I BUONI

KLOSE – Un gol da applausi, un gol strepitoso, un gol da tre punti, un gol da 10 e lode. Il vecchio gladiatore tedesco ritrova Reja e regala al suo primo allenatore “italiano” una magia da urlo. 
CRISTANTE – Applausi a Kakà, certo, per le sue prodezze e i 101 gol rossoneri. Ma la via per provare a tornare grandi in casa Milan è quella dei giovani. Cristante – il baby che debuttò un paio d’anni fa in Champions battendo il record di precocità in casa Milan – prima timbra una traversa, poi firma un gol. Meglio dar fiducia a giovani del genere che insistere su pipponi sesquipedali come Constant.
CONTE – Il terzo scudetto consecutivo e la terza stella sono ormai ipotecate. La Juve di Conte dà l’ennesima prova di forza e di prepotenza. In Italia, da quando il tecnico salentino siede sulla panchina bianconera, non ce n’è per nessuno. Adesso il nuovo obiettivo si chiama tripla cifra: uno scudetto con 100 e passa punti sarebbe davvero la ciliegina su una torta ben tornita, la chicca a un ciclo che è deficitario solo in campo europeo. E la finale di Europa League allo Juventus Stadium il prossimo 14 maggio è lì per smentire questo luogo comune… 

LODI – Torna a vestire il rossoazzurro dopo la negativa parentesi in rossoblù. Dal Catania al Genoa e ritorno. Così il Cibali può godersi una vittoria fondamentale per tornare a credere nella salvezza e il suo regista firma con un assist e un gol dal dischetto il suo ritorno da figliol prodigo.

 

I CATTIVI

VENTURA – Dando per buona (?!?) la “lieve contrattura” di Immobile, risulta comunque difficile pensare che due sostituzioni migliorative possano vedere restare fuori il centravanti granata e il suo socio-del-gol Cerci. Anche nelle giornate peggiori, anche con una “lieve contrattura” Immobile e Cerci son meglio di Barreto & Meggiorini. E i due cambi del Tardini sanno così tanto di capriccio…
TOTTI & DE ROSSI – Capitan presente e Capitan futuro hanno subito nella Torino bianconera una lezione indimenticabile. Gli artefici della grande stagione giallorossa allo Juventus Stadium non si sono proprio visti (anzi, De Rossi si è visto in occasione del fallaccio su Chiellini…). Ma adesso devono rimboccarsi le maniche e trascinare la Roma a quella zona Champions che ad agosto – non dimentichiamolo mai – non era neanche nei sogni del più ottimista tifoso della Curva Sud. 
DI NATALE – Annuncia l’addio al calcio e senza i gol di Totò il calcio italiano perderà classe e fascino. Ma il Di Natale visto nel derby del Triveneto contro il Verona sembra già un pensionato del pallone.
CORINI & LOPEZ – Lo 0-0 del Bentegodi tra Chievo e Cagliari in quella che è stata la prima partita del 2014 è stato lo spot dell’anti-calcio. Hai voglia a parlare di diritti tv e campionato spezzatino. Con spettacoli del genere le squadre dovrebbero risarcire gli spettatori paganti e le televisioni…

 

I BUONI
PALACIO – Un gol da 10 e lode per il gol numero 10 in questo campionato di Rodrigo Palacio. Una magia, una perla nella stessa porta – sotto la Curva Nord – dove Roberto Bettega castigò Cudicini in un Milan-Juve in bianco e nero (1-4, stagione 1971-72).
TOTTI – Non segna contro il Catania, ma il dato relativo all’importanza del capitano giallorosso è esaustivo e spiega più di tante parole: in questa stagione, 8 partite dall’inizio per Totti e 8 vittorie. Titolo: Tottovolante…
VENTURA – L’allenatore più anziano del nostro campionato insegna calcio da una vita e di solito fa giocare benissimo le sue squadre. Quest’anno il cambio modulo (dal 4-2-4 al 3-5-2) gli è costato tante critiche soprattutto sull’utilizzo di Cerci non più attaccante esterno ma seconda punta. Risultato: il Toro vola, a quota 25 è la settima forza del campionato. E i due là davanti sono la coppia meglio assortita della Serie A: Cerci 9 gol, Immobile 8.
TONI – Il vecchio guerriero non si arrende. Anzi, con la doppietta rifilata alla Lazio, Luca Toni trascina il Verona ai confini della zona Europa e sale a quota nella classifica cannonieri.

I CATTIVI
MAZZOLENI – Nel derby milanese ne azzecca poche, sia a livello tecnico che disciplinare. Non vede due rigori: clamoroso e solare quello di Zapata su Palacio nel primo tempo, più difficile forse scorgere il tocco di mano di Nagatomo. Non punisce neppure con un giallo una gomitata volontaria (da rosso) di Guarin su Bonera e nella ripresa non espelle Muntari per una bruttissima entrata su Jonathan. Il risultato, con la meritata vittoria interista, ne depotenzia i clamorosi abbagli.
KAKA & BALOTELLI – Dovevano essere le carte vincenti del Milan, forse dal loro rendimento si capisce perchè i rossoneri hanno perso il derby…
DAINELLI – Da un suo clamoroso svarione nasce il gol del pareggio del Toro a fine primo tempo. Regala un pallone a Cerci che lo trasforma in assist vincente per Immobile. Forse, se il Chievo fosse andato al riposo in vantaggio, la sfida del Comunale-Olimpico avrebbe potuto avere un altro esito…
DE CANIO – Cinque punti in 8 giornate per Rolando Maran, cinque punti in 9 giornate per De Canio: il cambio, numeri alla mano, non ha giovato al Catania. Quello che preoccupa di più è il modo con cui gli etnei sono crollati all’Olimpico sotto i colpi di una Roma che ha rischiato di bissare un 7-0 dei tempi di Spalletti (e di Pasquale Marino sulla panchina dei siciliani).