Oronzo Benitez e Gufo Vidic

PREMIO ORONZO CANA’ – Rafa Benitez è tecnico di spessore internazionale, gran lavoratore e anche persona affabile e simpatica. Ma di questi tempi Benitez ci sembra molto un allenatore nel pallone, in stile Oronzo Canà. Esclusioni eccellenti e poco spiegabili, un rendimento stagionale fin qui deficitario: sei partite ufficiali con tre sconfitte. Brucia ancora quella di Bilbao, ancor peggio vanno le cose in campionato: contro Chievo in casa e Udinese fuori il “vero” Napoli doveva raccogliere almeno 4 punti. E invece ne ha fatti zero…

PREMIO MARADONA – Argentino, origini umili, maglia numero 10, idolo del Boca Juniors. Carlitos Tevez fa la differenza, a San Siro come, finalmente, in Champions League. Ha grandi doti tecniche e lo spirito del leader. Certo, accostare chiunque (anche Messi…) al grande Diego è sempre una bestemmia. Ma Carlitos qualcosa di Dieguito ce l’ha. E pazienza se non è mancino.

PREMIO GUFATA NERAZZURRA – Tutti a contare i minuti di imbattibilità di un’Inter che scendeva a Palermo senza mai aver incassato gol in questa stagione: cinque partite e porta blindata. Aleggiano e volteggiano i gufi sui nerazzurri al Barbera e dopo due minuti il gentile omaggio di Vidic a Franco Vazquez toglie la verginità a Samir Handanovic. Continua a leggere

Infinito Totò, Inter che delusione

I BUONI

COMAN – Stai a vedere che la premiata ditta Marotta & Paratici ci ha azzeccato un’altra volta… Dopo il colpaccio Pogba, strappato quasi a costo zero al Manchester United di Ferguson nell’estate 2011, ecco Kingsley Coman, la sorpresa di Chievo-Juve. Un 18enne pieno di talento e personalità che Allegri ha avuto il coraggio di buttare dentro da titolare pur non mancandogli un’alternativa pesante come Pereyra.
DIEGO LOPEZ – Mentre in serata Casillas si becca quattro pappine dalla Real Sociedad, nel pomeriggio Diego Lopez nel suo esordio a San Siro s’allunga alla grande sul tentativo di trasformazione dal dischetto di Candreva. Uno dei rari casi di rigore più parato che sbagliato.
DE SANCTIS – Quando ha cominciato da prof nel Pescara, 20 anni fa, c’era ancora la numerazione vecchia maniera dall’1 all’11. Adesso a 37 anni si conferma come uno dei migliori portieri della Serie A. Un bel po’ di merito della vittoria della Roma sulla Fiorentina è suo.
DI NATALE – Un altro vecchietto classe 1977 che continua a fare faville. Già in vetta alla classifica cannonieri con la doppietta rifilata all’Empoli, la sua prima squadra. Ha segnato 195 gol in Serie A, quota 200 è ormai a portata di piede per Totò.

I CATTIVI

MAZZARRI – Nella giornata in cui vincono Juve, Roma, Napoli e Milan, la sua Inter è l’unica delle grandi a partire con il freno a mano tirato. Un’Inter che in casa del Toro gioca con eccessiva timidezza, con un modulo più difensivo rispetto a quello granata. Cinque difensori, due centrocampisti difensivi come Medel e M’Vila e solo tre giocatori portati ad offendere (Kovacic, Hernanes e Icardi). Troppo poco per vincere.
ANTONELLI – Un errore senza palla che costa la sconfitta al Genoa: il suo posizionamento in occasione del gol dell’1-2 di De Guzman consente al centrocampista olandese vestito d’azzurro di inserirsi in piena libertà e di battere Perin.
LARRONDO – C’è modo e modo di fallire un calcio di rigore. Quello scelto dall’argentino (che molti nella Torino granata hanno ribattezzato Orrendo Larrondo) è tra i peggiori: tiro debole e centrale a esaltare un pararigori come Handanovic che non metterà certo questa sua parata tra le migliori prodezze della sua carriera.