Buoni e cattivi, quarta giornata

I BUONI

BENITEZ – Nell’ambiente della Milano nerazzurra c’era chi, sghignazzando, lo soprannominava il Salumiere. Primo in classifica a punteggio pieno, ha appena affettato il Milan trascinando il Napoli a una vittoria a San Siro che contro i rossoneri mancava da 27 anni. E anche in Europa può fare grandi cose: l’aperitivo è stato il successo sul Borussia Dortmund. Riassumendo: in campo, 5 partite e 5 vittorie. Fuori, in sede di mercato, tutte le mosse azzeccate. Insomma, Rafa: perdonali (quegli interisti che facevano dell’ironia…) perchè non sapevano quello che dicevano…
CURVA HELLAS – Trasferta imponente per numeri e per rumorosità. I fans dell’Hellas hanno conquistato lo Juventus Stadium annichilendo la tifoseria locale e dimostrandosi nell’occasione superiori ai tifosi di grandi come Inter e Milan molto più “timidi” a casa Juve. Sul campo il Verona ha perso, sugli spalti ha stravinto.

I CATTIVI

AGAZZI – Cellino all’ultimo mercato si è tenuto i gioielli Agazzi-Astori-Nainggolan inseguiti un po’ da tutte le grandi. Sul portiere poi aveva scommesso pesante quando decise di tener fermo Marchetti per affidarsi a un esordiente in Serie A. Agazzi ha ricambiato con tre campionati alla grande, ma la cappella sul tiro di Gabbiadini lo fa finire dietro la nostra lavagna.
SQUINZI – Il dottor Giorgio Squinzi, patron del Sassuolo (e presidente di Confindustria), è confesso tifoso del Milan. Forse per questo lo 0-7 contro l’Inter gli brucerà ancor di più. Certo, il miracolo di portare i neroverdi in A rimarrà scolpito nella storia. Ma una squadra così scombiccherata nella massima divisione a memoria d’uomo non la ricordavamo…