignolo di turno può eccepire: guardi il tabellino e ti accorgi, comunque, che il Pipita entra in campo al posto del croato quando ancora il risultato è di 1-1. Ma alla fine è stato più pericoloso Higuain nello scampolo di partita giocato che Mandzukic nei suoi 74 minuti in campo.  

PREMIO SUPERBOMBER – Arkadiusz Milik, diciamolo, era arrivato da Amsterdam a Napoli tra lo scetticismo generale. All’Ajax aveva fatto bene, verissimo. Ma sostituire in campo e nel cuore dei tifosi il Pipita da record fresco di 36 gol solo in campionato appariva impresa pressochè proibitiva. I 6-gol-6 nelle prime 5-partite-5 ufficiali della squadra di Sarri ne certificano l’affidabilità e confermano la bontà dell’impianto di gioco del tecnico toscano. Siamo andati a spulciare in archivio e abbiamo scoperto che… Milik batte Higuain 6-4 e Milik batte Cavani 6-3. Le sei reti del bomber polacco sono un primato parziale: Higuain nella stagione 2013-14 con Benitez dopo le prime 4 di campionato e la prima di Champions ne aveva realizzate appunto quattro, il Matador uruguagio nel 2010-11 con Mazzarri si era fermato a tre (tutte in A, a secco invece nel debutto in Europa League). Insomma, come antipasto niente male…

PREMIO BRUTTO MA BRAVO – Dopo la grandine di gol delle prime tre partite (7, difesa peggiore del campionato), il Milan vince a Marassi in casa Samp con gol di Bacca (non è una notizia…) e per la prima volta non incassa reti. Un paio di belle parate di Gigio Donnarumma (neanche questa è una gran notizia…) ma soprattutto una prova impeccabile di Gabriel Paletta. Uno poco mediatico che ai tweet preferisce il lavoro sul campo. Uno, forse, penalizzato dal look un po’ dimesso: spelacchiato, senza il “sex appeal” di un Mexes (tanto per rimanere a Milanello e dintorni), l’italoargentino è il centrale più affidabile a disposizione di Montella. Della serie, magari brutto ma di sicuro bravo.

PREMIO LEICESTER D’ITALIA – E’ un Sassuolo che non finisce mai di stupire quello targato 2016-17: terza vittoria in quattro gare di campionato (questo il verdetto del campo, non considerando dunque lo 0-3 a tavolino), ancor più positivo il bilancio in Europa con tre vittorie e due pareggi, 11 gol fatti e solo 2 subiti. Numeri sbalorditivi che fanno sognare patron Squinzi (c’è già chi chiama il Sassuolo il Leicester d’Italia) e che certificano la definitiva maturità di Eusebio Di Francesco, prontissimo per dirigere una grande. Ma siamo proprio sicuri che questo Sassuolo non sia già una grande del tanto bistrattato calcio italiano?

 

Icardi capitano vero, Stellone supermister

PREMIO PASTA DI CAPITANO – Un bravo-bravissimo a Maurito Icardi. Gol da centravanti vero, rapace dell’area di rigore in anticipo su Gonzalez, e strepitoso assist per il gol-sicurezza firmato di testa in tuffo da Perisic. Di sicuro Mancini ha apprezzato. Paradossalmente più l’assistenza che la rete. Perchè denota, quel passaggio anticipato da gran movimento sull’ala destra, una partecipazione al gioco propria dell’attaccante moderno. Che Icardi, al di là delle sue doti di fromboliere, deve dimostrare di essere.

PREMIO PANCHINA D’ORO – Roberto Stellone un miracolo lo aveva già compiuto lo scorso anno portando per la prima volta in A il Frosinone. Adesso, dopo il 2-0 all’Udinese, i gialloblù frusinati hanno il Palermo nel mirino (a un punto) e neppure Atalanta e Udinese (a più 4) possono stare troppo tranquille. La squadra di Stellone gioca un calcio pratico e spesso piacevole, non ha grandi nomi in rosa ma con l’umiltà dei forti si è tenuta agganciata al treno-salvezza. Ricordavamo Stellone come attaccante di talento, al gol nel suo debutto in A con la maglia del Napoli (nientemeno che contro la Juve) e autore di una rete spettacolare in B in un Torino-Modena di giusto dieci anni fa. Lo ritroviamo maturo, nonostante i 38 anni che fanno di lui il tecnico più giovane della Serie A, e pronto al salto per una panchina più prestigiosa.

PREMIO SCHERZI DEL DIAVOLO -Le statistiche sono impietose: in 6 partite giocate in A tra San Siro e il Mapei Stadium, il Milan ha perso quattro volte contro il Sassuolo. La striscia di partite utili consecutive del Milan si ferma così a quota 9 e a Reggio Emilia si fermano anche le speranze di rimonta Champions e (quasi certamente) le chances di conferma di Mihajlovic per la prossima stagione. E meno male che il patron dei neroverdi, il presidente (uscente) di Confindustria Giorgio Squinzi, è un dichiarato tifoso rossonero…

PREMIO BUNKER BIANCONERO – I numeri di Gigi Buffon (quegli 836 minuti di imbattibilità) sono da gigante. Ma ci sono anche numeri più piccoli che esaltano la terza linea bianconera. Barzagli sblocca la sfida di Bergamo e torna al gol dopo quasi 4 anni (ultima rete in campionato sempre contro l’Atalanta nel 3-1 del maggio 2012), Bonucci è stato il protagonista dal dischetto della qualificazione alla finale di Coppa Italia e pochi giorni prima aveva messo in discesa anche la vittoria (2-0) contro l’Inter in campionato. Insomma, all’appello del gol manca solo (dei tre magnifici difensori centrali juventini) Giorgio Chiellini, ancora convalescente dall’ennesimo acciacco muscolare.

PREMIO SETTEBELLO GIALLOROSSO – In attesa della grande sfida di martedì sera al Bernabeu, a Roma ci si frega le mani facendo di conto. La gestione Spalletti ha portato la settima vittoria consecutiva, i nuovi acquisti del mercato invernale (El Shaarawy e Perotti) hanno portato in dote 7 gol e 7 assist. Insomma, peccato solo che a Madrid si giochi martedì 8 marzo, anzichè lunedì 7…

 

Buoni e cattivi, quarta giornata

I BUONI

BENITEZ – Nell’ambiente della Milano nerazzurra c’era chi, sghignazzando, lo soprannominava il Salumiere. Primo in classifica a punteggio pieno, ha appena affettato il Milan trascinando il Napoli a una vittoria a San Siro che contro i rossoneri mancava da 27 anni. E anche in Europa può fare grandi cose: l’aperitivo è stato il successo sul Borussia Dortmund. Riassumendo: in campo, 5 partite e 5 vittorie. Fuori, in sede di mercato, tutte le mosse azzeccate. Insomma, Rafa: perdonali (quegli interisti che facevano dell’ironia…) perchè non sapevano quello che dicevano…
CURVA HELLAS – Trasferta imponente per numeri e per rumorosità. I fans dell’Hellas hanno conquistato lo Juventus Stadium annichilendo la tifoseria locale e dimostrandosi nell’occasione superiori ai tifosi di grandi come Inter e Milan molto più “timidi” a casa Juve. Sul campo il Verona ha perso, sugli spalti ha stravinto.

I CATTIVI

AGAZZI – Cellino all’ultimo mercato si è tenuto i gioielli Agazzi-Astori-Nainggolan inseguiti un po’ da tutte le grandi. Sul portiere poi aveva scommesso pesante quando decise di tener fermo Marchetti per affidarsi a un esordiente in Serie A. Agazzi ha ricambiato con tre campionati alla grande, ma la cappella sul tiro di Gabbiadini lo fa finire dietro la nostra lavagna.
SQUINZI – Il dottor Giorgio Squinzi, patron del Sassuolo (e presidente di Confindustria), è confesso tifoso del Milan. Forse per questo lo 0-7 contro l’Inter gli brucerà ancor di più. Certo, il miracolo di portare i neroverdi in A rimarrà scolpito nella storia. Ma una squadra così scombiccherata nella massima divisione a memoria d’uomo non la ricordavamo…