Cariolato occhio di lince e gambero Mazzarri

PREMIO NON PERVENUTO – E’ trasversale e nazionalpopolare l’amore per Francesco Totti. La sua classe immensa e la sua storia di campione che si rinnova a 38 anni hanno fatto giustamente versare fiumi di inchiostro e assemblare ore e ore di belle immagini. Però, per dirla in romanesco, cuanno ce vo’ ce vo’… In questa stagione sta vivendo di rendita per il fantastico pallonetto a domicilio del Manchester City. Per il resto, zero gol su azione in campionato (dove Destro, quando gioca al suo posto, fa sempre centro) e le imbarazzanti ultime prestazioni in casa contro il Bayern e al San Paolo. Certo, il capitano è stato in buona (si fa per dire) compagnia e quei tracolli non possono essere addebitati solo a lui. Però in quanto leader della squadra di Garcia è giusto che si accolli tutte le responsabilità del caso. E magari anche qualcuna in più.
PREMIO OCCHIO DI LINCE – Il signor Cariolato Gianluca da Legnago batte i campi della Serie A da una decina di stagioni. Sabato pomeriggio è stato – con Benitez e Higuain – il protagonista assoluto di Napoli-Roma. Con la sua pelata e la sua bandierina gialla ha dato spettacolo e assistito alla stragrandissima il collega arbitro Tagliavento. Nella prima mezzora, ad esempio, è stato impegnato in almeno cinque-sei chiamate sul filo del fuorigioco. Le ha azzeccate tutte. Sempre facile, per noi soloni dell’arbitraggio alla moviola, trovare il pelo nell’uovo nelle prestazioni di fischietti e guardalinee. Queste volta Cariolato ci ha disarmati con la giustezza delle sue decisioni. Bisogna dargliene atto e gridarlo a voce alta. Non sappiamo se l’età glielo permetterà, ma dopo le Olimpiadi del 2012 a Londra il signor Cariolato della sezione di Legnago si meriterebbe di chiudere la carriera con Europei e Mondiali. E se va avanti a sventolare così nessuno potrà impedirglielo…
PREMIO IL GAMBERO – Già la scorsa stagione – a nostro avviso – Mazzarri aveva fatto flop. Senza le coppe europee, aveva il dovere di portare l’Inter almeno al terzo posto e invece è riuscito ad arrivare tra mille stenti in zona Europa League. Ebbene, l’Inter di oggi ha 4 punti in meno di quella di ieri. Gioca tremendamente peggio e mister Walter questa volta sembra non avere più alibi. E, forse, neanche la voglia di lottare.
PREMIO SUPERGOL – Quel rigore di Bergamo il Pipita Higuain è riuscito a metabolizzarlo in fretta. Segnando al San Paolo un gol da cineteca che ha aperto la strada al trionfo napoletano contro la Roma. L’ex bomber del Real è uno dei pochi top player della nostra Serie A. E adesso che si è svegliato, archiviando magari anche il clamoroso gol mangiato nella finale mondiale contro la Germania, per la squadra di Benitez nessun traguardo sembra più proibito.
PREMIO SUPERBA -La Genova alluvionata sorride con il pallone tra i piedi. Sampdoria e Genoa brillano in zona Europa. Mihajlovic e Gasperini sono tra i migliori tecnici su piazza e le loro squadre giocano obiettivamente bene. Tanto che sommando i punti la città della Lanterna ne ha più della Milano rossonerazzurra. Meritatamente.
PREMIO ZONA SPORTIELLO – C’era una volta Renato Cesarini, l’italoargentino della Juve anni Trenta specializzato nel segnare gol pesanti negli ultimi minuti di gioco. Oggi c’è Marco Sportiello, brianzolo nato a Desio ma di chiare origini campane, portiere dell’Atalanta specializzato nello strozzare in gola agli attaccanti avversari l’urlo del gol. Mercoledì scorso la sua prodezza in pieno recupero sul rigore di Higuain. Domenica pomeriggio la paratissima in pieno recupero sulla punizione mancina potente e precisa di Farnerud. E così l’Atalanta di Colantuono ha strappato due punti in zona… Sportiello.

Le Roi Menez e i lenti a contatto

Serie A : Parma - MilanPREMIO MICHEL PLATINI – Jeremy Menez è nato il 7 maggio 1987, aveva 10 giorni quando Michel Platini lasciava il calcio in una piovosa domenica torinese al termine di un’anonima Juventus-Brescia ma dopo una dozzina di anni strepitosi. La magia e il talento di Roi Michel (che pure ha avuto un erede altrettanto geniale come Zidane) si è rivisto al Tardini impersonificato nelle straordinarie giocate dell’ex romanista: due gol (uno, di tacco, pazzesco), il merito per aver cominciato la giocata del secondo centro rossonero e una prestazione a tutto tondo. Con velocità e corsa peraltro sconosciute al suo più illustre collega. Ma Platini era Platini…
PREMIO DINO ZOFF – Maxi Lopez rimarrà stampato con il suo gol nel tabellino storico di Napoli-Chievo 0-1. Ma le parate di Francesco Bardi, 22enne portiere livornese, e non solo quella sul rigore di Higuain, sono state altrettanto decisive. E confermano la qualità di questo numero uno controllato dall’Inter.
PREMIO ZVONE BOBAN – Numero 10, croato. Piedi buoni, cervello fine. Finalmente Mazzarri sta dando fiducia a Mateo Kovacic e il 20enne talento ex Dinamo Zagabria la sta ripagando con gli interessi. Nella vendemmia contro il Sassuolo è devastante. E la San Siro nerazzurra è innamorata di lui quanto quella rossonera, una quindicina d’anni fa, stravedeva per Boban.
PREMIO FRANCO BARESI – Nella vittoria dell’Atalanta a casa Zeman, Boakye è il gran protagonista, ma il gol salvato da Giuseppe Biava – bergamasco di Seriate, 37 primavere, al suo primo anno in nerazzurro – è una chicca: a Sportiello battuto arpiona il pallone di Sau, già pronto a esultare. Una prodezza da grande difensore, una prodezza alla Franco Baresi dei bei tempi.
PREMIO TUTTI COLLINA – Due giornate di campionato, poche e insignificanti le polemiche arbitrali. Il lavoro di Domenico Messina – uno che rifugge telecamere e taccuini a differenza del suo predecessore Braschi – sta dando già ottimi frutti.
PREMIO OSCARSONE DERTYCIA – I tifosi viola over 35 ricorderanno senz’altro l’argentino Dertycia: centravanti, una vera disgrazia sportivamente parlando. Arrivato due anni prima di Batistuta doveva infiammare la Fiesole, si limitò a far imprecare pesantemente i tifosi viola. Proprio come di questi tempi sta facendo Mario Gomez. Visto all’opera contro il Genoa si capisce il perchè Loew non l’abbia portato in Brasile negandogli la gioia di essere campione del mondo. E dire che una volta lo chiamavano Supermario…
PREMIO FANTOZZI – Ai portieri del Milan del XXI secolo ne succedono di ogni. Dida riuscì a infortunarsi stando seduto in panchina, Diego Lopez ha fantozzianamente incassato l’autogol di De Sciglio facendo ridere il mondo intero (escluso i tifosi rossoneri). Unica attenuante: giocare con davanti i “lenti a contatto” Alex e Bonera può procurare a chiunque un overdose di stress.