Oronzo Benitez nel pallone contro Jack lo squarta-Napoli

PREMIO ORONZO CANA’ – Finisse oggi il campionato, il Napoli sarebbe fuori dall’Europa, anche quella periferica dell’Europa League. Rafa Benitez è un buon tecnico ma evidentemente in questa sua avventura italiana ci si aspettava di più. Dopo il terzo posto e la Coppa Italia della scorsa stagione, il suo Napoli sta facendo come i gamberi: adesso è sesto e la difesa (20 gol incassati in 15 partite) fa acqua. Koulibaly l’ha richiesto espressamente lui, tanto per dire. Se ci aggiungiamo l’eliminazione ai preliminari di Champions ad opera dell’Athletic Bilbao (avessi detto il Real o il Barcellona…) il quadro è completo. E il pacioso Rafa sembra sempre più il Lino Banfi alias Oronzo Canà. Un allenatore… nel pallone.

PREMIO JACK LO SQUARTATORE (DI DIFESE) – Tecnico, umile, tenace: un assist per il gol di Menez e la firma sul 2-0. Giacomo detto Jack Bonaventura ha cervello fino, piedi educati e “gamba”: il Milan di Pippo Inzaghi ormai non può prescindere da questo centrocampista offensivo nato nelle Marche e cresciuto calcisticamente nell’Atalanta. 

PREMIO LA CARICA DEI 300 – Al Friuli ha firmato il gol che ha puntellato il ritorno alla vittoria del Verona. Al Comunale di Fiorenzuola segnava il 14 maggio 1995 al portiere italoargentino Hugo Rubini il suo primo gol da professionista. Da quel pomeriggio ai giorni nostri sono passati 300 gol da professionista, con in mezzo tanti trionfi (soprattutto nel Bayern Monaco) e il titolo mondiale di Berlino 2006. In quattro parole: onore a Luca Toni.
PREMIO CORE ‘NGRATO – C’era una volta l’ingratitudine dell’ex sublimata da un gol di Josè Altafini in maglia Juve al “suo” Napoli. E’ curioso come quest’anno due dei tre pareggi “subiti” dalla Juve (oltre allo 0-0 contro la Fiorentina) siano stati firmati da due attaccanti in orbita bianconera: Simone Zaza per l’1-1 del Mapei Stadium contro il Sassuolo e Manolo Gabbiadini per l’1-1 Samp allo Juventus Stadium. Due… juventini futuri, in realtà, visto che il loro cartellino è controllato dalla Juve ma che nessuno dei due ha finora indossato la maglia bianconera. Due futuri juventini (mercato permettendo) che sono costati alla Signora la bellezza di 4 punti.
PREMIO IMMUNITA’ – La Juve protesta a giusta ragione perchè l’arbitro Doveri ha concesso solo tre minuti di recupero senza peraltro neppure portandoli a termine ma fischiando dieci secondi prima. Ma nelle battute finali di Samp-Juve l’errore da matita blu il fischietto romano lo ha commesso dimenticandosi di estrarre il secondo giallo a Vidal per una brutta entrata sul doriano Duncan. Un intervento da cartellino “arancione” neppure troppo difficile da scorgere con un briciolo di attenzione in più (e di sudditanza psicologica in meno…).
PREMIO O SCARRAFONE DELLA PANCHINA – Diciamolo: Brad Pitt ma anche Josè Mourinho sono un’altra cosa… Ma per essere un bravo allenatore non necessariamente bisogna essere degli adoni, assomigliare agli attori più gettonati di Hollywood o ingrifare le tifose come il Mou portoghese. Beppe Iachini è bruttino e tracagnotto, oggi in giacca e cravatta come ieri in maglietta e calzoncini. Ma estremamente efficace. Ieri nel mordere le caviglie ai Platini e ai Maradona di turno e oggi a pilotare squadre dalla panchina. Il suo Palermo viaggia nella colonna di sinistra della classifica, ha più punti dell’Inter e presenta giovani davvero interessanti (Dybala, Belotti ma non solo). E Iachini – dopo il poker di promozioni in A con Chievo, Brescia, Sampdoria e Palermo – sta dimostrando che beltade a parte la Serie A la merita a piene lettere.
PREMIO ZERO IN CONDOTTA (TATTICA) – Uno 0-0 di una squadra zemaniana fa sempre notizia. L’insulso pareggio senza reti tra Parma e Cagliari è il primo stagionale per i sardi. E una vera rarità per il tecnico boemo, che nella sua ultima esperienza alla guida della Roma non aveva mai fatto uno 0-0 e che non collezionava questo punteggio in Serie A da più di dieci anni: Bologna-Lecce 0-0 del 28 novembre 2004.
PREMIO MAGICO NINJA – Il gol vincente a Marassi, il rigore più espulsione di Perin che ha messo in discesa la partita della Roma in casa del Genoa. Ottimo e abbondante per Radja, detto Il Ninja, Nainggolan, centrocampista di lotta e di governo, di corsa e di sostanza. Belga di nascita e passaporto, d’origine (paterna) indonesiana. Uno dei pilastri della squadra di Garcia, al terzo gol in campionato, record personale in Serie A.

Le Roi Menez e i lenti a contatto

Serie A : Parma - MilanPREMIO MICHEL PLATINI – Jeremy Menez è nato il 7 maggio 1987, aveva 10 giorni quando Michel Platini lasciava il calcio in una piovosa domenica torinese al termine di un’anonima Juventus-Brescia ma dopo una dozzina di anni strepitosi. La magia e il talento di Roi Michel (che pure ha avuto un erede altrettanto geniale come Zidane) si è rivisto al Tardini impersonificato nelle straordinarie giocate dell’ex romanista: due gol (uno, di tacco, pazzesco), il merito per aver cominciato la giocata del secondo centro rossonero e una prestazione a tutto tondo. Con velocità e corsa peraltro sconosciute al suo più illustre collega. Ma Platini era Platini…
PREMIO DINO ZOFF – Maxi Lopez rimarrà stampato con il suo gol nel tabellino storico di Napoli-Chievo 0-1. Ma le parate di Francesco Bardi, 22enne portiere livornese, e non solo quella sul rigore di Higuain, sono state altrettanto decisive. E confermano la qualità di questo numero uno controllato dall’Inter.
PREMIO ZVONE BOBAN – Numero 10, croato. Piedi buoni, cervello fine. Finalmente Mazzarri sta dando fiducia a Mateo Kovacic e il 20enne talento ex Dinamo Zagabria la sta ripagando con gli interessi. Nella vendemmia contro il Sassuolo è devastante. E la San Siro nerazzurra è innamorata di lui quanto quella rossonera, una quindicina d’anni fa, stravedeva per Boban.
PREMIO FRANCO BARESI – Nella vittoria dell’Atalanta a casa Zeman, Boakye è il gran protagonista, ma il gol salvato da Giuseppe Biava – bergamasco di Seriate, 37 primavere, al suo primo anno in nerazzurro – è una chicca: a Sportiello battuto arpiona il pallone di Sau, già pronto a esultare. Una prodezza da grande difensore, una prodezza alla Franco Baresi dei bei tempi.
PREMIO TUTTI COLLINA – Due giornate di campionato, poche e insignificanti le polemiche arbitrali. Il lavoro di Domenico Messina – uno che rifugge telecamere e taccuini a differenza del suo predecessore Braschi – sta dando già ottimi frutti.
PREMIO OSCARSONE DERTYCIA – I tifosi viola over 35 ricorderanno senz’altro l’argentino Dertycia: centravanti, una vera disgrazia sportivamente parlando. Arrivato due anni prima di Batistuta doveva infiammare la Fiesole, si limitò a far imprecare pesantemente i tifosi viola. Proprio come di questi tempi sta facendo Mario Gomez. Visto all’opera contro il Genoa si capisce il perchè Loew non l’abbia portato in Brasile negandogli la gioia di essere campione del mondo. E dire che una volta lo chiamavano Supermario…
PREMIO FANTOZZI – Ai portieri del Milan del XXI secolo ne succedono di ogni. Dida riuscì a infortunarsi stando seduto in panchina, Diego Lopez ha fantozzianamente incassato l’autogol di De Sciglio facendo ridere il mondo intero (escluso i tifosi rossoneri). Unica attenuante: giocare con davanti i “lenti a contatto” Alex e Bonera può procurare a chiunque un overdose di stress.