Alla Quaglia-collection manca solo la Juve…

PREMIO MIRACOLO ITALIANO – Zaza-Sansone-Berardi. Alla faccia del tridente. Il tris italiano asfalta l’Internazionale. In totale fanno 8 Zaza, 6 Berardi e 3 Sansone, uno che quando vede nerazzurro si esalta. In totale fanno 28 punti, due in più della multimilionaria Inter. Con ben 25 gol su 27 made in Italy (unica eccezione, l’intruso Taider autore di due reti). Il nuovo miracolo italiano di una squadra con pochi stranieri low cost porta la firma soprattutto di Eusebio Di Francesco. Che questo Sassuolo ha trascinato in A due anni fa e portato poi alla salvezza l’anno scorso (dopo la negativa parentesi di Malesani). Quest’anno mister Eusebio ha deciso di stupire: il suo Sassuolo diverte e segna ed è più vicino all’Europa che alla zona calda della classifica.
PREMIO ROVESCIATA D’ORO – Il gesto è di quelli che fanno parte della storia del calcio. Dalla rovesciata di paroliana memoria immortalata nei pacchetti delle figurine Panini a quelle “a colori” dei tempi moderni: quella di Pinilla (che ha dato due punti aggiuntivi all’Atalanta quando ormai la sfida con il Cagliari sembrava destinata all’1-1 finale) entra di buon diritto nella galleria delle più belle. Essendo poi l’attaccante cileno un maestro nel gioco acrobatico, tutto si può dire fuorchè sia stata una prodezza casuale…
PREMIO TRIS SOFFOCATO – Fabio Quagliarella è tra i più strenui difensori della “non esultanza” nei dopo-gol alle ex. Ebbene, delle 8 reti segnate in questo torneo ben 6 le ha riservate a sue vecchie squadre: una a Fiorentina, Napoli e Udinese, il fresco tris alla Samp. Sembra destino, povero Fabio. Adesso all’appello della Quaglia-collection manca giusto la Juventus: segnare la data del 26 aprile sul calendario, please…
PREMIO GEMELLI DEL NON GOL – Fernando, un colpo di testa a botta sicura nel primo tempo; Carlitos, un’occasione incredibilmente sprecata nel finale. Gli eroi dei 102 punti dello scorso campionato, il capocannoniere di questo torneo e il suo degno compare hanno visto annebbiato al Friuli il loro killer instinct. E lo 0-0 in casa Udinese (oltre che con l’ottima prova della squadra di Stramaccioni) si spiega proprio con la mira sbagliata dei due bomber di Madama.
PREMIO PRESUNZIONE – Aver parlato di Champions League e di Lazio terza potenziale forza del campionato ha portato evidentemente male in casa Lotito. C’è modo e modo di perdere: nella sconfitta all’Olimpico contro il Napoli, per esempio, la Lazio aveva giocato benissimo soprattutto nel primo tempo. Nello scivolone del Manuzzi la squadra dell’Aquila praticamente non è entrata in campo. Errore gravissimo di presunzione che addebitiamo, per competenza, al tecnico Pioli e a capitan Mauri. Tante altre volte stralodati su queste colonne.

Buoni e cattivi, quindicesima giornata

I BUONI

DESTRO – Mette alle spalle sei mesi tribolatissimi, mette il piede (destro) nell’azione che regala alla Roma due punti d’oro che tengono i giallorossi in piena corsa per lo scudetto. Con Totti convalescente e Borriello acciaccato, il terzo centravanti della rosa di Garcia dà un segnale importante al campionato e,perchè no, a Prandelli.
SAU – Due gol per tre punti pesantissimi del Cagliari contro il Genoa in una partita dove comunque (vedi sotto) ha pesato parecchio l’arbitraggio. Un vero gioiello la prima rete con dribbling insistito e destro all’incrocio fuori dalla portata del bravissimo Perin. A 26 anni, per questo attaccante sardo di Sorgono (Nuoro), è arrivata la stagione della conferma dopo le buone cose mostrate nello scorso torneo.
BALOTELLI – Due gol, una traversa interna e soprattutto atteggiamenti finalmente positivi: non protesta, non cade puerilmente nelle provocazioni, scambia magliette e sorrisi con gli avversari a fine primo tempo e a fine partita. Un SuperMario da bene, bravo, bis.
SANSONE – Lo scorso anno aveva segnato all’Inter un gran gol al Tardini, adesso si toglie lo sfizio di rompere il ghiaccio (non era ancora andato a rete in questo campionato) con una doppietta (la prima in carriera) a San Siro. A 22 anni questo figlio di emigrati nato a Monaco di Baviera, attaccante tecnico e veloce, sta raccogliendo applausi a scena aperta.

I CATTIVI

MAZZARRI – Passi per il continuo rinvio della prima vittoria in campionato da dedicare a Thohir, passi per una “pareggite” che sta complicando la rincorsa Champions (terzo pari consecutivo contro squadre non esattamente di prima fascia; due in casa contro Samp e Parma, uno a Bologna). Quel che non è accettabile – in primis dallo stesso Mazzarri – è la disattenzione di una difesa che ha subito sei gol nelle ultime tre partite al Meazza (compresa la sfida di Coppa contro il Trapani). E contro il Parma, oltre alle reti incassate, sono state concesse almeno altre quattro occasioni clamorose…
GABRIEL & RAFAEL – Le mancate vittorie di Milan e Napoli sono ascrivibili in gran parte alle incertezze dei portieri brasiliani che hanno rimpiazzato sabato Abbiati e Reina. Considerato che anche Fiorentina e Sampdoria (con Neto e Da Costa) non sembrano blindatissime in porta, rimane solo il Rafael del Verona a continuare una tradizione di superportieri brasiliani che ha visto in Dida e Julio Cesar i migliori esponenti dell’ultimo decennio. Di certo Gabriel e il Rafael napoletano non paiono all’altezza degli antichi guerrieri della porta di Milan e Inter.
BIANCHI – L’ex capitano del Torino venerdì sera giocava il suo derby personale contro la Juventus. Risultato: zero tiri in porta e utilità alla causa quasi nulla. La Juve ha vinto in scioltezza e Buffon, imbattuto da 640 minuti, ha trascorso una serata di grande relax.
GIACOMELLI – Davvero inconcepibile il secondo cartellino giallo sventolato sotto il naso di Manfredini: il difensore genoano ha subito spinte e strattoni da Daniele Conti e, come il capitano del Cagliari, è stato ammonito. Una decisione davvero incomprensibile.